«La verità sono tutte queste cose. La verità non è nessuna di queste cose. La verità è solo qualcuna di queste cose»
Se qualcuno si dovesse trovare a passare per la Forsyth Street di New York, e per l’esattezza al numero 208 dove c’è la Half Gallery, in questi giorni potrebbe ammirare un suo recondito sogno o semplicemente un incubo a occhi aperti: la cantante più discussa degli ultimi decenni Amy Winehouse uccisa dallo scrittore William Burroughs, uno dei padri della beat genereration. In realtà l’emblematico autore di Naked Lunch è morto nel ’97, non prima di aver ucciso per sbaglio sua moglie con un colpo alla testa nel maldestro tentativo di imitare Guglielmo Tell. Quella che si trova esposta è quindi soltanto una statua, una rappresentazione minuziosa e decisamente credibile di una scena impossibile. Un omaggio alla cantante e allo scrittore da parte dell’artista italiano Marco Perego o la ormai classica provocazione dispensatrice di cinque minuti di notorietà.










Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
i love his art – watch mine on http://ladym1.wordpress.com