«La verità sono tutte queste cose. La verità non è nessuna di queste cose. La verità è solo qualcuna di queste cose»
Se qualcuno si dovesse trovare a passare per la Forsyth Street di New York, e per l’esattezza al numero 208 dove c’è la Half Gallery, in questi giorni potrebbe ammirare un suo recondito sogno o semplicemente un incubo a occhi aperti: la cantante più discussa degli ultimi decenni Amy Winehouse uccisa dallo scrittore William Burroughs, uno dei padri della beat genereration. In realtà l’emblematico autore di Naked Lunch è morto nel ’97, non prima di aver ucciso per sbaglio sua moglie con un colpo alla testa nel maldestro tentativo di imitare Guglielmo Tell. Quella che si trova esposta è quindi soltanto una statua, una rappresentazione minuziosa e decisamente credibile di una scena impossibile. Un omaggio alla cantante e allo scrittore da parte dell’artista italiano Marco Perego o la ormai classica provocazione dispensatrice di cinque minuti di notorietà.







Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Very Victoria
mercoledì 12 novembre, 2008. alle 23:30
i love his art – watch mine on http://ladym1.wordpress.com
ladym1
giovedì 20 novembre, 2008. alle 22:51