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L’angelo nuovo della storia

giovedì 11 dicembre, 2008.
Paul Klee, Angelus Novus, acquerello 1920  

Paul Klee, Angelus Novus, acquerello 1920

C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.

                                                                       Walter Benjamin, Angelus Novus. Saggi e frammenti

4 commenti Lascia un →
  1. terry permalink
    sabato 13 dicembre, 2008. 17:33

    Mi fa pensare al momento del “padre nostro” che in chiesa si recitava in piedi con le mani alzate. Sarà ancora così?! Quand’ero più giovane ripetevo la tiritera guardandomi intorno, e osservavo quelli che tenevano gli occhi chiusi, quelli che guardavano in alto, e in quel caso li imitavo e mi chiedevo quale partcolare delle immagini del soffitto stessero contemplando.
    profana.
    l’angelus novus è un po’ quel bambino che si chiede “a che gioco stiamo giocando?”.
    bel quandro.

  2. sabato 13 dicembre, 2008. 18:49

    In effetti ha un po’ l’espressione “a che gioco stiamo giocando?”. Anzi, dato che ha il viso rivolto al passato sembra chiederci “a che gioco abbiamo giocato?”. In fin dei conti è quello che Benjamin aveva colto. Questo passo me lo hanno letto in due corsi diversi nel giro di 2 mesi. “Una visualizzazione molto suggestiva dell’idea di progresso. Non c’è un progresso, non c’è un progetto…” poi i miei appunti proseguono senza logica.
    Anche un pochino inquietante con quei denti aguzzi..

  3. Serena permalink
    domenica 10 maggio, 2009. 8:09

    Finalmente ho trovato qualcuno che abbia saputo spiegarmi quest’opera!! Ciao, e grazie!

  4. venerdì 15 maggio, 2009. 11:43

    Prego. Molto del merito è comunque di Walter Benjamin!!

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