Post 11 settembre, sogni e sconfitte della New York a dimensione-Gatsby
Alla guida di un auto noleggiata lungo il Saw Mill River e la Taconic State Parkways, Hans, un olandese transfugo a New York, pensa ai tipici nomi del suo paese – Yonkers, Cortlandt, e naturalmente Verplanck Peekskill – che spuntano tra luoghi come Mohegan, Chappaqua e Ossining, e trova se stesso sovrapposto al paesaggio – regressive immagini di olandesi e indiani, visioni non derivanti da una matura riflessione storica, ma da un infantile senso delle cose irresponsabile e cinematografico. – Ha un analogo senso della vastità americana e delle sue possibilità panoramiche quando viaggia sull’Hudson dagli scorci spettacolari e dalla vista incontaminata di foreste e montagne “capaci di annullare i secoli” – viste inimmaginabili, dice, a chi è cresciuto nel congestionato, sovrappopolato paesaggio dei Paesi Bassi.
Si intitola Netherland, è l’ opera di uno scrittore fino a ieri sconosciuto, e sarà il più bel romanzo straniero del 2009, o come minimo uno dei più interessanti e originali e magnificamente scritti. Perché la letteratura, quella che ci conquista, è un’ opera di magia, e la magia richiede un atto di fiducia nell’ irrazionale. Altri saranno di parere diverso. Noi abbiamo scelto questo romanzo di Joseph O’ Neill che uscirà a primavera da Rizzoli: un libro dalle lunghe frasi capaci di contenere mondi interi, che sembra originare quasi per partenogenesi dal Grande Gatsby di Fitzgerald, sullo sfondo di un’ America in preda a un grande cambiamento sociale. Ma soprattutto perché dalla prima all’ ultima pagina, la voce narrante di Netherland respira nella frase conclusiva del capolavoro di Fitzgerald. Quella che dice: «Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato».






Che dire? Dopo aver chiamato in causa il grande Gatsby (che, anche se non è tra i miei preferiti, ho apprezzato molto), mi hai messo una gran curiosità. Aspetterò con impazienza che esca! Come al solito, ottimo suggerimento
ifiwasfrank
venerdì 13 marzo, 2009. alle 12:59
Addirittura per il New York Times è fra i 10 libri del 2008 e la critica par excellence Michiko Kakutani vi ha trovato “una straordinaria riflessione sul sogno americano”. In uscita a primavera… speriamo bene!
EDN
venerdì 13 marzo, 2009. alle 18:09
Saluti a tutti i lettori di questo spazio,
con segnalazione del mio blog in diretta da New York.
Per chiunque fosse interessato alla tematica, pregasi leggere ed eventualmente commentare.
Un abbraccio al direttore
Marfisiquotidiani
Marfisiquotidiani
giovedì 16 aprile, 2009. alle 15:08
The New York Times Magazine, After the Great Recession, 28 Aprile 2009, http://www.nytimes.com/2009/05/03/magazine/03Obama-t.html?pagewanted=1&_r=2&ref=magazine
EDN
venerdì 15 maggio, 2009. alle 11:27