il Corriere della Letteratura

NULLA DIES SINE LINEA

Patagonica

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Le nubi sono basse e nere, e corrono veloci verso est in Patagonia. La steppa è costantemente battuta da un vento gelido e secco, venendo dal Pacifico supera agevolmente le Ande – che in in questa parte australe del continente digradano senza raggiungere i duemila metri –  scaricando, prima di queste, il loro umido carico di pioggia e neve.

Puerto Natales si affaccia sul Seno Ultima Esperanza e ci accoglie dopo esserci lasciti più a sud l’industriosa Punta Arenas.

Anselmo mi consigliò di andare a trovare il poeta.

- Il maestro- disse.

Il poeta viveva insieme a un tratto solitario del fiume, in un lussureggiante orto di albicocchi, solo, in una capanna di due stanze. Era stato professore di letteratura a Buenos Aires. Era sceso in Patagonia quaranta anni prima ed era rimasto lì.

Bussai alla porta e si svegliò. Scendeva una leggera pioggerella, e mentre lui si vestiva mi riparai dal freddo sotto il portico e contemplai la sua colonia di ranocchi domestici.

Le sue dita afferrarono il mio braccio. Mi inchiodò uno sguardo veemente e luminoso.

- La Patagonia! – esclamò -. E’ un’amante esigente. Ti ammalia. E’ una maliarda! Ti ghermisce con le sue braccia e non ti lascia più.

La pioggia tamburellava sopra il tetto di lamiera. Durante le seguenti due ore il poeta fu la mia Patagonia.

Patagonia Sur

Scritto da EDN

giovedì 24 dicembre, 2009. a 14:47

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