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	<title>il Corriere della Letteratura &#187; Cinema&#38;Letteratura</title>
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		<title>Avatar: la minuziosa opzione di Cameron</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 21:57:57 +0000</pubDate>
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<p>Non c&#8217;è modo di disconoscere la singolare preminenza che James Cameron si è coltivato nel moderno cinema nord americano. Ci sono per lo meno due ragioni per questo. La prima è che, attualmente, è l&#8217;unico regista di Hollywood capace di spendere cento milioni di dollari per un film con la sicurezza di chi li andrà a recuperare comunque vada, una leggiadria non alla portata di qualunque cineasta, nemmeno dei pesciolini rossi che si sentono meglio dotati di questo squalo dell&#8217;industria.</p>
<p>La seconda è che le sue opere fissano lo standar filmico del pensiero politicamente corretto targato USA. Fu così con <em>Titanic</em>, nell&#8217;apogeo dell&#8217;era Clinton, con la rivendicazione dell&#8217;uguaglianza sociale e la critica alla prepotenza dell&#8217;ingegneria capitalista.</p>
<p>Lo stesso vale per <em>Avatar</em>, girato nel tramonto dell&#8217;era Bush e l&#8217;alba obamiana. C&#8217;è molto di <em>Titanic</em> in <em>Avatar</em>: specialmente il centro della storia romantica, con il giovane che matura e scopre la propria nobiltà attraverso l&#8217;amore per una donna all&#8217;inizio superiore. Molti temi però sono quelli che agitano la cultura statunitense del decennio appena terminato: il rispetto per la differenza, l&#8217;anti-imperialismo, l&#8217;attenzione per l&#8217;ecosistema, lo sviluppo sostenibile.</p>
<p>La narrazione di <em>Avatar</em> è ardita. Concepisce una situazione limite per la Terra -2154, le risorse naturali sono esaurite-, immagina un corpo celeste dove vi sono forme di vita simili a quella umana -la luna saturniana Pandora-, e crea un popolo nativo con i suoi dei, cultura e perfino linguaggio, i Na&#8217;vi. Ebbene, non è questo ciò che fa la fantascienza? Si, però dal punto di vista cinematografico, implica decisioni tremende: o si stilizza la realtà fin quasi a scomparire, come in <em>Alphaville</em> di Godard, o si avvicina la scena all&#8217;astrazione metafisica, come nel <em>Solaris </em>di Tarkovski, o si crea un mondo completamente nuovo, con una propria brezza, alberi arbitrari, con i suoi gigli strani e animali fantastici, con occhi, denti, zoccoli, ali, artigli e pelami singolari.</p>
<p>Questa è la opzione di Cameron. Un&#8217;opzione che, per la sovrabbondanza e la nitidezza dei dettagli, si potrebbe chiamare gotica, adornata con 120 anni di cinema. Un&#8217;opzione che fa di <em>Avatar</em> qualcosa di simile alle pale medioevali con centinaia di figure premurosamente dettagliate, dove è difficile distinguere se più in la del manierismo artigiano ci sia una visione del mondo, o se questa visione si compie nell&#8217;atto stesso dell&#8217;artigianato. Come in <em>Titanic</em>, grazie la semplicità delle idee di <em>Avatar</em>, con la sua Gaia volgarizzata e i suoi personaggi basici (il colonnello fascista, il protagonista selvaggio, la scientifica sagace), c&#8217;è una costellazione di dettagli poetici, delicati o semplicemente sorprendenti che ci fa spostare lo sguardo dalla visione d&#8217;insieme alla minuzia.</p>
<p>E sono lì a confermare che Cameron è l&#8217;indiscutibile re dell&#8217;industria del cinema.</p>
<p><em>Avatar</em></p>
<p>Regia: James Cameron. Con: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Giovanni Ribisi. 162 min.</p>
<br />Postato inCinema&amp;Letteratura, Recensione Tagged: avatar, James Cameron, Sam Worthington, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Titanic, Zoe Saldana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/613/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/613/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/613/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=613&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La miserabile miseria del misero&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 22:20:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[E venne il giorno]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; vero, Rovine di Scott Smith è un viaggio di sola andata per l&#8217;inferno come evoca il risvolto della copertina. Una storia semplice con un meccanismo dagli ingranaggi scintillanti. Una ruota dentata che scandisce ad ogni giro il degenerare della condizione di cinque giovani in vacanza nell&#8217;artefatta Cancùn. Ogni piccolo loro passo è un allontanarsi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=245&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/07/le-bassin-au-nimpheas.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-246" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/07/le-bassin-au-nimpheas.jpg?w=644&#038;h=315" alt="" width="644" height="315" /></a>E&#8217; vero, <em>Rovine </em>di Scott Smith è un viaggio di sola andata per l&#8217;inferno come evoca il risvolto della copertina.</p>
<p>Una storia semplice con un meccanismo dagli ingranaggi scintillanti. Una ruota dentata che scandisce ad ogni giro il degenerare della condizione di cinque giovani in vacanza nell&#8217;artefatta Cancùn. Ogni piccolo loro passo è un allontanarsi dalla speranza. Non può finire diversamente, non si salva nessuno dalla propria miserabile condizione:<em> quella umana</em>. Quello che ci distingue dagli animali è la prima cosa ad abbandonarci: l&#8217;intelletto. La luce della ragione, di cui pure fa sfoggio il giovane studente americano Jeff (che fideisticamente nel film dice: <em>non può sparire nessun americano in Messico</em>), è destinata ad abbandonarci - messi di fronte alla cruda realtà di una morte orrenda - nel giro di un paio di giorni.</p>
<p>Un romanzo da divorare nelle più torride notti estive, un delirio da trascinarci fino all&#8217;alba. Il film, al contrario, come anche il recente <em>E venne il giorno</em>, non prova minimamente a grattare la patina di thriller-e-horror-già-visto che purtroppo ricopre un tema abusato come quello delle piante contro l&#8217;uomo.<img class="aligncenter size-full wp-image-248" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/07/24.jpg?w=500&#038;h=333" alt="" width="500" height="333" /></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/eremoletterario.wordpress.com/245/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/eremoletterario.wordpress.com/245/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/245/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/245/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/245/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=245&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il ritorno di Scott Smith, garantisce il &#8220;Re del brivido&#8221;</title>
		<link>http://eremoletterario.com/2008/06/18/stephen-king-scott-smith/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 15:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I critici sono autoreferenziali e incapaci di capire la letteratura popolare Lettera aperta di Stephen King Quando ho saputo che sarebbe uscito un nuovo romanzo di Scott Smith, ho provato quel che sentivo quando la sera i miei figli rientravano più tardi del previsto: un misto di piacevole sollievo (grazie a Dio siete tornati) e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=226&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignleft size-full wp-image-227" style="float:left;margin-right:3px;" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/06/lavoripa6.jpg?w=405&#038;h=320" alt="presto online" width="405" height="320" />I critici sono autoreferenziali e incapaci di capire la letteratura popolare<br />
Lettera aperta di Stephen King</h3>
<p>Quando ho saputo che sarebbe uscito un nuovo romanzo di <strong>Scott Smith</strong>, ho provato quel che sentivo quando la sera i miei figli rientravano più tardi del previsto: un misto di piacevole sollievo (grazie a Dio siete tornati) e di esasperazione e rabbia (dove diavolo siete stati?).<br />
In fondo è solo un libro, direte voi, e forse è vero, ma Scott Smith è uno scrittore di straordinario talento e i tredici anni di silenzio tra il suo debutto — il romanzo di culto <em>Un piano semplice</em>, dallo strepitoso successo — e il ritorno con <em><strong>Rovine</strong></em>, mi sembra giustifichino l&#8217;esasperazione, se non una vera e propria rabbia. Di sicuro Smith, che è rimasto invisibile — se si eccettua la candidatura all&#8217;Oscar per la sceneggiatura della versione cinematografica di Un piano semplice (<em>Soldi sporchi</em>) — dovrà dare qualche spiegazione su come ha passato dodici anni di vacanze estive. E che siano le ultime del genere!</p>
<p>Ma lasciamo stare.<br />
Il nuovo libro è arrivato, e quel che i patiti di <em>Un piano semplice</em> vorranno sapere è se sia ugualmente ricco di suspense. La risposta è sì. Quest&#8217;estate <em>Rovine</em> scioccherà il mondo, avrà sulle vacanze in Messico lo stesso effetto che <em>Lo Squalo</em> ha avuto sui weekend al mare a Long Island. È altrettanto riuscito e soddisfacente come romanzo? La risposta è: non del tutto, ma si può accettarlo, perché qui l&#8217;operazione è più rischiosa.<span id="more-226"></span><br />
I critici che capiscono poco di narrativa popolare, o non la amano, lo stroncheranno definendolo un mero racconto gonfiato per portarlo alla dimensione di un romanzo (penso a Michiko Kakutani, per esempio, che ha ridotto in cenere il primo libro di Smith). Questi critici, che non attribuiscono alla letteratura popolare altre qualità all&#8217;infuori della trama, non coglieranno l&#8217;impressionante tecnica di Smith.<br />
<strong> Rovine è l&#8217;equivalente di un triplo axel che solo un lieve difetto nell&#8217;ultima giravolta impedisce di definire perfetto.</strong></p>
<p>È difficile parlare del libro senza svelarne la trama, perché è un congegno semplice e micidiale come una tagliola nascosta sotto un mucchio di foglie&#8230; o, in questo caso, sotto un groviglio di liane. Ci sono quattro turisti americani — Eric, Jeff, Amy e Stacy — in vacanza a Cancun, che fanno amicizia con un tedesco, Mathias, il cui fratello è sparito nella giungla con un gruppo di archeologi. Questi cinque, più un gioviale greco che non sa l&#8217;inglese (ma ha una bella scorta di tequila), si inoltrano nella giungla in cerca del fratello di Mathias&#8230; degli archeologi&#8230; e delle rovine.<br />
«Due su tre non è male» si dice, ci si può accontentare, e questo potrebbe valere anche per Rovine; ma altro che male, quel che li aspetta nella giungla è orribile.<strong> L</strong><strong>e quattrocento e più pagine di Rovine sono per la maggior parte un unico, lungo grido d&#8217;orrore</strong>. Non c&#8217;è sosta, non c&#8217;è neanche la pausa della divisione in capitoli per poter riprendere fiato. L&#8217;ho trovato forse un po&#8217; lungo, ma il rifiuto di Scott Smith di distogliere lo sguardo mi è sembrato eroico, proprio come in Un piano semplice.<br />
Sono gli ingredienti dell&#8217;orrore e della suspense che faranno del libro un bestseller, ma l&#8217;aspirazione a una qualità letteraria è sostenuta dal suo solido naturalismo. Non è<em> Cuore di tenebra</em>, ma nei suoi soffocanti, terrificanti, claustrofobici momenti migliori mi ha fatto pensare a Frank Norris. Che non è certo un paragone da poco. Bisogna solo sperare che Smith non stia di nuovo via così a lungo.</p>
<p><span style="font-family:'Courier New';line-height:18px;white-space:pre;">(Traduzione di Maria Sepa <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/01_Gennaio/28/king.shtml">Corriere della Sera 28 gennaio 2007</a>)</span></p>
<p style="padding-left:30px;">Alcuni anni fa ho letto <em>Un piano semplice, </em>convinto che Scott Smith fosse l&#8217;ennesimo pseudonimo dello scrittore del Maine. Non era così. La trama semplice e incalzante sfocia in una sorta di parossismo criminale. Niente male, ma in questo caso non biasimo i critici della letteratura popolare. Smith poteva essere per il thriller quello che King è per l&#8217;horror. Non è stato così perché Smith al contrario di King si è preso, diciamo&#8230; una lunga vacanza. </p>
<p style="padding-left:30px;">Il 27 giugno esce nelle sale italiane il film <em>Rovine</em> tratto dall&#8217;omonimo romanzo. Colgo l&#8217;occasione per leggere il romanzo (<em>forse un po&#8217; lungo</em> dice King, avete capito benissimo 1250pagineITStephenKing!) e inaugurare la categoria/rubrica <strong>Cinema&amp;Letteratura</strong>.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/eremoletterario.wordpress.com/226/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/eremoletterario.wordpress.com/226/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/226/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/226/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/226/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/226/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/226/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=226&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8220;Divo&#8221; di Les Ebergues.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 12:21:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Georges Simenon è stato uno degli scrittori più prolifici del XX secolo. Fra le centinai di romanzi e racconti da lui scritti, mi sono fatto recentemente conquistare da Il presidente (1957). Della figura tratteggiata, in patria, si è spesso sottolineata la somiglianza con Clemanceau. Affascinato dall&#8217;idea che l&#8217;ultimo film di Paolo Sorrentino Il Divo potesse [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=215&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-216" style="float:left;margin-right:3px;" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/06/falesie-di-etretat.jpg?w=400&#038;h=300" alt="" width="400" height="300" />Georges Simenon è stato uno degli scrittori più prolifici del XX secolo. Fra le centinai di romanzi e racconti da lui scritti, mi sono fatto recentemente conquistare da<em> Il presidente</em> (1957). Della figura tratteggiata, in patria, si è spesso sottolineata la somiglianza con Clemanceau. Affascinato dall&#8217;idea che l&#8217;ultimo film di Paolo Sorrentino <em><a href="http://marcello7.blogspot.com/2008/06/il-divo-di-paolo-sorrentino-vi-sono.html">Il Divo</a></em> potesse essere ispirato a tale romanzo mi sono affrettato a leggerne le pagine. In realtà nulla di più errato. Fra il Presidente di Simenon e &#8220;l&#8217;onnipresente&#8221; ci sono delle differenze inconciliabili.</p>
<p>Viene narrata la storia di un declino, di un lento uscir di scena di Augustin uno dei cinque Grandi del Mondo. Un ultraottantenne afflitto dalla solitudine, dall’oblio, del nulla, laddove la vita, vissuta sempre al centro del palco, inesorabilmente diventa fatto solo ed esclusivamente privato. A tutti gli effetti un magnifico romanzo psicologico, un sublime trionfo della &#8220;non azione&#8221;. La vicenda narrata è come inerte, rinchiusa nell&#8217;angusto spazio della casa in Normandia dove il protagonista, l&#8217;anziano ex presidente del Consiglio, più volte ministro, vive le sue giornate, tutte ormai inesorabilmente eguali, scandite da abitudini sedimentate nel tempo come ere geologiche. Il prologo letterario a <em>La morte di Ivan Il&#8217;ič</em> di Lev Nikolaevič Tolstoj. <br />
Nel Divo al contrario, c&#8217;è una sorta di carotaggio della fine della Prima Repubblica dominata dalla figura di Giulio Andreotti, capace di resistere a tutto e a tutti. Una pianta resistente, non a caso <em>non c&#8217;è rosa senza spine, non c&#8217;è governo senza Andreotti</em>. Contro di lui nessuno ha potuto: terrorismo, tangentopoli e accuse per reatucci vari come associazione mafiosa. </p>
<p>Il Presidente Augustin consapevole del suo potere, di quello che ha comportato e dell&#8217;inutilità (in punto di morte) di provare a se stessi di poterlo ancora esercitare, prende commiato proprio dai suoi ultimi compromettenti documenti capaci di squadernare la vita politica del Paese. </p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/eremoletterario.wordpress.com/215/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/eremoletterario.wordpress.com/215/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/215/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/215/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/215/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=215&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sulla mafia senza paura, Cannes è Cosa Nostra.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 12:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema&Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[61°Festival di Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[Gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Garrone]]></category>
		<category><![CDATA[Palma d'Oro]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>
		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pur avendo messo mano al soggetto e alla sceneggiatura del film Gomorra, Roberto Saviano si è calato in un silenzio difficile da interpretare. In realtà non ha preso le distanze dal film tratto dal suo romanzo. La sua popolarità e le recenti polemiche su alcuni quotidiani potevano offuscare il prodotto cinematografico che, giustamente, deve avere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=205&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="http://www.festival-cannes.fr/en.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-207" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/05/cannes08.jpg?w=620&#038;h=169" alt="" width="620" height="169" /></a></p>
<p style="text-align:left;">Pur avendo messo mano al soggetto e alla sceneggiatura del film <em>Gomorra,</em> Roberto Saviano si è calato in un silenzio difficile da interpretare. In realtà non ha preso le distanze dal film <em>tratto</em> dal suo romanzo. La sua popolarità e le recenti polemiche su alcuni quotidiani potevano offuscare il prodotto cinematografico che, giustamente, deve avere una sua autonomia. </p>
<p style="padding-left:30px;">Rispetto al romanzo il film racconta l’aspetto antropologico, le stanze, gli odori, i massacri. È una apocalisse. Nella Gomorra di Garrone non c’è l’ossessione del business come nel libro. C’è il vivere in guerra, una guerra a qualche kilometro da Roma. Non dimentichiamo che la camorra ha ucciso 4mila persone da quando sono nato. Il terrorismo in tutti gli anni di piombo ne ha ammazzate 600&#8230; Le mafie in Italia hanno ucciso, negli ultimi trent’anni, circa 10mila persone. Più morti che nella striscia di Gaza. Ma è <strong>una guerra ormai considerata fisiologica</strong> che non genera scandalo. Credo che Gomorra sia un film che riscrive completamente l’immaginario criminale. A sparare sono attori che spesso hanno sparato nella vita reale. Si spara di fretta e senza alcuna belluria estetica. Le armi sono brutte, hanno rumori secchi senza eco, si conservano addosso senza fondine tra le mutande, tirate su con l’elastico degli slip.</p>
<p style="padding-left:30px;">[Roberto Saviano, <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/08_maggio_13/magazine_gomorra_078a4c5c-20d0-11dd-b34d-00144f486ba6.shtml">Corriere della Sera Magazine</a>, 13 maggio 2008]</p>
<p>Dopo aver fortemente impressionato la giuria, Gomorra si aggiudica il Gran Premio della Giuria al 61° Festival di Cannes. Lo <strong>sguardo sul presente</strong>, auspicato dal presidente della giuria Sean Penn, la rinuncia ad ogni compiacimento stilistico e un grande rigore formale contribuiscono alla realizzazione di <em>questa bestia ruggente, poderosa, disperata, ipno<span style="font-style:normal;"><em>tica e infantile che appunto, può essere definita in un modo soltanto: un capolavoro (Sandro Veronesi). </em>Garrone ci aveva già impressionato e inquietato con<em> L&#8217;imbalsamatore</em> (2002) e <em>Primo amore</em> (2003), con <em>Gomorra</em> però affonda impietosamente le mani nella materia viva e pulsante del cinema e della storia, passata e presente, del nostro Paese.</span></em></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-206" style="float:right;margin-left:3px;" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/05/07.jpg?w=500&#038;h=380" alt="Scampia, Le Vele" width="500" height="380" /></p>
<p>Nel film non si vede il potere, non si vedono i boss, al limite si vede qualche ras di quartiere che non ha nulla di carismatico o messianico, nemmeno l&#8217;ottimo Toni Servillo (presente al Festival con due film), <em>onesto</em> operatore nel campo dei rifiuti speciali. Uomini <em>chiattoni</em> e armati si muovono lenti, inesorabili e senza volto, sembrano quasi degli enormi scarafaggi instancabili eliminatori. Fantastica la scena girata nella villa del boss Schiavone (costruita sul modello di quella di Tony Montana in <em>Scarface)</em>, in cui i due protagonisti rifanno il verso del film di Brian De Palma. Perché, dice Garrone, il cinema ha un grande fascino e la criminalità spesso prende spunto dalla finzione e non viceversa. </p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/eremoletterario.wordpress.com/205/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/eremoletterario.wordpress.com/205/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/205/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/205/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/205/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/205/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/205/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=205&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Scampia, Le Vele</media:title>
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		<title>&#8220;Sono io la Terza Rivelazione!&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 22:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema&Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Upton Sinclair]]></category>
		<category><![CDATA[Cormac McCarthy]]></category>
		<category><![CDATA[Non è un paese per vecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Il petroliere]]></category>
		<category><![CDATA[Coen]]></category>
		<category><![CDATA[P.T. Anderson]]></category>

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		<description><![CDATA[Upton Sinclair, chi era costui? Pochi leggono ormai i mastodontici romanzi dell&#8217;autore di Oil! 1927, da cui Paul Anderson ha tratto Il petroliere vincitore di 2 Oscar. Nato a Baltimora nel 1878 Sinclair fu circondato dalla fama di sommo scrittore sovversivo. Il che non gli impedì di pubblicare un volume dopo l&#8217;altro, inclusi due tomi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=136&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Upton Sinclair</span>, chi era costui? Pochi leggono ormai i mastodontici romanzi dell&#8217;autore di <span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">Oil</span>! 1927, da cui Paul Anderson ha tratto <span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">Il petroliere</span> vincitore di 2 Oscar. Nato a Baltimora nel 1878 Sinclair fu circondato dalla fama di <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">sommo scrittore sovversivo</span>. Il che non gli impedì di pubblicare un volume dopo l&#8217;altro, inclusi due tomi intitolati <span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">Boston</span> sul caso di Sacco e Vanzetti, e di vincere nel &#8217;42 il Pulitzer. Il libro di Sinclair narra le origini dell&#8217;epopea petrolifera nordamericana, la parabola di Daniel Plainview petroliere avido e affamato e l&#8217;estremismo religioso di un giovane pastore assetato di finanziamenti. Temi trattati con una maestria sorprendente. La cupidigia di entrambi i personaggi sfocerà in un finale parossistico da stropicciarsi gli occhi.</p>
<p style="text-align:justify;">Tullio Kezich dalle pagine del Magazine del Corriere della Sera racconta un curioso aneddoto sulla vicenda di Sinclair. La moglie dell&#8217;autore doveva realizzare con S.M. Ejzenstejn il film <span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">Que viva Mexico!</span> Il progetto s&#8217;interruppe per motivi economici e di produzione e tramontò definitivamente quando Ejzenstejn fu richiamato in Urss. Kezich conclude laconicamente il suo articolo: <span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">Non c&#8217;è da stupirsi che Sinclair, responsabile della distruzione del capolavoro, sia ricordato con obbrobrio dai devoti della Decima musa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;"></span>La Fabbrica dei sogni hollywoodiana continua a trarre ossigeno dalla letteratura. <span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;">Non è un paese per vecchi</span> ha vinto ben 4 Oscar (attore non protagonista, sceneggiatura non originale, regia e miglior film) e la maggior parte delle persone pretende di incontrare a ben ragione un capolavoro. Le aspettative si sciolgono rapidamente di fronte a un film non semplice eppure ricco e sorprendente. Un film di cui si continua a parlare&#8230; e direi a ben ragione, di spunti ne ha fin troppi. Parliamo dell&#8217;autore, anche lui vincitore del premio Pulitzer nel 2007 con il romanzo<span class="Apple-style-span" style="font-style:italic;"> La strada</span>.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Se cresci nel Sud conoscerai la violenza&#8221; dice <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">Cormac McCarthy</span>. &#8220;E la violenza è ripugnante&#8221;. La maggior parte dei romanzi di questo autore raccontano l&#8217;anima oscura degli USA. Violenza Odio e Male sono <span class="Apple-style-span" style="font-weight:bold;">i reali protagonisti</span> delle sue storie. In questo senso, a mio parere, i fratelli Coen hanno dimostrato di poter trarre un film da un libro senza travisarne lo spirito (Kubrick e pochi altri ne sono stati capaci). Nel film sembra mancare un protagonista principale proprio per questo motivo, e perciò si rimane abbastanza smarriti nel non vedere la fine di Llewelyn Moss. Non ci sono personaggi, ma solo vettori e attanti che si muovono nelle &#8220;tre dimensioni&#8221; del Male, violento e irrazionale, spinti dal denaro e dall&#8217;avidità. D&#8217;altronde per citare ancora McCarthy &#8220;Se scrivevo di violenza in modo esagerato, lo facevo guardando al futuro che immaginavo ancora più violento&#8221; infatti è una sintesi perfetta dei nostri tempi. &#8220;Ed è andata così. Qualcuno ricorda di aver visto una decapitazione in televisione vent&#8217;anni fa? Io no&#8221;&#8230; Questo strano romanziere grazie ai Coen ha dato vita alla Violenza nell&#8217;epoca della sua riproducibilità tecnica!</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/eremoletterario.wordpress.com/136/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/eremoletterario.wordpress.com/136/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/136/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=136&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>I now walk into the wild.</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 22:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema&Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[terre selvagge]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto Into the wild di Sean Penn. Un film bello, al quale non si può rimanere indifferenti. La colonna sonora di Eddie Vedder è capace di evocare, forse più delle immagini, la natura selvaggia e incontaminata. Il film, dicevo, è basato sulla storia vera di Christopher McCandless raccontata nel libro Nelle terre estreme di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&blog=2206812&post=123&subd=eremoletterario&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/01/alexs.jpg?w=700" alt="alexs.jpg" style="text-align:justify;float:left;margin-right:3px;" />
<p style="text-align:justify;">Ho visto <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">Into the wild</span> di Sean Penn. Un film bello, al quale non si può rimanere indifferenti. La colonna sonora di Eddie Vedder è capace di evocare, forse più delle immagini, la natura selvaggia e incontaminata.</p>
<p style="text-align:justify;">Il film, dicevo, è basato sulla storia vera di <span style="font-weight:bold;" class="Apple-style-span">Christopher McCandless</span> raccontata nel libro <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">Nelle terre estreme</span> di Jon Krakauer. Un film ricco di spunti di riflessione, nonché di citazioni dalle letture del protagonista: Byron, Thoreau, Tolstoj e London.</p>
<p style="text-align:justify;">Subito dopo essersi laureato Christopher McCandless decide di  sparire dai suoi conoscenti (in realtà ci vengono mostrati solo i genitori) e intraprendere una vita di vagabondaggio, preferendo la strada e la natura alle carte di credito e alla città. Nel suo vagabondare Chris, sempre più alla ricerca di una vita autentica, matura la scelta di andare in Alaska e di abbandonarsi in quelle fredde lande, dove la natura potente e maestosa permette una comunione quasi primordiale. Questo ragazzo, poco più che ventenne, si trova in un momento della sua vita segnato da importanti decisioni, spesso già prese, e di strade da intraprendere quasi sempre segnate. Ad ogni modo, sono cambiamenti che tutti durante la nostra vita, prima o poi,  ci troviamo ad affrontare. A volte però, dei cambiamenti si ha paura, non sempre si prendono nuove strade serenamente. E&#8217; nella natura umana e la paura può renderci spietatamente lucidi. Il protagonista stesso lo sottolinea: <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">non conta essere forti, ma sentirsi tali</span>. Si perché la paura è una affezione della mente che colpisce anche i forti, non chi si sente forte. Le scelte del protagonista sono dettate da un rigido codice morale, dal suo anticonformismo, dal suo radicale rifiuto per la società (quella dei consumi, degli oggetti, dell&#8217;accesso). Centrale è il suo rapporto con i genitori. Questi vengono condannati senza appello. Forse, senza neanche saperne il motivo. Chris colpisce il più forte, freudianamente la figura paterna. Chi immaginerebbe che il genitore violento, dal passato torbido e dalla ostinata fede nel successo personale, sia anche quello più distrutto da quest&#8217;abbandono?</p>
<p style="text-align:justify;">La perdita delle nostre certezze e delle nostre sicurezze (non aveva mappe e nessuno sapeva dov&#8217;era), prima ancora che delle nostre convenzioni sociali, può riportarci ad uno stadio originario? Possiamo ritrovare il nostro antico legame con la natura? Ci sono posti incontaminati? A questo proposito il film sembrerebbe rispondere no. Anche nella natura più selvaggia, a Chris bastava alzare lo sguardo al cielo per vedere gli aerei che lo solcano. Nello stato di natura l&#8217;uomo ha lo stesso valore di un alce, di un fiume e di una radice velenosa. L&#8217;unica cosa che può farci sopravvivere è l&#8217;esperienza. Anche se raccolta in un libro, a volte però, potrebbe non bastare neanche questa. </p>
<p style="text-align:justify;">Il nostro personaggio nella più totale solitudine, e sembra non curarsene, cerca la Verità. Chris arriva a condannare l&#8217;uomo moderno perché trova la sua realizzazione solo nei rapporti personali. Ma questa affermazione viene messa in aperta contraddizione alla fine della sua storia, quando sembra raggiungere una verità irriducibile. Quando con la mente torna a tutte le persone che ha conosciuto (e migliorato?).</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">La felicità è reale solo quando condivisa</span>. </p>
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