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	<title>il Corriere della Letteratura &#187; Editoriale</title>
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		<title>La realtà industriale: la proposta letteraria di Vittorini</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 18:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli anni Cinquanta il Neorealismo concepì la tematica della fabbrica e della vita operaia come spazio della lotta e dell’impegno politico di una classe operaia in parte idealizzata. Siamo all’interno della rappresentazione dell’industria come fabbrica in quanto luogo del lavoro operaio, dalla prospettiva degli operai stessi, non da quella di chi nella fabbrica è entrato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=643&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni Cinquanta il Neorealismo concepì la tematica della fabbrica e della vita operaia come spazio della lotta e dell’impegno politico di una classe operaia in parte idealizzata. Siamo all’interno della rappresentazione dell’industria come fabbrica in quanto luogo del lavoro operaio, dalla prospettiva degli operai stessi, non da quella di chi nella fabbrica è entrato dall’ingresso dell’organizzazione, della razionalizzazione del lavoro, del rinnovamento assoluto della produzione e dei rapporti dettato dalla seconda rivoluzione industriale e legata all’automazione.</p>
<p>Se tardiva è la nascita di una letteratura “industriale” italiana, essa segna però significativamente il panorama letterario tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. È questa la stagione breve in cui il fatto tecnologico, il tema della fabbrica e della condizione operaia diviene oggetto di un vivace dibattito.</p>
<p>Il nuovo clima culturale condensa nelle narrazioni e soprattutto nelle poesie di quegli anni che trovano il loro punto di riferimento nella rivista «Il Menabò di letteratura», che vede la luce nel giugno del 1959, edito da Giulio Einaudi e diretto da Elio Vittorini e Italo Calvino. Una rivista che si proponeva di fare il punto sulla situazione della letteratura in Italia e di contribuire al suo rilancio.</p>
<p>Il «Menabò» nasce negli anni in cui, dopo la «ricostruzione», diventa possibile – o sembra possibile – una gestione riformista della crescita economica. È questo il periodo dello sviluppo spettacolare di alcuni settori industriali (chimica, elettrodomestici, automobile), delle trasformazioni dell’ambiente in una frenesia di autostrade, dell’urbanizzazione, del cemento armato e della speculazione edilizia.<span id="more-643"></span></p>
<p>Quest’apparente euforia per lo sviluppo economico e per le trasformazioni sociali in realtà maschera il loro movente più profondo, che è quello dello sviluppo del profitto finanziario. Queste trasformazioni sono spesso disuguali, disorganiche e lasciano indietro i settori poco redditizi: trasporti pubblici, educazione, salute pubblica. Creano nuovi scompensi nella società italiana, particolarmente tra il Nord e il Sud, spopolato dall’emigrazione verso le fabbriche del «triangolo industriale». Infine questo sviluppo economico avviene in un sistema fondato sui bassi salari e sull’autorità assoluta del datore di lavoro nell’azienda.</p>
<p>Le riflessioni più avanzate circa il rapporto fra la letteratura e la vita di fabbrica: i rapporti umani che comporta, l’organizzazione che la regge e lo scontro fra ideologie che ne derivano, trovarono la loro espressione più compiuta con l’uscita del numero 4 del «Menabò». Il volume edito nel settembre del 1961 raccoglie dei testi che ci consentono “di vedere a qual punto le «cose nuove» tra cui oggi viviamo, direttamente o indirettamente, per opera dell’ultima rivoluzione industriale abbiano un riscontro di «novità» nell’immaginazione umana.”<a href="#_ftn1">[1]</a> La poesia <em>Una visita in fabbrica </em>di Vittorio Sereni, che apre il volume, testimonia la novità del mutato paesaggio industriale e i nuovi rapporti che esso istaura. Paesaggi e rapporti ancora irriconoscibili per l’uomo.</p>
<p>Nel saggio <em>Industria e letteratura</em> di Elio Vittorini, che fa da editoriale al quaderno, vengono definiti i termini dell’indagine letteraria condotta nella società industriale italiana. Egli sostiene la necessità per la letteratura di essere “pienamente all’altezza della situazione in cui l’uomo si trova di fronte al mondo industriale.”<a href="#_ftn2">[2]</a> Propone l’assoluta necessità di un esame critico-sociologico e antropologico della realtà industriale. Esorta alla raffigurazione, in versi e in prosa, del mondo organizzato del lavoro come «altra natura», quella che ormai sta sostituendo l’antica natura bucolica che fu oggetto privilegiato della letteratura del passato. Quest’ultima idillicamente conservatasi e prolungatasi come tale in quella del Novecento, anche quando le modificazioni paesistiche operate dall’industria già erano notevoli, se non radicali.</p>
<p>Vittorini non si ferma semplicemente all’elezione di una nuova tematica, anzi polemizza con chi tratta questa materia come</p>
<p style="padding-left:30px;">fosse un semplice settore nuovo d’una più vasta realtà già risaputa e non un nuovo grado, un nuovo livello dell’insieme della realtà umana: riducendosi con ciò a darne degli squarci pateticamente (o pittorescamente) descrittivi che risultano di sostanza naturalistica e quindi d’un significato meno attuale di altri testi letterari che magari ignorano tutto della fabbrica, […]ma ne sono profondamente influenzati per riflesso dei loro effetti sulla condizione dell’uomo in generale.<a href="#_ftn3">[3]</a></p>
<p>Secondo lo scrittore siciliano non c’è ancora nel mondo una narrativa capace di andare oltre la semplice testimonianza dell’aridità e neutralità del lavoro meccanizzato. A questa sistemazione ideologica procede dunque con una di tipo estetico: fonda “sul rinnovamento del linguaggio la possibilità di una letteratura adeguata ai temi umani più scottanti della società neocapitalista.”<a href="#_ftn4">[4]</a> Per fare una letteratura moderna non basta assumere tematiche moderne, devono cambiare i modi e il linguaggio della rappresentazione. Per Vittorini chi fino a quel momento si è occupato di fabbriche e aziende lo ha sempre fatto entro dei limiti letterariamente «preindustriali».<a href="#_ftn5">[5]</a></p>
<p>Il condirettore del Menabò sostiene che “sinora si è confusa l’industria col capitalismo e si è quindi dato un giudizio ideologico politico di una trasformazione che è invece politicamente neutra, perché è effetto di una rivoluzione tecnologica e scientifica.”<a href="#_ftn6">[6]</a> L’arretratezza nella rappresentazione della fabbrica è figlia di un’ideologia che ha emesso il suo giudizio di condanna della modernità, rifiutando aprioristicamente la realtà. Bisogna dunque svecchiare non solo la retorica e il modo di osservare la fabbrica, ma in definitiva il modo di essere stesso della letteratura. Infine Vittorini fissa come cardini progettuali di questo rinnovamento il trattare della vita di fabbrica unito allo scrivere a livello industriale, concludendo che la realtà industriale può prendere i suoi significati dal mondo degli effetti messi in moto a mezzo delle macchine.</p>
<p>Il «Menabò» dà il proprio contributo, forse determinate, alla trasformazione del mondo culturale italiano, alla nascita e al consolidamento della letteratura d’industria e interviene nella già lunga storia della letteratura italiana d’alienazione. I testi letterari di Sereni, Ottieri, Pienotti, Davì e Giudici presenti in questo quarto fascicolo vengono presentati come la riprova di qualcosa che ancora non c’è, di un vuoto da colmare.</p>
<p>La scoperta e la presa di coscienza di ciò che cambia nella società italiana aveva avuto una prima manifestazione con alcuni romanzi di Ottieri come: <em>Tempi stretti</em> (1957) e <em>Donnarumma all’assalto</em> (1959) e di Luigi Davì con <em>Gymkhana-Cross</em> (1957). Grazie al vivace dibattito innescato da Calvino e Vittorini sulle pagine della rivista che diressero si creò realmente una letteratura industriale che non fu una mera moda di scrittura, bensì una autentica linea di discrimine nella letteratura italiana del dopoguerra. Nel giro di pochi anni, come si sa, sarebbe uscito il meglio della letteratura sull’alienazione da lavoro industriale come: <em>Memoriale</em> (1962) di Paolo Volponi, <em>Tempi stretti</em> e <em>La linea gotica</em> di Ottiero Ottieri (1957 e 1962).</p>
<p>Benché Vittorini nel suo saggio introduttivo non dia particolare importanza al trattare la vita di fabbrica dall’interno, va detto che le migliori opere nacquero dall’esperienza diretta di alcuni scrittori.</p>
<p style="padding-left:30px;">Il mondo della fabbrica è un mondo chiuso. Non si entra e non si esce facilmente. Chi può descriverlo? Quelli che ci stanno dentro possono solo darci dei documenti, ma non la loro elaborazione. […]L’operaio, l’impiegato, il dirigente, tacciono. Lo scrittore, il regista, il sociologo, o stanno fuori e allora non sanno; o, per caso, entrano, e allora non dicono più.<a href="#_ftn7">[7]</a></p>
<p>Molti scrittori ebbero l’opportunità di lavorare in una grande azienda dell’epoca agevolando il contatto fra fabbrica e letteratura. Fu Adriano Olivetti a permettere a molti intellettuali del tempo, fra i quali Ottieri e Volponi, di fare esperienza diretta della seconda rivoluzione industriale.</p>
<hr size="1" /><a href="#_ftnref">[1]</a> E. Vittorini, <em>Industria e letteratura</em>, in «Il Menabò di letteratura», 1961, n. 4, Torino, Giulio Einaudi editore, p. 13.</p>
<p><a href="#_ftnref">[2]</a> <em>Ivi</em>, p. 18.</p>
<p><a href="#_ftnref">[3]</a> <em>Ivi</em>, p. 14.</p>
<p><a href="#_ftnref">[4]</a> Manacorda, <em>op. cit.</em>, p. 448.</p>
<p><a href="#_ftnref">[5]</a> Il nodo problematico della resa artistica della tematica industriale, ad ogni modo, non fu sciolto e sul numero seguente del «Menabò» Calvino sosteneva il discorso saggistico rispetto alla rappresentazione oggettiva e mimetica della narrativa di fabbrica.</p>
<p><a href="#_ftnref">[6]</a> G. Bárberi Squarotti e C. Ossola (a cura di), <em>Letteratura e industria</em>, Atti del XV congresso A.I.S.L.L.I. (Torino, 15-19 maggio 1994), Vol. II, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1997, p. 847.</p>
<p><a href="#_ftnref">[7]</a> O. Ottieri, <em>Taccuino industriale</em>, in «Il Menabò di letteratura», 1961, n. 4, Torino, Giulio Einaudi editore, p. 21.</p>
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		<title>En la Patagonia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 13:20:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Postato inEditoriale Tagged: Chile, Patagonia, Torres del Paine<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=592&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<br />Postato inEditoriale Tagged: Chile, Patagonia, Torres del Paine <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/592/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/592/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/592/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=592&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Dieta mediatica, possibilmente letteraria</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 10:42:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane, diverse testate internazionali hanno pubblicato una selezione dei blog più influenti al mondo, chiedendo poi ai lettori di votare quelli che trovavano più interessanti. Queste classifiche sono il sintomo della visibilità e dell&#8217;importanza di fonti che fanno ormai parte della dieta mediatica di migliaia di utenti. A rilanciare lo stesso gioco con la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=183&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane, diverse testate internazionali hanno pubblicato una selezione dei blog più influenti al mondo, chiedendo poi ai lettori di votare quelli che trovavano più interessanti. Queste classifiche sono il sintomo della visibilità e dell&#8217;importanza di fonti che fanno ormai parte della <em>dieta mediatica</em> di migliaia di utenti. A rilanciare lo stesso gioco con la blogosfera italiana è stato <a href="http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2008/04/29/la-classifica-dei-blog-secondo-i-lettori-di-panoramait/">Panorama.it</a>.<img class="aligncenter size-full wp-image-437" title="binario 3" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/12/stazione.jpg?w=600&#038;h=184" alt="binario 3" width="600" height="184" /></p>
<p>Il mio blogroll o sitografia, che dir si voglia, ha bisogno di una rinfrescata. Non tutto è indirizzato ai libri, anche se così dovrebbe essere. Sono attualmente presenti la maschera di ricerca delle biblioteche bolognesi e il sito della feltrinelli, probabilmente i primi epurati. Poi il sito spagnolo ClubCultura ovvero il portale culturale della fnac (diciamo una finestra sulla letteratura spagnola), poi ancora: il sito del Corriere della Sera, di un gruppo di lettura, un software gratuito per scrivere romanzi e infine Mestiere di scrivere e un sito di lingua e letteratura italiana.</p>
<p>Mi sembra dunque arrivato il momento di fare un certo ordine. <a name="pd_a_1167152"></a><div class="PDS_Poll" id="PDI_container1167152" style="display:inline-block;"></div><script type="text/javascript" language="javascript" charset="utf-8" src="http://static.polldaddy.com/p/1167152.js"></script>
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<p>A questo punto non ci resta altro che aggiungerne di nuovi. Fra i tanti consiglio: <a href="http://www.desdecuba.com/generaciony/">Generación Y</a> il blog di Yoani Sánchez (secondo il New York Time una delle 100 persone più influenti al mondo), <a href="http://www.spinoza.it/">Spinoza Un blog serissimo</a> che molti di voi già conosceranno così come <a href="http://www.nazioneindiana.com/">Nazione indiana</a>, <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/">Lipperatura</a>, <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/">Giornalismo partecipativo</a>, <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/">La poesia e lo spirito</a> e il più influente blog americano <span><a href="http://www.huffingtonpost.com/" target="_blank">The Huffington Post</a>. Se qualcuno di questi non lo conoscete, magari dategli una spulciata prima di esprimere la vostra preferenza. Sono bene accetti i suggerimenti, purché solidamente argomentati. <a name="pd_a_1167136"></a><div class="PDS_Poll" id="PDI_container1167136" style="display:inline-block;"></div><script type="text/javascript" language="javascript" charset="utf-8" src="http://static.polldaddy.com/p/1167136.js"></script>
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		<title>Un anno di blog</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 00:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Esattamente un anno fa ho aperto questo spazio su internet dopo ripetuti e infruttuosi tentativi. Dovevo scrivere una tesi, ero piuttosto occupato eppure l&#8217;idea del blog mi assorbiva totalmente. Ho pensato quasi maniacalmente a temi, nomi, url e poi applicazioni e contatori da inserire. Poi la nascita silenziosa di Eremoletterario, la mia presentazione e la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=405&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esattamente un anno fa ho aperto questo spazio su internet dopo ripetuti e infruttuosi tentativi. Dovevo scrivere una tesi, ero piuttosto occupato eppure l&#8217;idea del blog mi assorbiva totalmente. Ho pensato quasi maniacalmente a temi, nomi, url e poi applicazioni e contatori da inserire. Poi la nascita silenziosa di <em>Eremoletterario</em>, la mia presentazione e la scelta di dedicarmi alla recensione delle mie letture e ai libri in generale. Linee guida e fermi propositi sono scivolati pian piano in temi del momento, arte, plagi e tutti i possibili tradimenti che si potessero perpetrare nei confronti di un blog che parli di letteratura. Allora provavo a scrivere e cercavo di essere il più impersonale possibile, un vero recensore, un saggista. Insomma, credevo che uno stile neutro fornisse limpidezza e risalto a quello che scrivevo. Tentativi sparsi di riuscire a realizzare un&#8217;idea che in fin dei conti si è persa nelle pieghe della vita quotidiana. </p>
<p>Numeri. Ben presto il blog è diventato una questione di numeri, statistiche, visite, blog ranking. Il tutto da analizzare giornalmente, ora per ora e quasi minuto per minuto. Insomma più che un blogger un&#8217;analista, un impiegato dell&#8217;istituto nazionale di statistica. Allora, come si misura il successo? Numeri? Visite? Commenti? Link in entrata? Autorevolezza dei link?</p>
<p>Fatica sprecata. </p>
<p>Probabilmente l&#8217;opportunità di questo blog è valutabile nella misura in cui a me è tornato utile. </p>
<p>E a me è stato senz&#8217;altro utile. Un impegno mantenuto o no, comunque un punto fermo nei momenti che hanno caratterizzato gli ultimi dodici mesi. Prima se vogliamo valvola di sfogo durante la stesura della tesi, poi cartina da tornasole della mia voglia di studiare e di continuare a crescere faticosamente culturalmente e non &#8220;spiaggiarmi&#8221; magari in un lavoro capace di atrofizzare un qualunque intelletto. </p>
<p>Per questo motivo, immagino e spero che questo blog continui ad aiutare innanzitutto me. E non parliamo di passatempo, scrittura terapeutica, divertissemant o peggio ancora di un hobby. Forse diario impersonale, anche se la cadenza è quella che è&#8230; Con questo non voglio rivendicare una natura quasi personale di queste pagine: non sono semplicemente un esercizio privato diretto a me stesso, un promemoria per mio uso. A questo promemoria hanno infatti collaborato altre persone (poco inclini a scrivere per la rete e quindi ancora più importanti) ai quali va il mio sentito ringraziamento.</p>
<p>Le cose scritte di mio pugno sono ad ogni modo la maggioranza, e mi inorgoglisce pensare che potrebbero quasi, se lette dall&#8217;inizio alla fine, essere una sorta di romanzo postmoderno (tipo Simpson: <em>po.mo. cioè post moderno.. cioè strano per essere strano</em>!).</p>
<p>Terminano qui lacrime e sorrisi da &#8220;blog: un anno dopo&#8221;&#8230; sono invece sempre operativo e propongo una nuova pagina. La trovate sulla destra alla voce <strong>Contact us</strong> (che fantasia, sono intitolate tutte in inglese, cosa faccio spezzo con l&#8217;italiano?) dove potrete trovare, cari lettori e utenti di passaggio, una contact form in cui scrivere privatamente alla redazione di <em>Eremoletterario</em> commenti, suggerimenti o inviare qualcosa che vorreste pubblicare. Insomma se ne può parlare&#8230; privatamente ma se ne può parlare.</p>
<p>Per quest&#8217;anno è tutto, ma non smettete di leggere le prime tre righe dei miei prossimi post!</p>
<div id="attachment_412" class="wp-caption aligncenter" style="width: 640px"><a href="http://eremoletterario.wordpress.com/contact-us/"><img class="size-full wp-image-412 " title="17 agosto 2008" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/11/dal-17-agosto-2008-al-31-agosto-2008-187.jpg?w=630&#038;h=473" alt="17 agosto 2008" width="630" height="473" /></a><p class="wp-caption-text">Una stazione di passaggio fra un tempo e un luogo.</p></div>
<br />Postato inEditoriale  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/405/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=405&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un apprezzamento</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 05:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[Michiko Kakutani]]></category>
		<category><![CDATA[The New York Times]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presente articolo di Michiko Katutani è apparso sul New York Times il 14 settembre, una nuova collaboratrice di eremoletterario si è professionalmente adoperata per tradurre fedelmente le parole della più influente critica letteraria statunitense (nota ai più per le sue celebri stroncature). Certi di fare cosa gradita ai nostri lettori, questo post vuole essere un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=299&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presente articolo di </em><a href="http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/people/k/michiko_kakutani/index.html?inline=nyt-per"><em>Michiko Katutani</em></a><em> è apparso sul </em><a href="http://www.nytimes.com/2008/09/15/books/15kaku.html"><em>New York Times il 14 settembre</em></a><em>, una nuova collaboratrice di eremoletterario si è professionalmente adoperata per tradurre fedelmente le parole della più influente critica letteraria statunitense (nota ai più per le sue celebri stroncature). Certi di fare cosa gradita ai nostri lettori, questo post vuole essere un ultimo sentito saluto a un grandissimo scrittore &#8220;del nostro tempo&#8221;, fonte di ispirazione e citazioni fin dalla nascita di questo blog. </em></p>
<p><em>DFW Rest in Peace</em></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.nytimes.com/2008/09/15/books/15kaku.html"><img class="size-full wp-image-300" title="David Foster Wallace (1962-2008)" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/09/wallace.jpg?w=600&#038;h=400" alt="David Foster Wallace (1962-2008)" width="600" height="400" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">David Foster Wallace (<span style="line-height:19px;">Feb. 21, 1962 &#8211; Sept. 12, 2008<span style="line-height:17px;">)</span></span></dd>
</dl>
<h1 style="text-align:left;">Un apprezzamento</h1>
<h2 style="text-align:left;">Esuberanti ritornelli su una terra assetata di sangue</h2>
<p>Michiko Kakutani,<em> An Appreciation, Exuberant Riffs on a Land Run Amok, </em>The New York Times, 14 Settembre 2008.</p>
<p><a href="http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/people/w/david_foster_wallace/index.html?inline=nyt-per">David Foster Wallace</a> possedeva prodigiosi doni di scrittore: una ansiosa ed esuberante prosa, feroce spirito di osservazione, abilità nel fondere tecniche avanguardistiche con una serietà morale dal sapore rétro. Scelse di utilizzarli per creare una serie di ritratti stroboscopici di un&#8217;America vecchia di millenni che eccede nella droga dell&#8217; entertainment e dell&#8217; auto gratificazione, al fine di catturare, per usare le parole del musicista Robert Plant, la miriade di sfaccettature &#8220;profonde e insensate&#8221; della vita contemporanea.</p>
<p>Un mago della prosa. Wallace sapeva scrivere &#8211; nei suoi romanzi e nei suoi saggi -  di ogni argomento con humor, verve ed entusiasmo: dal tennis alla politica alle aragoste, dagli orrori dell&#8217;astinenza da droga ai piccoli terrori della vita su una lussuosa nave da crociera. Al suo meglio era in grado di scrivere in maniera tanto divertente quanto triste,  tanto sardonica quanto seria. Sapeva rappresentare l&#8217;infinito e l&#8217;infinitesimale, il mitico e il mondano. Sapeva evocare assurdi futuri &#8211; come un&#8217; America in cui mandrie di ferali criceti vagano senza meta &#8211; ed allo stesso tempo trasmettere l&#8217;idea che l&#8217;assurdo abbia già invaso un paese in cui vecchi show televisivi sono la pietra di paragone nazionale e stupide pubblicità tappezzano le nostre vite. Era in grado di far visualizzare al lettore maiali da fiera talmente grassi da sembrare piccole Volkswagen, di comunicare quanto sia bizzarro crescere in Tornado Alley, in un Midwest matematicamente piatto; così come di catturare lo stato d&#8217;animo del senatore John McCain nella sua campagna &#8220;straight talk<a href="#nota*">1</a>&#8220;  del 2000.<span id="more-299"></span></p>
<p>David Foster Wallace è morto nella sua casa di Claremont in California all&#8217;età di 46 anni. Apparentemente un suicidio. Apparteneva a quella generazione di scrittori che crebbe con i lavori di Thomas Pynchon, Don DeLillo e Robert Coover, una generazione che raggiunse la maturità fra gli anni ‘60 e ‘70 e per la quale la discontinuità era l&#8217;unica garanzia. Mentre la sua prosa mostrava spesso grande maestria nel gestire postmoderni giochi pirotecnici (un freddo ma luccicante arsenale di ironia, consapevolezza di sé ed intelligenti baldanze narrative) era anche capace di creare personaggi profondamente umani, fatti di carne e sangue, con un&#8217;emotività a tre dimensioni. In una sorta di manifesto estetico, scrisse che l&#8217;ironia ed il ridicolo erano divenuti ormai &#8220;cause di grande disperazione e stasi nella cultura Statunitense&#8221; e rimpiangeva la perdita di impegno morale profondo che animava il lavoro dei grandi romanzieri del 19° secolo.</p>
<p>Per questi motivi la maggior parte dell&#8217;opera di Wallace, dal suo gargantuesco romanzo <em>Infinite Jest</em> del 1996 alle sue incursioni nel giornalismo, sembra provenire da spezzoni di un  continuo dibattito mentale sullo stato del mondo ed il ruolo dello scrittore in esso; sull&#8217; abisso esistente fra idealismo e cinismo, aspirazioni e realtà.</p>
<p>Il lettore non può non sentire che Wallace ha interiorizzato molto dell&#8217;America contemporanea: un luogo assediato da troppi dati, troppe immagini video, troppe vendite urlate e disoneste pubblicità elettorali. Lo scrittore non può quindi fare altro che riconoscere che i suoi pensieri sono talmente contraddittori di fronte a tutto ciò da non poter fare altro che espellerli in forme narrative grasse, prolisse, piene di digressioni che si sviluppano come nastri di Möbius, copiose note a piè di pagina e spirali filosofiche. Se tutto ciò porta alla creazione di libri difficilmente editabili &#8211; <em>Infinite Jest</em> segna la non necessaria lunghezza di 1079 pagine &#8211; allo stesso tempo si traduce in una scrittura meravigliosamente potente.</p>
<p>Wallace era in grado di modulare ingegnosamente la sua scrittura su tatuaggi di detenuti come su stress da video e meeting di vari gruppi umani: una recensione delle memorie della tennista Tracy Austin diviene una meditazione su arte, atletica e maestria della tecnica, l&#8217;analisi di una novella di John Updike si trasforma in un saggio su come &#8220;il coraggioso e nuovo individualismo e la libertà sessuale&#8221; degli anni ‘60 si siano involuti nella &#8220;autoindulgenza anatomica e senza gioia della generazione dell&#8217;io.&#8221;</p>
<p>Benché i suoi libri possano apparire chiassosi e ridanciani, un&#8217;oscura trenodìa di tristezza e disperazione corre attraverso tutta l&#8217;opera di Wallace. Egli disse, durante un&#8217;intervista, che l&#8217;idea iniziale di <em>Infinite Jest</em> era di creare &#8220;qualcosa di triste&#8221;, e che il romanzo non solo dipinge il grottesco ritratto di un&#8217;America che corre qua e là colta da pazzia sanguinaria, ma rappresenta anche un eroe tormentato, che fugge dalla scoperta del cruento suicidio del padre (la cui testa esplosa viene trovata all&#8217;interno di un forno a microonde). Altre opere mettono in scena personaggi che lottano con depressione, ansia vagante o pura e semplice infelicità. Una delle storie di <em>Oblio</em> si sviluppa attorno ad una trasmissione televisiva chiamata &#8220;Il canale della sofferenza&#8221;, la cui principale attrattiva consisteva nel presentare &#8220;con immagini fisse e in movimento, i momenti più intensi dell&#8217;angoscia umana&#8221;.</p>
<p>Come DeLillo e Salman Rushdie, Dave Eggers, Zadie Smith ed altri giovani autori, David Foster Wallace trascende la famosa distinzione di Philip Rahv fra scrittori &#8220;visipallidi&#8221; (come Henry James e T.S.Eliot, specializzati in colte ed inebrianti opere ricche di simboli ed allegorie) e &#8220;pellerossa&#8221; (come Whitman e Dreisder, che abbracciavano un naturalismo maggiormente emozionale e terreno). Trascende anche la distinzione di Cyril Connolly fra scrittori &#8220;mandarini&#8221; (quale Proust con la sua prosa decorata e perfino bizantina) e scrittori &#8220;verncolari&#8221; (come Hemingway, che preferiva tropi maggiormente discorsivi). Wallace, come un&#8217;ardente gazza, mischia il letterario ed il colloquiale con una gioia iperventilata, utilizzando un&#8217; enciclopedia di stili e tecniche al fine di catturare la cacofonia dell&#8217;America contemporanea. Il risultato è che la sua scrittura è allo stesso tempo cervellotica e viscerale, feconda di idee e ricca del ronzio dello spirito del tempo.</p>
<p>Superato il periodo in cui la pesante influenza di Pynchon era fin troppo evidente, come in <em>La scopa del sistema</em> del 1987 (in cui come per <em>L&#8217;incanto del lotto 49</em> venivano utilizzati giochi di parole e parodie letterarie per raccontare la storia di una donna alla ricerca di conoscenza e di identità) riesce a trovare infine una sua propria voce in <em>Infinite Jest</em>. Il romanzo dipinge un&#8217;America depressa, tossica e completamente commercializzata e lo fa sfruttando tre linee narrative: un prodigio del tennis sofferente, un assuefatto da Demerol ed un terrorista canadese i quali vogliono appropriarsi di un film considerato talmente divertente da portare chiunque lo veda a morire dal piacere. Benché il lungo romanzo soffra di mancanza di disciplina e di un volontario ripudio di una fine, esso mostra il virtuosismo di Wallace e quando uscì annunciò il suo arrivo come uno dei maggiori talenti del suo tempo.</p>
<p>Le ultime due raccolte di racconti, <em>Brevi interviste con uomini schifosi</em> (1999) e <em>Oblio</em> (2004), presentano personaggi narcisistici ed assordanti e suggeriscono una calo di ambizione ed un claustrofobico solipsismo che Wallace stesso era uso criticare. Ma le sue spedizioni nella saggistica, <em>Una cosa divertente che non farò mai più</em> (1997)  e <em>Considera l&#8217;aragosta</em> (2005) frenano la sua inclinazione alla divagazione, all&#8217;uso del flusso di coscienza utilizzato per riflettere su argomenti di poca importanza, e permettono di svelare il suo bizzarro modo di narrare i dettagli così come le profondità filosofiche tipico della sua più potente prosa. Ricordano al lettore i copiosi doni di scrittore di Wallace e la sua acuta sensibilità nel metastatizzare le assurdità del vivere in America in un precario e passeggero momento del tempo.</p>
<hr size="1" /><a name="nota*">1</a>Del parlare chiaro (NdT)<br />
 </div>
<br />Postato inEditoriale, Letteratura Tagged: David Foster Wallace, Michiko Kakutani, The New York Times <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=299&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">David Foster Wallace (1962-2008)</media:title>
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		<title>Interesting, I think.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 00:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[californication]]></category>
		<category><![CDATA[Racconto]]></category>
		<category><![CDATA[saper scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendere una penna, un foglio, e dedicare tempo ed energie alla scrittura: ecco un buon sistema per farsi venire in mente altre idee, probabilmente migliori di quelle da cui si è partiti. Ma non solo. Anche confronto, riflessione e pazienza. Poco prima di Natale, nella fase aurorale di questo blog, avevo proposto il racconto di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=180&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Prendere una penna, un foglio, e dedicare tempo ed energie alla scrittura: ecco un buon sistema per farsi venire in mente altre idee, probabilmente migliori di quelle da cui si è partiti.</h3>
<p>Ma non solo. Anche confronto, riflessione e pazienza.<img class="alignnone size-full wp-image-181" style="float:left;margin-right:3px;" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/05/illustrazione-di-angelo-ruta.jpg?w=460&#038;h=355" alt="illustrazione di Angelo Ruta" width="460" height="355" /></p>
<p>Poco prima di Natale, nella <em>fase aurorale</em> di questo blog, avevo proposto il racconto di Daino <em>Il domani è in gran parte figlio dell’oggi (ed oggi è stata una buona giornata)</em>. Nei giorni di vacanza le visite erano particolarmente scarse e, mio malgrado, tolsi il racconto in attesa di tempi migliori. Merita ben altra visibilità. Nei prossimi giorni, <strong>a partire da questa sera</strong>, questo breve racconto tornerà nuovamente online.</p>
<p>Molti avranno visto il film <em>Tutta la vita davanti</em>. Film che ha posto di nuovo in evidenza, qualora ce ne fosse bisogno, la situazione di molti lavoratori e in particolar modo i precari dei <strong>call center</strong>. Demonizzato dal film (così come l&#8217;umanità in generale) il call center è anche lo sfondo di questo racconto. Quinte scenografiche, o fondale d&#8217;acquario, necessarie per poter mettere in scena i grotteschi eroi di un&#8217;umanità giovane e metropolitana quasi da <em>ultimo natale dell&#8217;umanità</em>.</p>
<p>Con una pervicacia estenuante ho tentato di tracciare precise linee editoriali per questo blog, nato essenzialmente per <em>contenere</em> le mie recensioni. Con il tempo mi è stato impossibile mantenere la rotta. Ad ogni concessione alle correnti ho però tentato di rispondere con elastiche virate. Torno allora alle radici e alla materia: libri, letteratura, scrittura, racconti&#8230; Niente recensioni anche per questa volta quindi, solo nudo testo di un giovane scrittore e chissà che un domani non possa ospitare altre<em> penne</em>. Negli ultimi anni alcuni blog sono diventati libri e bloggers scrittori (Belle de Jour,<em><a href="http://www.corriere.it/spettacoli/08_maggio_03/sesso_30b48766-18e0-11dd-8268-00144f486ba6.shtml"> Diario intimo di una squillo per bene</a></em>, e adesso già telefilm) e nella finzione di una <a href="http://www.sho.com/site/californication/home.do">serie televisiva</a> uno scrittore diventa forzatamente blogger&#8230;</p>
<p style="padding-left:30px;">Il mestiere dello scrittore fa schifo, è come avere i compiti a casa tutti i giorni per tutta la vita.</p>
<p style="padding-left:30px;">Hank Moody, <em>Californication</em></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/eremoletterario.wordpress.com/180/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/eremoletterario.wordpress.com/180/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/180/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/180/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/180/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=180&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">illustrazione di Angelo Ruta</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Puede ser que la vida me guíe hasta el sol&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 16:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Facoltà di lettere e filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Laurea in Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari lettori e amici, è finalmente finito un lungo periodo che durava all&#8217;incirca da Natale. Un periodo in cui una buona parte delle mie attività extra universitarie hanno subito un rallentamento. Fra queste ovviamente le mie letture e, di riflesso, l&#8217;edizione di nuove recensioni per questo sito. Ad ogni modo, ho continuato a scrivere e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=143&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/03/laurea180308.jpg?w=700" style="float:left;margin-right:3px;" alt="laurea180308.jpg" />
<div style="text-align:justify;">Cari lettori e amici,</div>
<p style="text-align:justify;">è finalmente finito un lungo periodo che durava all&#8217;incirca da Natale. Un periodo in cui una buona parte delle mie attività extra universitarie hanno subito un rallentamento. Fra queste ovviamente le mie letture e, di riflesso, l&#8217;edizione di nuove recensioni per questo sito. Ad ogni modo, ho continuato a scrivere e nello specifico ho trattato di alcuni film, usciti recentemente, ispirati a romanzi <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">che non ho avuto la fortuna di leggere</span>. In questo periodo ho raggiunto nuove vette nelle statistiche di visite (che rimangono l&#8217;unico indice dell&#8217;interesse accordato agli argomenti trattati, dato che purtroppo i commenti languono), e la recensione sui generis di <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">Into the Wild</span> credo rimarrà a lungo l&#8217;articolo più letto del blog. Ho aggiunto anche alcuni accessori come i feed qui affianco, ma soprattutto il tasto PDF per poter leggere gli ultimi articoli <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">comodamente off-line</span>.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel frattempo però, come avrete capito, ho scritto la mia tesi di laurea e alla fine martedì 18 sono riuscito a laurearmi. Non voglio parlare di traguardo (nella vita credo esistano solo traguardi volanti), ma di tappa, importante certo, che sento di aver già messo alle spalle. Adesso spero di poter dedicare un pò di tempo a me stesso e quindi <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">rinnovare</span> il mio impegno in EremoLetterario (a proposito per Pasquetta è in programma una gita agli eremi abruzzesi).</p>
<p style="text-align:justify;">Aggiungo questa foto, suggestiva e <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">particolarmente allusiva</span>, che mi ritrae in Piazza Santo Stefano a Bologna all&#8217;uscita del Dipartimento di Storia. Il titolo di questo post è la strofa di una canzone di <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">El Canto del Loco</span> intitolata <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">Puede ser</span> del disco <span style="font-style:italic;" class="Apple-style-span">A Contracorriente.</span> Oltre ad essere particolarmente indicata, mi ha accompagnato nei miei forse ultimi giorni da studente&#8230;</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/eremoletterario.wordpress.com/143/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/eremoletterario.wordpress.com/143/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/143/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=143&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">EDN</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">laurea180308.jpg</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;lessico famigliare&#8221; del mio blog.</title>
		<link>http://eremoletterario.com/2007/12/27/il-lessico-familiare-di-questo-blog/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[blogger award]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[franzen]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 dicembre, non è il caso di scomodare il signore di La Palice, è stata la ricorrenza del primo mese sul web de il Corriere della Letteratura. Facile dire: tempo di primi bilanci, sicuramente più difficile è stilare realmente un bilancio. Un&#8217;autentica impresa, alla luce di questo, effettuare cambiamenti sensibili o impostare nuove rotte. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=81&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2007/12/composizione-di-immagini-nasa-della-terra-di-notte.jpg?w=700" style="float:left;margin-right:3px;" alt="composizione-di-immagini-nasa-della-terra-di-notte.jpg" />Il 26 dicembre, non è il caso di scomodare il signore di <i>La Palice</i>, è stata la ricorrenza del primo mese sul web de il Corriere della Letteratura. Facile dire: tempo di primi bilanci, sicuramente più difficile è stilare realmente un bilancio. Un&#8217;autentica impresa, alla luce di questo, effettuare cambiamenti sensibili o impostare nuove rotte. Il tempo è un elemento essenziale nella produzione reale di questo blog, perchè tutto ciò che ho scritto è stato verificato, le citazioni sono state tutte evidenziate, il resto sono parole originarie mie. <span id="more-81"></span>Partendo dai nudi fatti dovrei rendere <b>pubblici </b>trend e <b>statistiche</b> di questo periodo, magari anche il numero di commenti spam individuati (sembra essere un dato fondamentale nella blogosfera). In realtà questi dati, oltre che lasciare un pò il tempo che trovano, sono anche in linea con le mie attese e comunque già pubblici (stats). Quindi niente di clamoroso, ma neanche un totale silenzio della rete. Si, perché allo stato attuale chi è passato da queste parti non è stato un mio <b>conoscente non virtuale</b> (mi si perdoni l&#8217;anacoluto). Chi ha cliccato su questo sito non sapeva chi sono e non mi conosceva di persona. Come ci si fa a fidare allora? Infatti, <b>non ci si fida</b>. Quindi mi sembra doveroso <b>ringraziare</b> le persone che sono passate da queste parti, anche per sbaglio, ingannate dal miraggio di trovare qualcosa che poi in realtà non hanno trovato. E a maggior ragione le persone che hanno letto tutto o poco, quanta pazienza&#8230; Una statua meriterebbero i commentatori. Non ho scritto nulla di mio pugno che non fosse passibile di discussione, miglioramenti e commenti. Eppure&#8230;</p>
<p align="justify">Negli ultimi tempi ho tentato di coinvolgere anche altre persone, con competenze umanistiche di primo livello, ma forse questo blog è ancora troppo giovane. Forse devo svezzarlo completamente da me. Forse non siamo pronti (io e il blog?) a renderlo autonomo. Probabilmente è l&#8217;unica cosa (virtuale/immateriale) che mi appartiene per davvero. Infatti, l&#8217;unica condizione, da me dettata, per scrivere è che tutto deve essere <b>personale e originario</b> (non è un errore, non pretendo originalità). La regola prima è quella di scrivere tutto da se, <b>il copia e incolla dalla rete è categoricamente bandito</b>. Tocca andare contro una bella frase di Kundera &#8220;inutile dire in altro modo ciò che già è stato detto nel modo più efficace&#8221;. Invece no, un tentativo lo si deve pur fare!</p>
<p align="justify">Sono tentato dall&#8217;idea di modificare il mio nome con <b>EDN</b>, evidente acronimo del mio nome e cognome, richiamandomi a David Foster Wallace, che ha utilizzato il suo acronimo in alcuni racconti. Inutile dire che è uno scrittore che seguo con appassionata attenzione. Ma questa, insieme alla decisione di abbandonare definitivamente l’altro mio blog o di rendere pubblico questo, sono decisioni che forse è il caso di posticipare. Insomma si continua così per il momento.</p>
<p align="justify">Quando ho scritto, e scritto bene, ho provato una soddisfazione difficilmente descrivibile. Per questo motivo mi piacerebbe chiedere ai neofiti di questo blog di leggerselo tutto, dalla prima pagina all’ultima, dal primo post all’ultimo. Chiaramente non tutto è interessante e/o ben scritto, quindi a maggior ragione non sarebbe corretto segnalare quello che io o la rete abbiamo reputato degno di nota (chiamiamola &#8220;onestà intellettuale&#8221;). Il mio impegno però necessita un piccolo contributo di lettura senza il quale difficilmente riuscirei a fare. </p>
<p align="justify"><img src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2007/12/nastro-di-mobius.jpg?w=700" style="float:left;margin-right:3px;" alt="nastro-di-mobius.jpg" />Ogni volta che scrivo un editoriale il filo del discorso si trasforma in un serpente che si morde la coda o più precisamente in una sorta di nastro di Möbius. Adesso è doveroso, ed è un piacere, citare <a href="http://maviserra.wordpress.com/" target="_blank">Maviserra</a> che ha nominato il mio blog in una non meglio precisata Blogger Award… Io da parte mia, non posso fare altro che ringraziarla sentitamente e attenermi alle regole:</p>
<p align="justify">1) Partecipare solo se si è stati nominati</p>
<p align="justify">2) Lasciare un<a href="http://www.thethinkingblog.com/2007/02/thinking-blogger-awards_11.html" target="_blank"> link</a> al post originale Inglese</p>
<p align="justify">3) Inserire nel post il logo dei thinking blogger award  <img src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2007/12/thinkingblogger.jpg?w=700" alt="thinkingblogger.jpg" /></p>
<p align="justify">Ecco le mie 5 nomination:</p>
<p align="justify"><a href="http://senzanome.wordpress.com/" target="_blank">Un blog senza nome</a></p>
<p align="justify"><a href="http://senzanome.wordpress.com/" target="_blank"></a><a href="http://biancamadeccia.wordpress.com/" target="_blank">Epitaffi</a></p>
<p align="justify"><a href="http://biancamadeccia.wordpress.com/" target="_blank"></a><a href="http://aoirghe.wordpress.com/" target="_blank">Aoirghe&#8217;s Weblog</a></p>
<p align="justify"><a href="http://aoirghe.wordpress.com/" target="_blank"></a><a href="http://alhandra.wordpress.com/" target="_blank">enchanted worl</a></p>
<p align="justify"><a href="http://alhandra.wordpress.com/" target="_blank"></a><a href="http://lyrame.wordpress.com/" target="_blank">Through the Looking-Glass</a></p>
<p align="justify">A questo punto, dopo aver risolto una lunga schiera di problemi html, do appuntamento a tutti i lettori del blog al 2 Gennaio. Tanto c&#8217;è un bel raccontone da leggere, per chi non lo avesse ancora fatto, e soprattutto da commentare e recensire. Per votare il libro dell&#8217;anno c&#8217;è ancora un pò di tempo e lo si può fare <a href="http://ednweekly.blogspot.com" target="_blank">qui</a> (scadenza, ovviamente, 31/12 h 23.59). Buone Feste a Tutti.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/eremoletterario.wordpress.com/81/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/eremoletterario.wordpress.com/81/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/81/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=81&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">EDN</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Vedute sul Mondo Reale.</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 11:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[frammenti]]></category>
		<category><![CDATA[Gurdjieff]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri.Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e di studio.&#8221; Georges Ivanovitch Gurdjieff, 13 Febbraio 1922, Londra. Questa è più di una citazione, è una linea programmatica. E a proposito di programmi, mi sembra il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=71&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2007/11/punta-penna-ch.jpg?w=700" alt="punta-penna-ch.jpg" /><br />
<h3><b>&#8220;Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri.Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e di studio.&#8221;</b></h3>
<h3><i>Georges Ivanovitch Gurdjieff, 13 Febbraio 1922, Londra.</i></h3>
</blockquote>
<p align="justify"><span id="more-71"></span><i></i></p>
<blockquote></blockquote>
<p align="justify">Questa è più di una citazione, è una linea programmatica.</p>
<p align="justify">E a proposito di programmi, mi sembra il caso di fare un pò di ordine per mantenere una sorta di &#8220;trasparenza editoriale&#8221;. Il racconto natalizio <i>Il domani è in gran parte figlio dell&#8217;oggi&#8230;</i> mi piacerebbe finirlo di postare entro il 25 (d&#8217;altronde è o non è un cuentito navideño, un regalo di Natale per chi ha avuto la pazienza di leggere?). Dovrei farcela, ma ci sarà la doppia uscita il 24 e il 25. Sembra programmata, come per i grandi quotidiani, ma in realtà loro non escono a Natale. Ok, quidi il 22 la terza parte, il 24 la quarta e il 25 l&#8217;ultima (sempre <i>1 dopo mezzanotte</i>). Mi raccomando, per chi non lo avesse letto, trovate postate le prime due parti del racconto. Per la serie non cambiate canale&#8230;</p>
<p align="justify">Passando oltre, vorrei inserire un post dedicato a; diciamo 7 libri da regalare a Natale o 7 libri sotto l&#8217;albero. Ci lavorerò su&#8230; se qualcuno mi desse una mano. Il 26 è il complemese di EremoLetterario. Tirerò le somme di questo primo mese nella Blogosfera. Bisogna pur sempre soppesare gli errori e le cose fatte bene ogni tanto, quindi quale migliore occasione. Forse ci sarà anche qualche novità. Ad esempio il mio nome potrebbe sparire per fare spazio all&#8217;acronimo EDN. Ovviamente ci sarà una motivazione e una citazione!</p>
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			<media:title type="html">EDN</media:title>
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		<title>Nomi e Cognomi di un BabyBlog.</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 16:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[name]]></category>

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		<description><![CDATA[Velatamente (neanche tanto per la verità) il titolo di questo blog è un allusione al Corriere della Sera, quotidiano di riferimento in Italia per prestigio e longevità. Volevo utilizzare Corriere Letterario, ma già esiste. Avendo copiato anche il “della”, ho perso ancora qualcosina in originalità, ma ce ne faremo una ragione.  La URL, al contrario, è completamente mia. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=46&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Velatamente (neanche tanto per la verità) il titolo di questo blog è un allusione al <b>Corriere della Sera, </b>quotidiano di riferimento in Italia per prestigio e longevità. Volevo utilizzare Corriere Letterario, ma già esiste. Avendo copiato anche il “della”, ho perso ancora qualcosina in originalità, ma ce ne faremo una ragione. </p>
<p align="justify">La URL, al contrario, è completamente mia. Purtroppo anche qui ho dovuto abbozzare, dato che quell’<b>eremo</b> da un pò una sensazione monacale, di convento camaldolese. Va detto però che di eremi in letteratura ce ne sono di prestigiosi, da Leopardi a D’Annunzio, mio conterraneo. Ad ogni modo questo termine va slegato dalla mia persona o personalità, dato che sono moderatamente estroverso (in sostanza non sono tipo da eremo), va invece agganciato all’atto della lettura. Un momento che credo si svolga principalmente in solitudine, come dimenticare l’incipit di <i>Se una notte d’<span class="Apple-style-span" style="font-style:normal;"><i>inverno un viaggiatore</i> di Italo Calvino. Ad ogni modo il vocabolario può scagionarmi.</span></i></p>
<blockquote><p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><font face="Times New Roman"><b>eremo</b> </font><font face="Times New Roman">[è-re-mo] lett. </font><font face="Times New Roman">ermo </font><font face="Times New Roman">s.m. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><font face="Times New Roman">1 Luogo solitario dove si ritirano gli eremiti; convento dei monaci camaldolesi</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><font face="Times New Roman">2 estens. Dimora tranquilla e isolata, stanza appartata in cui si può rimanere soli</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><font face="Times New Roman">•sec. XIV</font></p>
</blockquote>
<p align="justify">Quindi il termine va preso nella seconda accezione, quella <i>per estensione</i>, per intenderci.</p>
<p align="justify"><b>Letterario</b>? Poichè non sono riuscito a impostarlo come titolo del blog (in sostanza <i>letterario</i> è uguale a <i>della letteratura</i>) e rende la URL più corta, mi sembra più adatto rispetto a <b>eremo della letteratura</b>. Posso, anche in questo caso, consultare il dizionario per avvalorare questo riferimento.</p>
<blockquote><p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><font face="Times New Roman"><b>letterario</b> </font><font face="Times New Roman">[let-te-rà-rio] agg. (pl.m. -ri) </font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><font face="Times New Roman">1 Relativo alla letteratura, che riguarda la letteratura o gli studi umanistici: opere, materie l.; che ha per oggetto o argomento la letteratura: critica l.; rivista l. || premio l., concorso che premia opere di letteratura | proprietà l., diritto d’autore</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><font face="Times New Roman">2 estens. Dei letterati, relativo ai letterati: salotto, mondo l.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><font face="Times New Roman">3 Di termine o espressione che appartiene all’uso dei letterati o comunque delle persone colte: vocabolo l.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><font face="Times New Roman">• avv. letterariamente, in modo l.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><font face="Times New Roman">• sec. XVII</font></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify"><span class="sottotit">da<b> il Sabatini Coletti</b>  <i>Dizionario della Lingua Italiana</i></span></p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;" align="justify">Qui niente estensione, questo non è un salotto per letterati o, peggio ancora, un eremo per letterati… Prendo la prima definizione. Questo blog è un “eremo” (che nel rumore della rete sa tanto anche di àncora di salvezza) relativo alla letteratura, che ha per oggetto e argomento la letteratura.</p>
<h3 class="MsoNormal" align="justify">Questo sembra un verbale difensivo, lo so, ma volevo chiarire un paio di passaggi e di riferimenti, direi cruciali, nella nascita di questo blog. Spero di non essere stato eccessivamente tedioso. Pedissequo lo sono stato sicuramente&#8230;<span style="font-size:16px;font-weight:normal;" class="Apple-style-span"> </span></h3>
<blockquote class="webkit-indent-blockquote"><p> </p></blockquote>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/eremoletterario.wordpress.com/46/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/eremoletterario.wordpress.com/46/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/46/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=46&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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