il Corriere della Letteratura

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Archive for the ‘Libri’ Category

Antonio Pennacchi vince il Premio Strega 2010

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Antonio Pennacchi, Canale Mussolini

Antonio Pennacchi, Canale Mussolini

La tradizionale cerimonia di premiazione del vincitore del Premio Strega 2010 tenutasi al Ninfeo di Villa Giulia ha decretato la vittoria di Antonio Pennacchi con Canale Mussolini (Mondadori). La sessantaquattresima edizione del prestigioso premio letterario è stata caratterizzata da un appassionante testa a testa fra il vincitore (133 voti) e l’esordiente Silvia Avallone Acciaio (Rizzoli), favoritissima alla vigilia e staccata di soli 4 voti. Sul terzo gradino del podio e staccato di molto Paolo Sorrentino con Hanno tutti ragione (Feltrinelli).

Sessant’anni, originario di Latina, operaio in fabbrica a turni di notte fino a dieci anni fà, Pennacchi si è imposto all’attenzione nel 2003 con Il fasciocomunista, da cui è stato poi tratto il film «Mio fratello è figlio unico», con Riccardo Scamarcio e Elio Giordano.

Scritto da EDN

venerdì 2 luglio, 2010. alle 1:16

Lavoro e latebre

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Primo maggio. Cosa dire di nuovo? Cosa dire, che non sia stato dianzi detto?

La risposta la conosciamo tutti. A questo punto, mentre in tv scorrono le immagini del concertone di piazza San Giovanni, voglio raccomandare una lettura a tema: Donnarumma all’assalto di Ottiero Ottieri.

Ottiero Ottieri lavorò negli anni Sessanta alle dipendenze di Adriano Olivetti: l’industriale illuminato della macchina da scrivere. Il suo lavoro lo portò a Pozzuoli come selezionatore del personale della grande e moderna fabbrica del nord che sbarcava in un sud “fuori dal tempo”, quasi hegelianamente a-storico. La disoccupazione insanabile vista dall’altro lato della barricata. Chi non è passato per un colloquio, un’agenzia di lavoro. Essere scelti? Si entra così nel grande meccanismo. Le grandi ruote dentate di Tempi moderni di Chaplin che scorrono e ci schiacciano fin quando ne diventiamo una parte. Avete per caso avuto la sensazione di entrare a far parte di un meccanismo? Essere un ingranaggio. Salutare l’alienazione il lunedì mattina per cercare noi stessi il sabato o la domenica (o oggi), magari con gli altri. Accantonare per alcune ore l’essere che siamo mentre lavoriamo.

Il selezionatore del personale di Pozzuoli vive il delirante desiderio degli altri di lavorare, di acquisire una dignità proprio in quanto lavoratori.

Forse negli ultimi tempi la fabbrica era troppo una casa. Moriva il significato politico di essa, come esperimento di industria moderna del mezzogiorno, come accensione di una nuova vita operaia: non la giudicavo più, non mi sdegnavo più, preso dal suo giro, affondato nel suo fascino quotidiano. […] È pericoloso ammalarsi di aziendalismo. L’aziendalismo è l’amore umano, inevitabile ma orgoglioso al proprio lavoro, al marchio di fabbrica; ma anche rinunciare a capire, a confrontarsi con altri marchi di fabbrica e a partecipare a una vita più larga. L’aziendalismo è il rifugio da una società cui non si crede, in cui non si spera più.

Ottiero Ottieri, Donnarumma all’assalto, Milano, Garzanti, 2004, pp. 224-225.

Scritto da EDN

sabato 1 maggio, 2010. alle 17:45

Ironia

con 2 commenti

Ironia è la parola che compare con maggiore frequenza nelle recensioni passate e presenti di La scopa del sistema di David Foster Wallace.

ironia
  • 1 Atteggiamento di bonaria irrisione, di superiore distacco dalle cose: osservare le vicende umane con i.
  • 2 Messa in ridicolo, sarcastica deformazione di una cosa, di una persona, di un concetto ecc.: fare dell’i.; scherzo crudele, beffa: per i. della sorte
  • 3 Dissimulazione del proprio pensiero o della verità, affermando il loro contrario o parzialmente nascondendoli; costituisce anche una figura retorica

Il sospetto è che si riferissero sempre e comunque al primo significato. D’altronde non deve affatto sembrare strano, le vicende “umana” narrate da Wallace sono osservate con superiore distacco e bonaria irrisione. Ironia però, etimologicamente proviene dal latino ironiam e dal greco eironéia ovvero “finzione”. Cosa dire, fine del problema.

L’ironia presente in La scopa del sistema a mio parere è da intendersi nel terzo significato. Cosa afferma Wallace? Di cosa ci parla? Quale filosofia? O quale cosmovisione? Tutto e il contrario di tutto, tutto viene perfettamente dissimulato e tutto è finzione. In quarta di copertina si parla del potere delle storie. No, questo libro parla del potere della finzione e delle finzioni. L’abilità e la capacità di creare e in questo senso ricorda tanto Se una notte d’inverno un viaggiatore. Non è semplicemente un manifesto della creatività dell’autore o un esercizio di stile (o di scrittura creativa), ma uno stimolo a creare e a narrare una storia, anche la propria, perché tutti ne abbiamo una. In questo romanzo corale, quando sul più bello troviamo la chiave di volta e di lettura delle mille storie che ci vengono narrate, tutto salta e tutto precipita e quando pensavamo di aver individuato nell’opaca figura di Lenore il personaggio principale – la direttrice del coro suo malgrado – la saga è ormai finita. C’è molto di Thomas Pynchon e moltissimo de L’incanto del lotto 49. Lenore Beadsman è Oedipa Maas, la nonna misteriosamente scomparsa di Lenore è Pierce Inverarity, il compagno di Lenore Rick Vigorous è il marito di Oedipa Mucho Maas (Vigorous-Mucho Mas…) e si potrebbe andare avanti, sento odore di breccia…

Tanti personaggi, ognuno con la sua storia, il più esilarante di questi è senz’altro l’analista terapeutico Dr. Jay Curtis di cui ci vengono offerte le trascrizioni delle sedute. Il paziente è legato a una sedia posta su dei piccoli binari già nella sala d’aspetto. Allo scoccare dell’ora un paziente esce e uno entra automaticamente (i due si incrociano a metà cammino). Il competente dottor Jay non si limita ad ascoltare il paziente in cura, bensì lo provoca trovando ai vari sintomi risposta nell’ansia igienista – teorizzata in Conferenze sull’igiene dall’oscuro luminare Olaf Blentner. Quando il dottor Jay ha raccolto le informazioni “di cui ha bisogno” inizia a sentire odore di breccia (JAY Quasi boccheggio, tanto forte è il tanfo di breccia), riferendosi immagino alla possibilità di aver colto nel segno, ma non c’è nulla di figurato dato che il nostro dottore indossa nel bel mezzo della seduta una maschera antigas…

Norman Bombardini – Ms Beadsman, spero che lei non sia sardonica. Lei non è una di quelle ragazze sardoniche, vero? Mia moglie è sardonica. O meglio era sardonica. O piuttosto era mia moglie. La gente sardonica mi rende incontrollabilmente famelico, il che costituisce una non trascurabile minaccia per il sardonico di turno.

La scopa del sistema, p. 107

A mio parere questo è il miglior romanzo di David Foster Wallace, pensare che lo abbia scritto a soli ventiquattro anni mi mette i brividi.

La solitudine dei numeri primi: per i lettori di Eremoletterario è il libro dell’anno

con 13 commenti

C’era stata quella volta e ce n’erano state infinite altre, che Alice non ricordava più, perché l’amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta.

La solitudine dei numeri primi, p. 251

Paolo Giordano

libro-dell-annoÈ La solitudine dei numeri primi, il romanzo d’esordio del giovane Paolo Giordano, il libro dell’anno 2008 proclamato da Eremoletterario. I voti arrivati in redazione, per la verità, sono di poco superiori ai voti ricevuti lo scorso anno e ad ogni modo decisivi per scegliere il vincitore. Lo scrittore torinese ha prevalso sul secondo classificato Breaking Down di Stephenie Meyer. Benjamin, la rubrica settimanale del Tg1 dedicata al mondo dei libri e condotta da Gianni Riotta al quale ci siamo ispirati per questo sondaggio, ha invece incoronato Harry Potter e i doni della morte l’ultimo capitolo della saga sul maghetto partorito dalla fantasia di J.K. Rowling, con al secondo posto il libro di Giordano. Nel 2007 Eremoletterario aveva premiato Gomorra di Roberto Saviano, risultato confermato anche in Benjamin.

Scritto da EDN

venerdì 9 gennaio, 2009. alle 19:59

I libri strenna per il Natale 2008

con 3 commenti

un simpatico alluvionatoCrisi, esondazioni e pantegane roba davvero poco natalizia non trovate anche voi? E allora propongo presepi, panettoni e perchè no libri. Anche questo, come il post sul libro dell’anno, è una riedizione di un articolo dello scorso anno.

Repliche, esatto. Proprio come il pranzo di Natale, con lo stesso menù, sono rassicuranti perché conosciamo già il percorso. O anche  come gli addobbi nelle nostre case, sempre quelli rispolverati dalla cantina, sono commoventi perché creano quell’atmosfera tra favola e magia.

I libri da regalare a Natale!

In vista del Natale abbiamo selezionato, tra le novità in libreria, quelle che per noi sono le migliori letture per questo scorcio di fine anno o se volete un suggerimento per un regalo intramontabile: il libro.

Il primo titolo che suggerisco ai miei lettori non è una novità, dato che è già da un po’ in cima alle classifiche di vendita, e sicuramente stando alla critica promette davvero tanto. Dopo L’ombra del vento, Carlo Ruiz Zafòn torna nelle librerie con Il gioco dell’angelo. Riporto la massima pronunciata, in uno dei feuilleton di Martìn, da un cardinale, mentre alla luce di un candelabro intinge la lama del suo coltello nel veleno: “La poesia si scrive con le lacrime, i romanzi con il sangue e la storia con le bolle di sapone”.

Non può mancare Stephen King che torna al suo genere preferito: il racconto. Nelle tredici storie di Al crepuscolo King mette in scena l’imprevedibile umanità di personaggi che si trovano a vivere storie semplici o ai limiti del reale. L’11 settembre Scott si è dato malato e inizia a trovare in casa degli oggetti appartenuti ai suoi colleghi. Dopo che Monette si è sfogato, raccontando a un autostoppista sordomuto di essere stato tradito, sua moglie viene trovata morta in una stanza d’albergo. Janet è sposata ad Harvey da trent’anni e comincia a non poterne più, soprattutto dopo che lui è andato in pensione e ciondola tutto il giorno per casa. E un gatto arriverà direttamente dall’Inferno.

Per chi anche a Natale proprio non riesce a fare a meno di paranoia e alienazione Paul Auster è trornato in libreria con Uomo nel buio, una storia di insonnia e immaginazione a metà strada tra l’ucronia e la distopia.

Per quanto riguarda il panorama italiano i miei suggerimenti sono: La vita erotica dei superuomini di Marco Mancassola e Stabat Mater del sempreverde Tiziano Scarpa.

Infine, non posso esimermi dal consigliare la fresca ristampa della prima opera di David Foster Wallace La scopa del sistema con un introduzione di Stefano Bartezzaghi, un ottimo modo per avvicinarsi al mondo di DFW. Last but not least Vita e destino di Vasilji Grossman annoverato tra i libri che eclissano quasi tutti i romanzi che oggi, in Occidente, vengono presi sul serio e considerato dallo stesso autore il Guerra e pace del XX secolo.

Nel frattempo ragazzacci vi auguro buon Natale e buone feste e mi raccomando non dimenticate di votare il vostro personale libro dell’anno nel poll pochi post più in fondo!

Scritto da EDN

lunedì 22 dicembre, 2008. alle 21:35

Libro dell’anno 2008

con 4 commenti

voteLo scorso hanno, agli esordi sul web, Eremoletterario propose sulla scia di Benjamin libri, la rubrica domenicale del direttore del TG1 Gianni Riotta, le nomination per assegnare il prestigioso riconoscimento di libro dell’anno. Anche quest’anno riproponiamo il sondaggio che tanto successo ha avuto, questa volta non appoggiandoci a siti esterni, pur sapendo che classifiche e nomination non sempre possono rivelare i libri che ci hanno appassionato durante i nostri 365 giorni di letture. 

Non tutti i libri che ho presentato in questa lista sono usciti quest’anno, ma nel 2008 sono comunque stati presenti nelle classifiche di vendita ed ad ogni modo hanno conquistato popolarità. C’è la possibilità di scegliere più di un romanzo e volendo segnalarne uno a proprio piacimento, lo inserirei immediatamente nella lista. Cosa aspettate indicate la vostra preferenza entro il 31 dicembre.

Scritto da EDN

venerdì 12 dicembre, 2008. alle 6:12

Pubblicato in Libro dell'anno

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Yes we can (read)

con 5 commenti

Dalla periferia dell’Impero – Non possiamo votare, ma almeno ci possiamo informare.

Martedì 4 novembre l’America cambia. Cambia se vince le elezioni presidenziali il candidato repubblicano, il senatore John McCain, perché per la prima volta arriverà alla Casa Bianca un presidente repubblicano non legato all’ala conservatrice e perché ci sarà una vice presidente donna: Sarah Palin. Cambierà invece se vincerà il senatore democratico Barack Obama, non solo e non tanto perché andrà alla Casa Bianca il primo presidente afro-americano, ma soprattutto perché Barack Obama esprime una cultura del dopo guerra fredda e del superamento della guerra in Vietnam. E’ dunque un uomo che esprime i valori del terzo millennio. Abbondano i libri dedicati ai candidati: Barack Obama i sogni di mio padre e Barack Obama l’audacia della speranza, rispettivamente la biografia e la filosofia di Barack Obama. Letture cardine per chiunque voglia avvicinarsi al mondo del leader democratico. Abbiamo meno volumi, invece, dedicati a McCain: John McCain. Tutte le guerre di Maverick (Maverick era un uomo del far west che non voleva andare d’accordo con nessuno, assolutamente indipendente, ed è ovviamente il soprannome di John McCain) insomma il manifesto della filosofia del leader repubblicano, poi ancora La fede dei miei padri e Un’odissea americana.

Fra gli altri volumi segnaliamo: Obama. Storia dell’uomo che fa sognare l’America di David Mandell, il bipartisan Mccain Obama. Manifesti per la nuova America con prefazione di Massimo Gaggi, La corsa più lunga, Perché Obama. La sfida dell’altra America, Sulla razza, Yes we can e La promessa Americana i discorsi di Barack Obama durante la corsa alla presidenza. Il mondo dell’editoria non si è lasciato sfuggire un avvenimento come le prossime elezioni decisive per gli States e probabilmente per tutti noi.

Scritto da EDN

venerdì 31 ottobre, 2008. alle 9:00

Risorge “Dracula”, il pronipote ha scritto il sequel

con 19 commenti

Bela Lugosi, Dracula, 1931

Bela Lugosi, Dracula, 1931

Londra – Oltre un milione di dollari: tanto e’ costato a tre case editrici di lingua inglese l’acquisto dei diritti per la pubblicazione del sequel di Dracula di Bram Stoker, scritto dal pronipote dello scrittore irlandese, Dacre Stoker, in collaborazione con lo sceneggiatore e documentarista Ian Holt, socio della Transylvanian Society of Dracula. Dracula: The Un-Dead, questo il titolo del nuovo libro sul vampiro, uscira’ nell’ottobre 2009 negli Stati Uniti per i tipi dell’editore Dutton, in Gran Bretagna da HarperCollins e in Canada da Penguin. Dallo stesso libro nascera’ anche un film, la cui produzione sara’ avviata nel mese di giugno 2009, con la sceneggiatura scritta dagli stessi Dacre Stoker e Ian Holt.

Ad oltre un secolo dalla sua pubblicazione (per l’esattezza 111 anni), Dracula avra’, dunque, un sequel ufficiale scritto da un erede di Bram Stoker (1847-1912). E’ la prima volta che la famiglia di Stoker autorizza la realizzazione di un vero e proprio seguito per uno dei piu’ famosi romanzi gotici del terrore. L’ultima volta che gli eredi di Bram Stoker concessero la loro autorizzazione fu per il film del 1931 con Bela Lugosi.

Riprendendo in mano appunti manoscritti ed inediti del suo illustre antenato, Dacre Stoker ha ambientato il seguito di Dracula a Londra nel 1912, cioe’ nello stesso anno e nella stessa citta’ in cui muore l’autore Bram Stoker.  (fonte Adnkronos)

Scritto da EDN

venerdì 17 ottobre, 2008. alle 12:08

Paolo Giordano stravince la sessantaduesima edizione del Premio Strega

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Traguardo annunciato per il giovane fisico esordiente e per il suo La solitudine dei numeri primi, già sul podio del Campiello Opera Prima. Proclamato dal presidente di seggio Niccolò Ammaniti, vincitore dell’edizione 2007, affiancato dal nuovo direttore della Fondazione Bellonci, Tullio De Mauro, al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma, Giordano, 26 anni, torinese, ha ottenuto il maggior numero di preferenze: dietro i 163 voti per La solitudine dei numeri primi si sono piazzati sul podio Ermannno Rea e il suo Napoli ferrovia (118 voti) e Cristina Comencini con L’illusione del bene (43 voti). Quarto e quinto posto per Diego De Silvia con Non avevo capito niente e Lidia Ravera con Le seduzioni dell’inverno. Il resoconto della serata romana del Corriere della Sera.

Scritto da EDN

venerdì 4 luglio, 2008. alle 12:22

Juno e le ragazzacce.

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Diablo CodyQuando Juno sbarcò nelle sale cinematografiche italiane era l’inizio di aprile, eravamo ancora alle prese con una campagna elettorale e qualcuno pensò di potersene servire montando ad hoc una sterile polemica

 Juno, premiato agli Oscar per la miglior sceneggiatura originale, non è un film sull’aborto. Né pro né contro, per questo motivo utilizzarlo per i propri fini propagandistici può costare una raffica di pomodori e uova marce… Ma questa, come direbbe qualcuno, è un’altra storia.  Juno è un film divertente e piacevole, dove il ritmo delle battute, l’anticonformismo giovanilista e la simpatia degli interpreti concorrono a realizzare una storia “che scorre via come l’acqua fresca d’estate”.

Storia di questi giorni invece, quella che vede coinvolte ben 17 minorenni del liceo di Gloucester Massachusetts che volontariamente hanno deciso di rimanere incinte. Il patto era quello di fare figli per riceverne l’amore incondizionato e per allevarli insieme, senza sposarsi. Secondo la signora Carolyn Kirk, sindaco di Gloucester, sul patto tra le 17 giovani potrebbe avere influito il film Juno. Insomma, più che un film una sorta cataclisma…

Chi ha dato vita a tutto ciò è la sceneggiatrice (non che blogger) esordiente Diablo Cody (all’anagrafe Brook Busey, classe 1979) di cui ormai tutti conoscono il passato prima come spogliarellista e poi come telefonista erotica. Esperienze buone per aumentare la propria conoscenza della natura umana e probabilmente per costruirsi quel bagaglio di sarcasmo e simpatica strafottenza che caratterizza il personaggio protagonista della sua prima sceneggiatura. Leggenda o no dello star system hollywoodiano, per chi non conoscesse le avventure di Diablo Cody dal 10 giugno nelle librerie italiane è disponibile Candy Girl. Memorie di una ragazzaccia perbene, l’autobiografia di una lap dancer…

Scritto da EDN

martedì 24 giugno, 2008. alle 21:30