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Obama: il discorso della vittoria
Il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America: “Il cambiamento è arrivato”
Se c’è qualcuno là fuori che ancora dubita che gli Stati Uniti siano un posto in cui tutto sia possibile, che dubita che il sogno dei nostri fondatori sia ancora vivo, che si interroga sul potere della nostra democrazia: questa notte ha avuto una risposta.
E’ la risposta di giovani e anziani, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, bianchi e neri, ispanici, asiatici e indiani d’America, gay e etero, disabili e non disabili. Gli americani hanno lanciato un messaggio al mondo: non siamo mai stati un insieme qualunque di individui o un insieme di stati blu o rossi. Siamo e saremo per sempre gli Stati Uniti d’America.
Yes We Can. America siamo arrivati fin qui. Abbiamo visto così tanto, ma c’è ancora molto da fare. Questa notte dobbiamo chiederci se i nostri bambini vivranno abbastanza per vedere il prossimo secolo, se le mie figlie saranno così fortunate da vivere più di cento anni. Quali cambiamenti vedranno? Quali progressi avremo fatto? Adesso possiamo rispondere a questa domanda.
E’ il nostro momento.
E’ il nostro tempo.
E’ ora di ridare un lavoro alla gente, dare opportunità ai nostri ragazzi, ristabilire prosperità, promuovere la pace, riaffermare il sogno americano. Ribadire una grande verità: che tra tanti siamo uno solo, che mentre respiriamo speriamo e quando ci scontriamo con scetticismo, dubbio o incontriamo chi dice che non possiamo, noi risponderemo loro con un credo senza tempo che rappresenta lo spirito di un popolo: Yes We Can.
Chicago, Grant Park, 4 Novembre 2008
Yes we can (read)
Dalla periferia dell’Impero – Non possiamo votare, ma almeno ci possiamo informare.
Martedì 4 novembre l’America cambia. Cambia se vince le elezioni presidenziali il candidato repubblicano, il senatore John McCain, perché per la prima volta arriverà alla Casa Bianca un presidente repubblicano non legato all’ala conservatrice e perché ci sarà una vice presidente donna: Sarah Palin. Cambierà invece se vincerà il senatore democratico Barack Obama, non solo e non tanto perché andrà alla Casa Bianca il primo presidente afro-americano, ma soprattutto perché Barack Obama esprime una cultura del dopo guerra fredda e del superamento della guerra in Vietnam. E’ dunque un uomo che esprime i valori del terzo millennio. Abbondano i libri dedicati ai candidati: Barack Obama i sogni di mio padre e Barack Obama l’audacia della speranza, rispettivamente la biografia e la filosofia di Barack Obama. Letture cardine per chiunque voglia avvicinarsi al mondo del leader democratico.
Abbiamo meno volumi, invece, dedicati a McCain: John McCain. Tutte le guerre di Maverick (Maverick era un uomo del far west che non voleva andare d’accordo con nessuno, assolutamente indipendente, ed è ovviamente il soprannome di John McCain) insomma il manifesto della filosofia del leader repubblicano, poi ancora La fede dei miei padri e Un’odissea americana.
Fra gli altri volumi segnaliamo: Obama. Storia dell’uomo che fa sognare l’America di David Mandell, il bipartisan Mccain Obama. Manifesti per la nuova America con prefazione di Massimo Gaggi, La corsa più lunga, Perché Obama. La sfida dell’altra America, Sulla razza, Yes we can e La promessa Americana i discorsi di Barack Obama durante la corsa alla presidenza. Il mondo dell’editoria non si è lasciato sfuggire un avvenimento come le prossime elezioni decisive per gli States e probabilmente per tutti noi.





