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	<title>il Corriere della Letteratura &#187; David Foster Wallace</title>
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	<description>Bollettino periodico di lettere, arti e aneddotica.</description>
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		<title>il Corriere della Letteratura &#187; David Foster Wallace</title>
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		<title>Sparare a zero</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Baricco]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
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		<category><![CDATA[Jonathan Franzen]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante l&#8217;annuale festival del New Yorker, il primo ottobre di quest&#8217;anno, Jonathan Franzen ha detto che David Foster Wallace avrebbe inventato almeno in parte &#8211; e, potenzialmente, una gran parte &#8211; le sue opere di non-fiction. La discussione si focalizza su Una cosa divertente che non farò mai più, il reportage di una crociera di lusso che Foster Wallace scrisse [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=1365&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1367" title="Michael Chabon, Jonathan Franzen, Tom Wolfe &amp; Gore Vidal" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2011/11/tom-wolfe-gore-vidal-michael-chabon-jonathan-franzen.png?w=600&#038;h=415" alt="" width="600" height="415" />Durante l&#8217;annuale festival del <em>New Yorker</em>, il primo ottobre di quest&#8217;anno, Jonathan Franzen ha detto che David Foster Wallace avrebbe inventato almeno in parte &#8211; e, potenzialmente, una gran parte &#8211; le sue opere di non-fiction. La discussione si focalizza su <em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875212562/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=ilcorridellal-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8875212562">Una cosa divertente che non farò mai più</a><img style="border:none!important;margin:0!important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=ilcorridellal-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8875212562" border="0" alt="" width="1" height="1" /></em>, il reportage di una crociera di lusso che Foster Wallace scrisse nel 1996 per la rivista <em>Harper’s</em>. David Remnick, direttore del <em>New Yorker</em>, intervistava lo scrittore di <em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/880619111X/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=ilcorridellal-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=880619111X">Libertà</a><img style="border:none!important;margin:0!important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=ilcorridellal-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=880619111X" border="0" alt="" width="1" height="1" /> </em>a proposito delle differenze tra fiction e non-fiction:</p>
<blockquote><p><strong>Remnick:</strong> Beh, io, mi affascinava molto sentire&#8230; che esistono persone secondo le quali è g- che hanno una sorta di approccio postmoderno alla questione fiction/non-fiction, che si tratta sempre di scrittura, e che i problemi legati ai fatti, alla fattualità e, insomma, è roba giurassica, antiquata, e che Kapuscinski fa bene a fare quello che fa e in qualche modo a inventare, perché fondamentalmente non è che una metafora della Polonia stessa. E si potrebbero citare altri scrittori che hanno un punto di vista diverso su realtà e finzione&#8230; Tu sei piuttosto rigido nello stabilire una linea di confine. Cioè, per te qualcuno che-</p>
<p><strong>Franzen (interrompendo):</strong> [incomprensibile]</p>
<p><strong>Remnick:</strong> -dichiara di scrivere non-fiction e mente-</p>
<p><strong>Franzen:</strong> Sì.</p>
<p><strong>Remnick:</strong> -sta ingannando il lettore, e in un certo modo è come se ammettesse di aver falsificato-</p>
<p><strong>Franzen:</strong> David e io eravamo in disaccordo su questo.</p>
<p><strong>Remnick:</strong> David?</p>
<p><strong>Franzen:</strong> Sì, Dave Wallace.</p>
<p><strong>Remnick:</strong> Quindi secondo Wallace andava bene-</p>
<p><strong>Franzen:</strong> Sì, perché lui-</p>
<p><strong>Remnick:</strong> Diceva che era giusto inventare i dialoghi su una nave da crociera?</p>
<p><strong>Franzen:</strong> Sì, per esempio. Ah&#8230;</p>
<p><strong>Remnick:</strong> Questa cosa mi spezza il cuore.</p>
<p><strong>Franzen:</strong> Lo so, lo so. No, quelle cose non sono accadute davvero. Avrai notato che non ha mai pubblicato non-fiction sulla tua rivista.</p>
<p><strong>Remnick: </strong>Non perché non ci abbia provato, ma questa è un&#8217;altra storia, però&#8230; però&#8230;</p>
<p><strong>Franzen:</strong> Avrebbe dovuto, forse pensava che&#8230;</p>
<p><strong>Remnick:</strong> Non avrebbe retto alla prova dei fatti.</p>
<p><strong>Franzen: </strong>Penso che i controllori dei fatti&#8230; e, per me, i controllori dei fatti, io, uh, ho un certo timore di loro.</p>
<p><strong>Remnick:</strong> Bene [ride].</p>
<p><strong>Franzen:</strong> Ma è, sai, è un po&#8217; come le linee che delimitano il campo da tennis. Quello è stato un grande colpo, l&#8217;unico problema è che la palla era mezzo metro oltre la linea di fondo. Io non ce l&#8217;avrei fatta&#8230;</p>
<p><strong>Remnick:</strong> Ma David l&#8217;ha chiamata dentro.</p>
<p><strong>Franzen:</strong> Beh, sì, voglio dire&#8230; Adoro quel pezzo di Dave sulla crociera, per cui non, non&#8230; sono, beh, sono due approcci piuttosto diversi.</p></blockquote>
<p>Ad oggi non sono emersi ulteriori commenti sulla vicenda. Franzen non si è più pronunciato sulla correttezza del suo amico e <em>Harper’s Magazine </em>non ha rilasciato dichiarazioni. Probabilmente non era in discussione la veridicità dei fatti narrati da Foster Wallace, quanto la componente di attendibilità presente nei romanzieri assunti per scrivere articoli in grado di reggere una scrupolosa indagine dei fatti. Le riviste ed i quotidiani che commissionano non-fiction a scrittori di fiction particolarmente estrosi sono alla ricerca di una maggiore visibilità e leggibilità. Quanti editori o direttori rischierebbero di farsi spezzare il cuore pur di pubblicare un articolo umoristico di David Foster Wallace?</p>
<p>La recente uscita di <em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8875213615/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=ilcorridellal-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8875213615">Come diventare se stessi. David Foster Wallace si racconta</a><img style="border:none!important;margin:0!important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=ilcorridellal-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8875213615" border="0" alt="" width="1" height="1" /></em>, il materiale registrato dal giornalista David Lipsky durante la tournée di lancio di <em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806178725/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=ilcorridellal-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8806178725">Infinite Jest</a><img style="border:none!important;margin:0!important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=ilcorridellal-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8806178725" border="0" alt="" width="1" height="1" /></em>, e quella del romanzo postumo e incompiuto <em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806203355/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=ilcorridellal-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8806203355">Il re pallido</a><img style="border:none!important;margin:0!important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=ilcorridellal-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8806203355" border="0" alt="" width="1" height="1" /> </em>ha risvegliato una certa curiosità per l&#8217;autore statunitense, se non proprio da parte dei lettori che sono sempre stati piuttosto attenti, certamente da parte di alcuni autori. Sul Venerdì di Repubblica del 28 ottobre la storia di copertina è dedicata ad Alessandro Baricco e al suo ultimo romanzo <em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807018624/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=ilcorridellal-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8807018624">Mr Gwyn</a><img style="border:none!important;margin:0!important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=ilcorridellal-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8807018624" border="0" alt="" width="1" height="1" /></em> e finalmente si parla di arte. Lo scrittore torinese sostiene di non aver mai pensato che scrivendo libri facesse opere d&#8217;arte, «non lo penso neanche quando li leggo.» In realtà nemmeno io leggendoli. La Domenica del Sole 24 Ore del 6 novembre ha dedicato un graffiante trafiletto all&#8217;infelice battuta dell&#8217;autore di <em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807819694/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=ilcorridellal-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8807819694">Castelli di rabbia</a><img style="border:none!important;margin:0!important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=ilcorridellal-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8807819694" border="0" alt="" width="1" height="1" /></em>:</p>
<blockquote><p>«Non ho mai pensato che scrivendo libri facessi opere d&#8217;arte», ammette Alessandro Baricco. Ne avevate forse dubitato? A crederlo erano solo le professoresse democratiche innamorate del ricciolone piemontese e gli estimatori delle scuole di scrittura.</p></blockquote>
<p>Cos&#8217;è l&#8217;arte dunque per Baricco: per esempio &#8220;l&#8217;idea di istallazione artistica. Che spesso è la somma di un discorso economico, letterario, teatrale, e perfino biografico. Fondare una scuola, aprire un teatro, inventare un certo modo di fare televisione sono operazioni più simili all&#8217;arte che all&#8217;artigianato. L&#8217;iPhone, che è la risultante di molte cose, vi è certamente più vicino che non <em>Infinite Jest</em> di Foster Wallace.&#8221; Quindi fondare una scuola di scrittura potrebbe essere considerata un&#8217;opera d&#8217;arte, in più scomodiamo anche l&#8217;iPhone (d&#8217;altronde parla di &#8220;discorso economico&#8221;) l&#8217;icona di <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804616326/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=ilcorridellal-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8804616326">Steve Jobs</a><img style="border:none!important;margin:0!important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=ilcorridellal-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8804616326" border="0" alt="" width="1" height="1" /> a sua volta già idolo, o forse il contrario.</p>
<p>Questo paragone, magari un po&#8217; iperbolico è davvero difficile da digerire. Non ci sarà un <em>Infinite Jest</em> 3 o 4, gli iPhone saranno dimenticati e fra pochi anni visti come emblema di una tecnologia superata, anche se non escludo la loro presenza nei musei, per l&#8217;appunto.</p>
<p>Per la traduzione della conversazione fra Jonathan Franzen e David Remnick pubblicata su <em>The Awl </em>in <a title="A Supposedly True Thing Jonathan Franzen Said About David Foster Wallace" href="http://www.theawl.com/2011/10/a-supposedly-true-thing-jonathan-franzen-said-about-david-foster-wallace">A Supposedly True Thing Jonathan Franzen Said About David Foster Wallace</a> mi sono avvalso della puntuale collaborazione di axolotl.</p>
<br />Filed under: <a href='http://eremoletterario.com/category/letteratura/'>Letteratura</a> Tagged: <a href='http://eremoletterario.com/tag/alessandro-baricco/'>Alessandro Baricco</a>, <a href='http://eremoletterario.com/tag/david-foster-wallace/'>David Foster Wallace</a>, <a href='http://eremoletterario.com/tag/david-remnick/'>David Remnick</a>, <a href='http://eremoletterario.com/tag/jonathan-franzen/'>Jonathan Franzen</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/1365/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/1365/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/1365/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=1365&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ironia</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 15:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[Italo Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[L'incanto del lotto 49]]></category>
		<category><![CDATA[La scopa del sistema]]></category>
		<category><![CDATA[Se una notte d'inverno un viaggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Pynchon]]></category>

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		<description><![CDATA[Ironia è la parola che compare con maggiore frequenza nelle recensioni passate e presenti di La scopa del sistema di David Foster Wallace. ironia 1 Atteggiamento di bonaria irrisione, di superiore distacco dalle cose: osservare le vicende umane con i. 2 Messa in ridicolo, sarcastica deformazione di una cosa, di una persona, di un concetto ecc.: fare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=622&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ironia è la parola che compare con maggiore frequenza nelle recensioni passate e presenti di <em>La scopa del sistema</em> di David Foster Wallace.</p>
<h5><strong>ironia</strong></h5>
<ul>
<li><strong>1</strong> Atteggiamento di bonaria irrisione, di superiore distacco dalle cose: <em>osservare le vicende umane con i.</em></li>
<li><strong>2</strong> Messa in ridicolo, sarcastica deformazione di una cosa, di una persona, di un concetto ecc.: <em>fare dell&#8217;i.</em>; scherzo crudele, beffa: <em>per i. della sorte</em></li>
<li><strong>3</strong> Dissimulazione del proprio pensiero o della verità, affermando il loro contrario o parzialmente nascondendoli; costituisce anche una figura retorica</li>
</ul>
<p>Il sospetto è che si riferissero sempre e comunque al primo significato. D&#8217;altronde non deve affatto sembrare strano, le vicende &#8220;umana&#8221; narrate da Wallace sono osservate con superiore distacco e bonaria irrisione. Ironia però, etimologicamente proviene dal latino <em>ironiam</em> e dal greco <em>eironéia</em> ovvero &#8220;finzione&#8221;. Cosa dire, fine del problema.</p>
<p>L&#8217;ironia presente in <em>La scopa del sistema</em> a mio parere è da intendersi nel terzo significato. Cosa afferma Wallace? Di cosa ci parla? Quale filosofia? O quale cosmovisione? Tutto e il contrario di tutto, tutto viene perfettamente dissimulato e tutto è finzione. In quarta di copertina si parla del potere delle storie. No, questo libro parla del potere della finzione e delle finzioni. L&#8217;abilità e la capacità di creare e in questo senso ricorda tanto <em>Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore</em>. Non è semplicemente un manifesto della creatività dell&#8217;autore o un esercizio di stile (o di scrittura creativa), ma uno stimolo a creare e a narrare una storia, anche la propria, perché tutti ne abbiamo una. In questo romanzo corale, quando sul più bello troviamo la chiave di volta e di lettura delle mille storie che ci vengono narrate, tutto salta e tutto precipita e quando pensavamo di aver individuato nell&#8217;opaca figura di Lenore il personaggio principale &#8211; la direttrice del coro suo malgrado &#8211; la saga è ormai finita. C&#8217;è molto di Thomas Pynchon e moltissimo de <em>L&#8217;incanto del lotto 49</em>. Lenore Beadsman è Oedipa Maas, la nonna misteriosamente scomparsa di Lenore è Pierce Inverarity, il compagno di Lenore Rick Vigorous è il marito di Oedipa Mucho Maas (Vigorous-Mucho Mas&#8230;) e si potrebbe andare avanti, sento odore di breccia&#8230;</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2010/02/dsc03021.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-625" title="ironia" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2010/02/dsc03021.jpg?w=663&#038;h=498" alt="" width="663" height="498" /></a></p>
<p>Tanti personaggi, ognuno con la sua storia, il più esilarante di questi è senz&#8217;altro l&#8217;analista terapeutico Dr. Jay Curtis di cui ci vengono offerte le trascrizioni delle sedute. Il paziente è legato a una sedia posta su dei piccoli binari già nella sala d&#8217;aspetto. Allo scoccare dell&#8217;ora un paziente esce e uno entra automaticamente (i due si incrociano a metà cammino). Il competente dottor Jay non si limita ad ascoltare il paziente in cura, bensì lo provoca trovando ai vari sintomi risposta nell&#8217;ansia igienista &#8211; teorizzata in <em>Conferenze sull&#8217;igiene</em> dall&#8217;oscuro luminare Olaf Blentner. Quando il dottor Jay ha raccolto le informazioni &#8220;di cui ha bisogno&#8221; inizia a sentire odore di breccia (JAY Quasi boccheggio, tanto forte è il tanfo di breccia), riferendosi immagino alla possibilità di aver colto nel segno, ma non c&#8217;è nulla di figurato dato che il nostro dottore indossa nel bel mezzo della seduta una maschera antigas&#8230;</p>
<p style="padding-left:30px;">Norman Bombardini &#8211; Ms Beadsman, spero che lei non sia sardonica. Lei non è una di quelle ragazze sardoniche, vero? Mia moglie è sardonica. O meglio era sardonica. O piuttosto era mia moglie. La gente sardonica mi rende incontrollabilmente famelico, il che costituisce una non trascurabile minaccia per il sardonico di turno.</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:right;"><em>La scopa del sistema</em>, p. 107</p>
<p style="text-align:left;">A mio parere questo è il miglior romanzo di David Foster Wallace, pensare che lo abbia scritto a soli ventiquattro anni mi mette i brividi.</p>
<br />Filed under: <a href='http://eremoletterario.com/category/letteratura/'>Letteratura</a>, <a href='http://eremoletterario.com/category/libri/'>Libri</a>, <a href='http://eremoletterario.com/category/letteratura/recensione/'>Recensione</a> Tagged: <a href='http://eremoletterario.com/tag/david-foster-wallace/'>David Foster Wallace</a>, <a href='http://eremoletterario.com/tag/italo-calvino/'>Italo Calvino</a>, <a href='http://eremoletterario.com/tag/lincanto-del-lotto-49/'>L'incanto del lotto 49</a>, <a href='http://eremoletterario.com/tag/la-scopa-del-sistema/'>La scopa del sistema</a>, <a href='http://eremoletterario.com/tag/se-una-notte-dinverno-un-viaggiatore/'>Se una notte d'inverno un viaggiatore</a>, <a href='http://eremoletterario.com/tag/thomas-pynchon/'>Thomas Pynchon</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/622/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=622&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>, e fuori c&#8217;è un casino di verde.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citazione]]></category>
		<category><![CDATA[È tutto verde]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[La ragazza dai capelli strani]]></category>

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		<description><![CDATA[È TUTTO VERDE di David Foster Wallace Lei dice non m’importa se mi credi o no, è la verità, poi tu credi pure a quello che ti pare. Quindi è sicuro che mente. Quando è la verità si fa in quattro per cercare di farti credere a quello che dice. Perciò sento di non avere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=588&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È TUTTO VERDE<br />
di David Foster Wallace</p>
<p>Lei dice non m’importa se mi credi o no, è la verità, poi tu credi pure a quello che ti pare. Quindi è sicuro che mente. Quando è la verità si fa in quattro per cercare di farti credere a quello che dice. Perciò sento di non avere dubbi.<br />
Si rasserena e guarda dall’altra parte, lontano, ha l’aria furba con la sigaretta sotto la luce che entra dalla finestra bagnata, e io non so cosa mi sento di dire.<br />
Dico Mayfly, con te non so più cosa fare o cosa dire o cosa credere. Ma ci sono delle cose che so per certe. So che io sto diventando vecchio e tu no. E che ti do tutto quello che ho da darti, con le mani e con il cuore. Tutto quello che ho dentro di me l’ho dato a te. Tengo duro e lavoro sodo ogni giorno. Ho fatto di te l’unica ragione che ho per fare quello che faccio sempre. Ho cercato di costruire una casa per te, una casa di cui facessi parte, e che fosse una bella casa.<br />
Mi rassereno anch’io e getto il fiammifero nel lavandino insieme ad altri fiammiferi, piatti, una spugna e cose del genere.<br />
Dico Mayfly il mio cuore ha fatto il giro del mondo e ritorno per te ma ho quarantotto anni. È ora che la smetto di lasciarmi semplicemente trascinare dalle cose. Devo usare quel po’ di tempo che ancora mi resta per cercare di sistemare tutto e stare bene. Devo provare a stare come ho bisogno di stare. In me ci sono delle esigenze che tu non riesci neanche più a vedere, perché ci sono troppe esigenze tue di mezzo.<br />
Lei non dice nulla e io guardo la sua finestra e sento che lei sa che io so, e seduta sul mio divano fa un movimento. Ripiega le gambe sotto di sé, ha un paio di pantaloncini.<br />
Dico in fondo non mi importa di quello che ho visto o credo di aver visto. Non è più quello il punto. So che io sto diventando vecchio e tu no. Ma ora mi sento come se ci fosse tutto me stesso che va verso di te e in cambio non mi viene più niente.<br />
Ha i capelli tirati su con un fermaglio e delle forcine e si tiene il mento con la mano, è mattina presto, sembra che stia sognando rivolta verso la luce pulita che entra dalla finestra bagnata sopra il mio divano.<br />
È tutto verde, dice. Guarda come è tutto verde Mitch. Come fai a dire di provare certe cose quando fuori è tutto così verde.<br />
La finestra sopra il lavello del mio cucinino è stata ripulita dal violento acquazzone di stanotte e ora è una mattina di sole, è ancora presto, e fuori c’è un casino di verde. Gli alberi sono verdi e quel po’ d’erba che c’è oltre i dossi artificiali è verde e liscia. Ma non è tutto quanto verde. Le altre roulotte non sono verdi e il mio tavolino lì fuori con le pozzanghere allineate e le lattine di birra e le cicche che galleggiano nel portacenere non è verde, né il mio furgone, o la ghiaia della piazzola, o il triciclo che sta rovesciato su un fianco sotto un filo per il bucato senza bucato accanto alla roulotte vicina, dove c’è uno che ha fatto dei bambini.<br />
È tutto verde sta dicendo lei. Lo sta sussurrando e il sussurro non è più rivolto a me, lo so.<br />
Getto la sigaretta e volto le spalle al mattino con il sapore di qualcosa di vero in bocca. Mi volto verso di lei che sta sul divano in piena luce.<br />
Da dov’è seduta sta guardando fuori, e io guardo lei, e c’è qualcosa in me che non si riesce a chiudere, nel guardarla. Mayfly ha un corpo. È lei la mia mattina. Dite il suo nome.</p>
<p><em>David Foster Wallace, La ragazza dai capelli strani<br />
traduzione di Martina Testa, minimum fax</em></p>
<br />Pubblicato in: Citazione Tagged: È tutto verde, David Foster Wallace, La ragazza dai capelli strani <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/588/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/588/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/588/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=588&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Questa è l&#8217;acqua, questa è l&#8217;acqua&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 00:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>axolotl</dc:creator>
				<category><![CDATA[Punti di Vista]]></category>
		<category><![CDATA[configurazione standard]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[questa è l'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[The Guardian]]></category>

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		<description><![CDATA[David Foster Wallace, scomparso il 12 settembre, è stato probabilmente il più brillante scrittore americano della sua generazione. Eremo Letterario offre ai suoi lettori la traduzione italiana di un discorso rivolto ad una classe di laureandi del Kenyon College (Ohio), e pubblicato per la prima volta dal quotidiano inglese The Guardian il 20 settembre. In [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=334&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>David Foster Wallace, scomparso il 12 settembre, è stato probabilmente il più brillante scrittore americano della sua generazione. Eremo Letterario offre ai suoi lettori la traduzione italiana di un discorso rivolto ad una classe di laureandi del Kenyon College (Ohio), e pubblicato per la prima volta dal quotidiano inglese <span style="font-style:normal;"><a href="http://www.guardian.co.uk/books/2008/sep/20/fiction">The Guardian</a></span> il 20 settembre. In queste righe Foster Wallace riflette, con il suo inconfondibile stile lucido, ironico e partecipe insieme, sulle difficoltà della vita quotidiana, e sul &#8220;riuscire ad arrivare ai trent&#8217;anni, o ai cinquanta, senza che vi venga voglia di spararvi un colpo in testa&#8221;.</em></p>
<h2 style="text-align:center;"><strong>I classici problemi e sentimenti fuori moda</strong></h2>
<p>Ci sono questi due giovani pesci che nuotano insieme, e a un certo punto incontrano un pesce più vecchio che nuota in direzione opposta, il quale fa un cenno di saluto e dice, &#8220;&#8216;Giorno, ragazzi, com&#8217;è l&#8217;acqua?&#8221;. I due giovani pesci continuano a nuotare per un po&#8217;, e infine uno dei due si rivolge all&#8217;altro e fa, &#8220;Che diavolo è l&#8217;acqua?&#8221;</p>
<p>Se temete che io intenda presentarmi a voi come il pesce vecchio che spiega cos&#8217;è l&#8217;acqua, non preoccupatevi. Non sono il vecchio e saggio pesce. Il punto fondamentale della storiella dei pesci è che le realtà più ovvie, ubique e importanti spesso sono quelle più difficili da vedere e di cui è più difficile parlare. Detto in questi termini, naturalmente, non è che un luogo comune -ma il fatto è che, nelle trincee quotidiane dell&#8217;esistenza adulta, i luoghi comuni possono essere una questione di vita o di morte. Potrebbe suonare come un&#8217;iperbole, o un&#8217;insensata astrazione. Scendiamo nel concreto, allora&#8230;</p>
<p>Viene fuori che una grossa percentuale delle cose di cui tendo ad essere automaticamente sicuro è  completamente sbagliata e illusoria. Ecco un esempio dell&#8217;assoluta erroneità di qualcosa di cui tendo ad essere automaticamente certo: ogni cosa, nella mia esperienza immediata, conferma la mia profonda convinzione che sono io il centro assoluto dell&#8217;universo, la persona più reale, vivida e importante che esista. Raramente parliamo di questa sorta di egocentrismo naturale, di base, perché ispira una forte repulsione sociale, ma in fondo lo stesso vale per ognuno di noi. È la nostra configurazione standard, quella che ci ritroviamo installata nei nostri circuiti a partire dalla nascita. Pensateci: nessuna delle esperienze che avete vissuto era incentrata su qualcuno che non foste voi stessi. Il mondo di cui fate l&#8217;esperienza è proprio di fronte a voi, o dietro di voi, o alla vostra sinistra, o alla vostra destra, sul vostro teleschermo, sul vostro monitor, o quel che è. I pensieri e i sentimenti degli altri vi devono essere comunicati in qualche modo, ma i vostri sono così immediati, urgenti, reali -ci siamo capiti. Ma vi prego, non temete che mi metta a predicarvi la compassione o l&#8217;empatia o le cosiddette &#8220;virtù&#8221;. Non è una questione di virtù -è una questione di scegliere se impegnarmi a modificare o a liberarmi dalla mia conformazione standard, naturale, impiantata nei circuiti, che consiste nell&#8217;essere profondamente e letteralmente incentrato su di me, nell&#8217;osservare ed interpretare ogni cosa attraverso questa lente del sé.</p>
<p>Per fare un esempio, poniamo che oggi sia una giornata normale<span id="more-334"></span>, vi alzate al mattino, vi recate sul luogo del vostro impegnativo lavoro, e lavorate sodo per nove o dieci ore, e alla fine della giornata siete stanchi, sfiniti, e volete soltanto tornare a casa, fare una buona cena e magari rilassarvi per un paio d&#8217;orette e poi andare in branda presto, perché il giorno dopo vi toccherà alzarvi e rifare tutto da capo. Ma in quel momento vi ricordate che non avete più cibo a casa -non avete avuto tempo per fare la spesa questa settimana, per via del vostro impegnativo lavoro- e quindi adesso, dopo il lavoro, vi tocca mettervi in auto e andare al supermercato. Siamo alla fine della giornata lavorativa, e il traffico è pesante, per cui ci vuole più tempo per arrivare al negozio, e quando finalmente siete lì il supermercato è affollatissimo, perché naturalmente è l&#8217;unico momento in cui tutti gli altri lavoratori riescono ad andare a far compere, e il negozio è di una luminosità fluorescente e spaventosa, e al suo interno vengono diffuse innocue musichette che uccidono l&#8217;anima, o un pop commerciale, ed è l&#8217;ultimissimo posto in cui vorreste essere, ma non è che potete entrare e uscire velocemente: dovete vagare lungo tutte le corsie affollate dell&#8217;immenso e iperilluminato negozio per trovare ciò che volete, e dovete manovrare il vostro carrello pieno di cianfrusaglie in mezzo a tutte le altre persone stanche che si affrettano con i loro carrelli, e poi naturalmente ci sono quei vecchi glacialmente lenti e gli sballati e i ragazzi che vi bloccano la corsia, e dovete stringere i denti e cercare di chiedere loro gentilmente di lasciarvi passare, e dopo tutto questo, alla fine, avete le vostre provviste per la cena, solo che adesso viene fuori che non ci sono abbastanza casse aperte, malgrado sia l&#8217;ora di punta, per cui la fila è incredibilmente lunga, che è una cosa stupida e vi fa infuriare, ma non potete riversare la vostra furia sulla donna che sta lavorando freneticamente alla cassa.</p>
<p>Ad ogni modo, riuscite ad arrivare in cima alla fila, pagate il vostro cibo, e aspettate che l&#8217;assegno o la carta vengano riconosciuti da una macchina, e quindi vi sentite dire &#8220;buona giornata&#8221; in una voce che è chiaramente la voce della morte, e poi vi tocca portare le vostre inquietanti e logorate buste di plastica con dentro la vostra spesa nel vostro carrello attraverso il parcheggio affollato, dissestato e ghiaioso, e cercare di sistemare le buste nella vostra macchina in modo che durante il ritorno a casa la spesa non fuoriesca dai sacchetti e si metta a rotolare nell&#8217;abitacolo, e poi dovete ritornare a casa guidando attraverso il traffico lento, pesante e infestato di SUV dell&#8217;ora di punta.</p>
<p>Il punto è che piccole e frustranti cazzate come questa sono esattamente quelle che richiedono una scelta. Perché le code e le corsie affollate e le lunghe file alla cassa mi danno tempo di pensare, e se non compio una scelta cosciente riguardo al modo di pensare e alle cose a cui prestare attenzione, mi ritroverò incazzato e depresso ogni volta che vado a far compere, perché la mia configurazione naturale è la certezza che situazioni come questa in realtà riguardano solamente me, la mia fame e la mia stanchezza e il mio desiderio di tornarmene semplicemente a casa, e sembrerà che tutti gli altri mi stiano solamente tra i piedi, e chi è tutta questa gente che mi sta tra i piedi? E guardate quanto sia repellente la maggior parte di loro, e quanto sembrino stupidi e bovini e vitrei e inumani qui in coda alla cassa, o quanto siano fastidiose e scortesi le persone che parlano a voce alta al telefonino in mezzo alla fila, e guardate quanto tutto questo sia profondamente ingiusto: ho lavorato sodo tutto il giorno, sto morendo di fame e sono stanco, e non posso neppure tornare a casa a mangiare e rilassarmi per colpa di questi maledetti stupidi.</p>
<p>Oppure, se mi trovo in una modalità socialmente orientata della mia configurazione standard, posso trascorrere il tempo in mezzo al traffico ad arrabbiarmi e sentirmi disgustato di fronte agli enormi, stupidi e ingombranti SUV e Hummer e pickup V12 che bruciano le loro tossiche e menefreghiste taniche da quaranta galloni di benzina, e posso rimuginare sul fatto che gli adesivi patriottici o religiosi sui paraurti sembrano trovarsi sempre sui veicoli più grandi e disgustosamente menefreghisti, guidati dai conducenti più brutti, arroganti e aggressivi, che di solito stanno parlando al telefonino mentre tagliano la strada alla gente per poter avanzare di sei stupidi metri nella coda, e posso pensare a quanto ci disprezzeranno i figli dei nostri figli per aver sprecato tutto il carburante del futuro e probabilmente per aver incasinato il clima, e a quanto siamo tutti viziati, stupidi e disgustosi, e a quanto faccia schifo tutto questo&#8230;</p>
<p>Se scelgo di pensare a questo modo, bene, lo facciamo in tanti -non fosse che pensare in questo modo tende ad essere così semplice e automatico che non si tratta di una scelta. Pensare in questo modo è la mia configurazione standard. È il modo automatico e inconsapevole in cui penso quando mi trovo in quelle situazioni noiose, frustranti e affollate della vita di un adulto nelle quali agisco in base all&#8217;automatica e inconsapevole convinzione che io sono il centro del mondo, e che i miei bisogni immediati e i miei sentimenti sono ciò che dovrebbe determinare le priorità del mondo. Il fatto è che ovviamente ci sono modi diversi di pensare a situazioni di questo tipo. In questo traffico, tutti questi veicoli fermi e ozianti sulla mia strada: non è impossibile che alcune delle persone in questi SUV abbiano subito in passato qualche orribile incidente d&#8217;auto, e per loro adesso guidare è così traumatico che i loro psicoterapeuti hanno praticamente ordinato loro di prendersi un grande e grosso SUV, in modo che si sentano abbastanza sicuri da poter guidare; o che l&#8217;Hummer che mi ha appena tagliato la strada potrebbe essere guidato da un padre il cui figlioletto giace ferito o malato nel sedile di fianco a lui, e che cerca di raggiungere in fretta l&#8217;ospedale, e la sua fretta è assai superiore e più giustificata rispetto alla mia -sono io, in realtà, a stargli tra i piedi.</p>
<p>Di nuovo, vi prego di non pensare che io vi stia dando qualche consiglio morale, o che stia dicendo che &#8220;dovreste&#8221; pensare in questo modo, o che qualcuno si aspetta che lo facciate automaticamente, perché è difficile, richiede volontà e sforzo mentale, e se siete come me in alcuni giorni non sarete in grado di farlo, o più semplicemente non ne avrete voglia. Ma la maggior parte dei giorni, se siete abbastanza consapevoli da poter scegliere, potete scegliere di guardare diversamente questa signora grassa, vitrea e ipertruccata che ha appena urlato in faccia al figlioletto mentre siete in coda alla cassa -forse non è sempre così; forse è stata sveglia per tre notti di fila a reggere la mano del marito che sta morendo di cancro alle ossa, o forse questa stessa donna è l&#8217;impiegata di basso livello della motorizzazione che non più tardi di ieri ha aiutato il vostro coniuge a risolvere un angosciante problema di protocollo tramite un qualche atto di cortesia burocratica. Chiaramente, nessuna di queste cose è probabile, ma al tempo stesso non è impossibile -dipende soltanto da ciò che volete prendere in considerazione. Se siete automaticamente sicuri di conoscere qual è la realtà, e chi e cosa è davvero importante -se volete operare secondo la vostra configurazione standard- allora voi, come me, non prenderete in considerazione possibilità che non siano insignificanti e fastidiose. Ma se imparate davvero come pensare, a cosa prestare attenzione, scoprirete che ci sono altre opzioni. Avrete il potere di vivere una situazione affollata, rumorosa, lenta, da inferno del consumatore, non soltanto come dotata di significato, ma anche sacra, animata dalla stessa forza che accende le stelle -compassione, amore, l&#8217;unità profonda di tutte le cose. Non è che questa roba mistica sia necessariamente vera: l&#8217;unica Verità con la V maiuscola è che siete voi a decidere in che modo cercare di guardarla. Siete voi a decidere coscientemente cosa ha significato e cosa non ne ha. Siete voi a decidere cosa venerare.</p>
<p>Perché c&#8217;è un&#8217;altra cosa vera, ed è questa: nelle trincee quotidiane della vita adulta, l&#8217;ateismo non esiste. È impossibile non venerare qualcosa. Tutti venerano. L&#8217;unica scelta che possiamo fare è cosa venerare. E un&#8217;ottima ragione per scegliere di venerare qualche specie di divinità o di ente spirituale -Gesù Cristo o Allah, Jahvè o la dea-madre di Wicca, le Quattro Nobili Verità o un qualche insieme infrangibile di principi etici- è che praticamente qualunque altra cosa voi veneriate finisce per mangiarvi vivi. Se venerate i soldi e gli oggetti -se è in essi che riponete il vero significato della vita-, non ne avrete mai abbastanza. Non sentirete mai di averne abbastanza. Questa è la verità. Venerate il vostro stesso corpo, la vostra bellezza e il vostro fascino, e vi sentirete sempre brutti, e quando il tempo e l&#8217;età inizieranno a farsi notare, morirete un milione di volte prima che essi vi abbandonino davvero. In un certo modo, tutta questa roba la sappiamo già -è stata codificata in forma di miti, proverbi, cliché, tranquillizzanti, epigrammi, parabole: lo scheletro di ogni grande storia. Il trucco è mantenere salda davanti a voi la verità nella consapevolezza quotidiana. Venerate il potere -vi sentirete deboli e impauriti, e avrete bisogno di un potere sempre maggiore sugli altri per tenere a distanza la paura. Venerate la vostra intelligenza, la vostra brillantezza -finirete col sentirvi stupidi, degli impostori, sempre sul punto di essere smascherati.</p>
<p>La cosa insidiosa di queste forme di culto non è il fatto che siano malvagie o peccaminose; è che sono inconsapevoli. Sono configurazioni standard. Sono quel tipo di culto nel quale scivolate lentamente, giorno dopo giorno, diventando sempre più selettivi riguardo a quello che osservate e al modo in cui misurate il valore, senza mai essere pienamente consapevoli che lo state facendo. E il mondo non vi impedirà di operare secondo la vostra configurazione standard, perché il mondo degli uomini e del denaro e del potere procede piuttosto gradevolmente con il carburante della paura e del disprezzo e della frustrazione e della bramosia e del culto di sé. La nostra attuale cultura ha imbrigliato queste forze in modi che hanno procurato una straordinaria ricchezza, comodità e libertà personale. Libertà di essere padroni dei nostri minuscoli regni, grandi quanto un cranio, da soli al centro dell&#8217;intera creazione. Questo tipo di libertà ha molti pregi. Ma ci sono molti tipi diversi di libertà, e del tipo più prezioso non sentirete parlare granché nel grande mondo dei trionfi e dei risultati e delle esibizioni. La libertà che davvero conta richiede attenzione, e consapevolezza, e disciplina, e sforzo, e la capacità di interessarsi davvero alle altre persone e di sacrificarsi per loro, continuamente, ogni giorno, in una moltitudine di piccoli e poco attraenti modi. Questa è la vera libertà. L&#8217;alternativa è l&#8217;inconsapevolezza, la configurazione standard, la &#8220;corsa di topi&#8221; -la costante e divorante sensazione di aver posseduto e perduto qualcosa di infinito.</p>
<p>So che questa roba probabilmente non suona divertente e briosa o particolarmente ispirante. Ma è, per quanto mi è dato di vedere, la verità, al netto di un bel po&#8217; di stronzate retoriche. Naturalmente, ne potete pensare quello che vi pare. Ma per favore, non liquidatelo come il sermone di un qualche professorone che agita il dito. Niente di tutto questo ha a che vedere con la morale, la religione o i dogmi, o con i grandi ed eleganti dilemmi sulla vita dopo la morte. La Verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda la possibilità di riuscire ad arrivare ai trent&#8217;anni, o ai cinquanta, senza che vi venga voglia di spararvi un colpo in testa. Riguarda la semplice consapevolezza -consapevolezza di quello che è così vero ed essenziale, così nascosto in bella vista attorno a tutti noi, che dobbiamo continuare a ripeterci costantemente: &#8220;<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8806199692/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=ilcorridellal-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8806199692">Questa è l&#8217;acqua</a><img style="border:none!important;margin:0!important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=ilcorridellal-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8806199692" border="0" alt="" width="1" height="1" />, questa è l&#8217;acqua.&#8221;</p>
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			<media:title type="html">axolotl</media:title>
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		<title>Un apprezzamento</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 05:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[Michiko Kakutani]]></category>
		<category><![CDATA[The New York Times]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presente articolo di Michiko Katutani è apparso sul New York Times il 14 settembre, una nuova collaboratrice di eremoletterario si è professionalmente adoperata per tradurre fedelmente le parole della più influente critica letteraria statunitense (nota ai più per le sue celebri stroncature). Certi di fare cosa gradita ai nostri lettori, questo post vuole essere un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=299&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presente articolo di </em><a href="http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/people/k/michiko_kakutani/index.html?inline=nyt-per"><em>Michiko Katutani</em></a><em> è apparso sul </em><a href="http://www.nytimes.com/2008/09/15/books/15kaku.html"><em>New York Times il 14 settembre</em></a><em>, una nuova collaboratrice di eremoletterario si è professionalmente adoperata per tradurre fedelmente le parole della più influente critica letteraria statunitense (nota ai più per le sue celebri stroncature). Certi di fare cosa gradita ai nostri lettori, questo post vuole essere un ultimo sentito saluto a un grandissimo scrittore &#8220;del nostro tempo&#8221;, fonte di ispirazione e citazioni fin dalla nascita di questo blog. </em></p>
<p><em>DFW Rest in Peace</em></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:left;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.nytimes.com/2008/09/15/books/15kaku.html"><img class="size-full wp-image-300" title="David Foster Wallace (1962-2008)" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/09/wallace.jpg?w=600&#038;h=400" alt="David Foster Wallace (1962-2008)" width="600" height="400" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">David Foster Wallace (<span style="line-height:19px;">Feb. 21, 1962 &#8211; Sept. 12, 2008<span style="line-height:17px;">)</span></span></dd>
</dl>
<h1 style="text-align:left;">Un apprezzamento</h1>
<h2 style="text-align:left;">Esuberanti ritornelli su una terra assetata di sangue</h2>
<p>Michiko Kakutani,<em> An Appreciation, Exuberant Riffs on a Land Run Amok, </em>The New York Times, 14 Settembre 2008.</p>
<p><a href="http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/people/w/david_foster_wallace/index.html?inline=nyt-per">David Foster Wallace</a> possedeva prodigiosi doni di scrittore: una ansiosa ed esuberante prosa, feroce spirito di osservazione, abilità nel fondere tecniche avanguardistiche con una serietà morale dal sapore rétro. Scelse di utilizzarli per creare una serie di ritratti stroboscopici di un&#8217;America vecchia di millenni che eccede nella droga dell&#8217; entertainment e dell&#8217; auto gratificazione, al fine di catturare, per usare le parole del musicista Robert Plant, la miriade di sfaccettature &#8220;profonde e insensate&#8221; della vita contemporanea.</p>
<p>Un mago della prosa. Wallace sapeva scrivere &#8211; nei suoi romanzi e nei suoi saggi -  di ogni argomento con humor, verve ed entusiasmo: dal tennis alla politica alle aragoste, dagli orrori dell&#8217;astinenza da droga ai piccoli terrori della vita su una lussuosa nave da crociera. Al suo meglio era in grado di scrivere in maniera tanto divertente quanto triste,  tanto sardonica quanto seria. Sapeva rappresentare l&#8217;infinito e l&#8217;infinitesimale, il mitico e il mondano. Sapeva evocare assurdi futuri &#8211; come un&#8217; America in cui mandrie di ferali criceti vagano senza meta &#8211; ed allo stesso tempo trasmettere l&#8217;idea che l&#8217;assurdo abbia già invaso un paese in cui vecchi show televisivi sono la pietra di paragone nazionale e stupide pubblicità tappezzano le nostre vite. Era in grado di far visualizzare al lettore maiali da fiera talmente grassi da sembrare piccole Volkswagen, di comunicare quanto sia bizzarro crescere in Tornado Alley, in un Midwest matematicamente piatto; così come di catturare lo stato d&#8217;animo del senatore John McCain nella sua campagna &#8220;straight talk<a href="#nota*">1</a>&#8220;  del 2000.<span id="more-299"></span></p>
<p>David Foster Wallace è morto nella sua casa di Claremont in California all&#8217;età di 46 anni. Apparentemente un suicidio. Apparteneva a quella generazione di scrittori che crebbe con i lavori di Thomas Pynchon, Don DeLillo e Robert Coover, una generazione che raggiunse la maturità fra gli anni ‘60 e ‘70 e per la quale la discontinuità era l&#8217;unica garanzia. Mentre la sua prosa mostrava spesso grande maestria nel gestire postmoderni giochi pirotecnici (un freddo ma luccicante arsenale di ironia, consapevolezza di sé ed intelligenti baldanze narrative) era anche capace di creare personaggi profondamente umani, fatti di carne e sangue, con un&#8217;emotività a tre dimensioni. In una sorta di manifesto estetico, scrisse che l&#8217;ironia ed il ridicolo erano divenuti ormai &#8220;cause di grande disperazione e stasi nella cultura Statunitense&#8221; e rimpiangeva la perdita di impegno morale profondo che animava il lavoro dei grandi romanzieri del 19° secolo.</p>
<p>Per questi motivi la maggior parte dell&#8217;opera di Wallace, dal suo gargantuesco romanzo <em>Infinite Jest</em> del 1996 alle sue incursioni nel giornalismo, sembra provenire da spezzoni di un  continuo dibattito mentale sullo stato del mondo ed il ruolo dello scrittore in esso; sull&#8217; abisso esistente fra idealismo e cinismo, aspirazioni e realtà.</p>
<p>Il lettore non può non sentire che Wallace ha interiorizzato molto dell&#8217;America contemporanea: un luogo assediato da troppi dati, troppe immagini video, troppe vendite urlate e disoneste pubblicità elettorali. Lo scrittore non può quindi fare altro che riconoscere che i suoi pensieri sono talmente contraddittori di fronte a tutto ciò da non poter fare altro che espellerli in forme narrative grasse, prolisse, piene di digressioni che si sviluppano come nastri di Möbius, copiose note a piè di pagina e spirali filosofiche. Se tutto ciò porta alla creazione di libri difficilmente editabili &#8211; <em>Infinite Jest</em> segna la non necessaria lunghezza di 1079 pagine &#8211; allo stesso tempo si traduce in una scrittura meravigliosamente potente.</p>
<p>Wallace era in grado di modulare ingegnosamente la sua scrittura su tatuaggi di detenuti come su stress da video e meeting di vari gruppi umani: una recensione delle memorie della tennista Tracy Austin diviene una meditazione su arte, atletica e maestria della tecnica, l&#8217;analisi di una novella di John Updike si trasforma in un saggio su come &#8220;il coraggioso e nuovo individualismo e la libertà sessuale&#8221; degli anni ‘60 si siano involuti nella &#8220;autoindulgenza anatomica e senza gioia della generazione dell&#8217;io.&#8221;</p>
<p>Benché i suoi libri possano apparire chiassosi e ridanciani, un&#8217;oscura trenodìa di tristezza e disperazione corre attraverso tutta l&#8217;opera di Wallace. Egli disse, durante un&#8217;intervista, che l&#8217;idea iniziale di <em>Infinite Jest</em> era di creare &#8220;qualcosa di triste&#8221;, e che il romanzo non solo dipinge il grottesco ritratto di un&#8217;America che corre qua e là colta da pazzia sanguinaria, ma rappresenta anche un eroe tormentato, che fugge dalla scoperta del cruento suicidio del padre (la cui testa esplosa viene trovata all&#8217;interno di un forno a microonde). Altre opere mettono in scena personaggi che lottano con depressione, ansia vagante o pura e semplice infelicità. Una delle storie di <em>Oblio</em> si sviluppa attorno ad una trasmissione televisiva chiamata &#8220;Il canale della sofferenza&#8221;, la cui principale attrattiva consisteva nel presentare &#8220;con immagini fisse e in movimento, i momenti più intensi dell&#8217;angoscia umana&#8221;.</p>
<p>Come DeLillo e Salman Rushdie, Dave Eggers, Zadie Smith ed altri giovani autori, David Foster Wallace trascende la famosa distinzione di Philip Rahv fra scrittori &#8220;visipallidi&#8221; (come Henry James e T.S.Eliot, specializzati in colte ed inebrianti opere ricche di simboli ed allegorie) e &#8220;pellerossa&#8221; (come Whitman e Dreisder, che abbracciavano un naturalismo maggiormente emozionale e terreno). Trascende anche la distinzione di Cyril Connolly fra scrittori &#8220;mandarini&#8221; (quale Proust con la sua prosa decorata e perfino bizantina) e scrittori &#8220;verncolari&#8221; (come Hemingway, che preferiva tropi maggiormente discorsivi). Wallace, come un&#8217;ardente gazza, mischia il letterario ed il colloquiale con una gioia iperventilata, utilizzando un&#8217; enciclopedia di stili e tecniche al fine di catturare la cacofonia dell&#8217;America contemporanea. Il risultato è che la sua scrittura è allo stesso tempo cervellotica e viscerale, feconda di idee e ricca del ronzio dello spirito del tempo.</p>
<p>Superato il periodo in cui la pesante influenza di Pynchon era fin troppo evidente, come in <em>La scopa del sistema</em> del 1987 (in cui come per <em>L&#8217;incanto del lotto 49</em> venivano utilizzati giochi di parole e parodie letterarie per raccontare la storia di una donna alla ricerca di conoscenza e di identità) riesce a trovare infine una sua propria voce in <em>Infinite Jest</em>. Il romanzo dipinge un&#8217;America depressa, tossica e completamente commercializzata e lo fa sfruttando tre linee narrative: un prodigio del tennis sofferente, un assuefatto da Demerol ed un terrorista canadese i quali vogliono appropriarsi di un film considerato talmente divertente da portare chiunque lo veda a morire dal piacere. Benché il lungo romanzo soffra di mancanza di disciplina e di un volontario ripudio di una fine, esso mostra il virtuosismo di Wallace e quando uscì annunciò il suo arrivo come uno dei maggiori talenti del suo tempo.</p>
<p>Le ultime due raccolte di racconti, <em>Brevi interviste con uomini schifosi</em> (1999) e <em>Oblio</em> (2004), presentano personaggi narcisistici ed assordanti e suggeriscono una calo di ambizione ed un claustrofobico solipsismo che Wallace stesso era uso criticare. Ma le sue spedizioni nella saggistica, <em>Una cosa divertente che non farò mai più</em> (1997)  e <em>Considera l&#8217;aragosta</em> (2005) frenano la sua inclinazione alla divagazione, all&#8217;uso del flusso di coscienza utilizzato per riflettere su argomenti di poca importanza, e permettono di svelare il suo bizzarro modo di narrare i dettagli così come le profondità filosofiche tipico della sua più potente prosa. Ricordano al lettore i copiosi doni di scrittore di Wallace e la sua acuta sensibilità nel metastatizzare le assurdità del vivere in America in un precario e passeggero momento del tempo.</p>
<hr size="1" /><a name="nota*">1</a>Del parlare chiaro (NdT)<br />
 </div>
<br />Pubblicato in: Editoriale, Letteratura Tagged: David Foster Wallace, Michiko Kakutani, The New York Times <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/299/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=299&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Addio DFW, compagno di letture infinite</title>
		<link>http://eremoletterario.com/2008/09/14/morto-impiccato-david-foster-wallace/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 13:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EDN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Considera l'aragosta]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; morto lo scrittore americano David Foster Wallace, autore 46enne del ciclopico libro Infinite Jest (romanzo di oltre mille pagine, pubblicato nel 1996). Si sarebbe tolto la vita impiccandosi. A ritrovarlo, rientrando a casa, la moglie Karen Green. Lo ha reso noto, ieri sera, un portavoce della polizia di Claremont, in California. Dal 2002, Wallace [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=289&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-295" title="dfw" src="http://eremoletterario.files.wordpress.com/2008/09/dfw.gif?w=600" alt=""   /></p>
<p>E&#8217; morto lo scrittore americano <strong>David Foster Wallace</strong>, autore 46enne del ciclopico libro <em>Infinite Jest</em> (romanzo di oltre mille pagine, pubblicato nel 1996). Si sarebbe tolto la vita impiccandosi. A ritrovarlo, rientrando a casa, la moglie Karen Green. Lo ha reso noto, ieri sera, un portavoce della polizia di Claremont, in California.</p>
<p>Dal 2002, Wallace era professore di <strong>Creative writing</strong> al dipartimento di inglese del <strong>Pomona College</strong> di Claremont. &#8221;Un grande romanziere ci ha lasciato, ma noi lo conoscevamo come un grande insegnante che aveva profondamente a cuore i suoi studenti che lo adoravano. Ed è questo che a noi mancherà&#8221;, ha dichiarato il rettore del College, Gary Kates.</p>
<p>Wallace era nato a Ithaca, nello stato di New York. Il padre, James Donald Wallace, era professore di filosofia all&#8217;Università dell&#8217;Illinois, la madre insegnava inglese al Comunity college di Champaign, nello stesso Stato. Si era laureato in filosofia al college di Amherst e avrebbe voluto continuare a studiare matematica e filosofia. Ma dopo la laurea nel 1987 aveva cominciato a scrivere. <em>The Broom of the System (<strong>La scopa del sistema</strong>)</em> il sui primo romanzo. L&#8217;anno successivo, una raccolta di racconti, <em>Girl with Curious Hair (<strong>La ragazza con i capelli strani</strong>)</em>. E infine, otto anni dopo, quello che è sicuramente stato il suo romanzo più famoso e celebrato <em>Infinite Jest,</em> salutato fin dall&#8217;uscita come un capolavoro per stile, profondità e ambizione. Un&#8217;epopea mediatico-trash in cui tra citazioni da Kubrick (il personaggio-chiave di Hall), dal Bernard Wolfe di <em>Limbo</em> (i mutilati che compongono la congrega degli Assassini della Sedia a Rotelle) e ovviamente da Pynchon (Madame Psychosis), Wallace configura una degenerazione e un&#8217;alienazione cosmica irreversibili, metaforizzate nel progressivo, inconcludente abortire di tutte le voci narrative. Wallace ha poi pubblicato <em>Brief Interviews with Hideous Man (<strong>Brevi interviste con uomini schifosi</strong>),</em> <em>A supposedly Fun Thing I&#8217;ll Never do Again (<strong>Una cosa divertente che non farò mai più</strong>), Oblivion (<strong>Oblio</strong>) </em>e<em> Consider de globster (<strong>Considera l&#8217;aragosta</strong>)</em>.</p>
<p>I maggiori quotidiani italiani riportano la notizia senza particolari pretese riassumendo l&#8217;articolo del NY Times, l&#8217;unico articololo degno di questo nome è quello pubblicato da Roberto Bertinetti per Il Messaggero reperibile <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31003&amp;sez=HOME_SPETTACOLO">qui</a>.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/eremoletterario.wordpress.com/289/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/eremoletterario.wordpress.com/289/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/eremoletterario.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/eremoletterario.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/eremoletterario.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/eremoletterario.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/eremoletterario.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/eremoletterario.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/eremoletterario.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/eremoletterario.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/eremoletterario.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/eremoletterario.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/eremoletterario.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/eremoletterario.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/eremoletterario.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/eremoletterario.wordpress.com/289/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eremoletterario.com&amp;blog=2206812&amp;post=289&amp;subd=eremoletterario&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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