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Ultime notizie… dalla Blogosfera.

lunedì 26 novembre, 2007.

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I blog non sono più dei semplici diari sul web. Sono ormai, dei veri e propri spazi virtuali usati come palcoscenici amatoriali in cui esprimere creatività e condividere esperienze. Sono una nuova diffusa forma di comunicazione, o per lo meno in questo senso vengono intesi negli ultimi tempi. Anche io ho scoperto le potenzialità del blog e immagino che tante altre ancora ne dovrò scoprire. Le possibilità sembrano infinite. Sono columnist, editore e grafico dello stesso prodotto. Chi non ne sarebbe affascinato? Questo blog non viene creato per rendere una immagine riflessa di me, o peggio ancora mettere una maschera telematica alla mia personalità. Non ho intenzione di sperimentare, creare poesie o quant’altro. Non scrivo perché ne sento la necessità ne tanto meno perché un “blog ormai ce l’hanno tutti”(è il suo aspetto “in”). Questo spazio è la mia personale palestra. Procederò per approssimazioni, perché nelle cose è il metodo che ho sempre utilizzato. In quanto palestra necessiterà di costanza, unico vero proposito. L’idea sarebbe quella di trattare settimanalmente dei temi controllati, ovvero etichettabili (gergo blogger). L’idea non è quella di essere originali, ma personali. Come si conviene ad ogni buon blog che si rispetti. Non contento di averne già aperto uno su blogger ho deciso di farne uno anche qui. L’idea è che questo blog al contrario dell’altro debba essere monotematico. Ovviamente non è semplice, perchè richiede una certa conoscenza della materia che si va a trattare, qualunque essa sia. In realtà su nessun aspetto del reale e non posso dire di avere una preparazione tale da “andare con le mie gambe”, ma questa può essere l’occasione buona per attivare la mia conoscenza sul campo. Focalizzerò i miei post sulla letteratura, i libri, romanzi, racconti e autori. Sostanzialmente le mie letture. Appunterò anche qualche lettura per il futuro. In relatà la maggior parte dei libri che mi “accendono”, sono quelli che non ho ancora letto. Chi capiterà da queste parti, non dico che potrà evitare di leggere il libro. Sicuramente se bello va letto, ma può risparmiarsi la lettura di qualche “antipatico” romanzetto segnalato. In realtà difficilmente ne idividuo uno da mettere alla berlina, ma in quanto pseudo-critico mi toccherà alzare gli standar. Ovviamente non è che non ho nulla da fare, quindi fra i tanti; l’impegno sarà quello di tenerlo attivo e aggiornato.

La sfida è stata lanciata.

P.S. La data che titola la pagina si riferisce al giorno in cui ha visto la luce questo spazio nella Blogosfera, dato che questo blog è uno spin-off di un mio blog precedente. Le date delle recensioni sono state modificate in modo da rientrare nella tempistica della nascita del Corriere della Letteratura. Lo so non è simpatico, ma non mi piaceva il nome dell’altro. Che sostanzialmente era il mio nome e cognome. Troppo personale, se vuoi dare un minimo un campo circoscritto a un blog, che non sia un diario, non credete? L’altro aveva anche preso ad andare forte, grazie all’articolo su Alain Robbe-Grillet e all’ipocondria spirituale (se solo qualcuno mi spiegasse cosa sia). Alcune recensioni erano decisamente penose e, giustamente, le ho mantenute così com’erano a severo monito. Forse il meglio l’ho raggiunto con Jenny Savile, e non era neanche una recensione letteraria.

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  1. martedì 25 dicembre, 2007. 16:28

    La ricomposizione temporale della narrazione.

    di LAURA TUSSI

    Le potenzialità del racconto autobiografico come dimensione pratica e temporale nell’esperienza di armonizzazione e coerentizzazione dei tempi di vita delle storie esistenziali, descrive e interiorizza connessioni logiche e causali tra episodi, eventi e trame narrative, nella costruzione di intrecci esistenziali con trasformazioni ed alternanze individuabili nel soggetto narrante, nel ruolo centrale della correlazione tra intreccio e personaggio, che definisce l’identità narrativa del soggetto espositore, raccontata e l’identità della storia che determina l’identità del personaggio. La correlazione fra intreccio e personaggio permette l’individuazione del momento apicale di una dialettica interna al ruolo del narratore costituendo un’identità autobiografica dove il tempo della narrazione coincide con quello della ricomposizione. L’autobiografo trae la personale caratterizzazione specifica dall’unità della sua vita secondo una linea di concordanza come totalità temporale che durante la linea di discordanza è minacciata dall’effetto perturbatore e dirompente degli eventi imprevisti di cui è costellata. La sintesi discordante e concordante obbedisce ad una necessità retroattiva della contingenza dell’evento su cui si connette e si modula l’identità del narratore. La rappresentazione della realtà del racconto autobiografico in forma esplicativa e narrativa presenta aspetti semantici e permette di accostarsi al soggetto della storia di vita e alla nozione di identità narrativa, nella possibilità di comprensione e decodificabilità degli eventi nella duplice valenza temporale e semantica, garantendo una continuità alla sequenza temporale tramite un processo di ristrutturazione semantica. La duplice valenza, temporale e semantica rielabora nel corso della narrazione il rapporto tra i molteplici tempi attraversati dal soggetto. L’atto del narrare e il racconto della molteplicità temporale di eventi ed episodi in tempi diversi, ricerca un ordine cronologico, permettendo di attribuire senso e significato ai vissuti, in modalità soggettive e individuali. L’incontro tra tempi oggettivi e soggettivi, attraverso un costante procedimento di risignificazione, avanza la narrazione su un duplice registro temporale e semantico nel gioco dialettico fra differenti tempi riconosciuti nel racconto autobiografico. La narrazione della propria vicenda esistenziale non è solo tentativo di ricostruire il personale disegno autobiografico, tramite un ossessivo recupero di ricordi e frammenti, in nome di un’esaustività del racconto, ma anche considerando la qualità del rapporto che il soggetto intrattiene con il proprio tempo. Il racconto della propria storia di vita, lontano da logiche efficientistiche, viene proposto come momento qualitativamente unico e singolare di riedizione di significato nei momenti apicali dell’esistenza, relativamente ai propri ritmi metabletici di cambiamento e di evoluzione nel riconoscere appartenenze, tramite l’individuazione di sviluppi qualitativi verso cui progettarsi. Il tempo della narrazione risulta dunque momento della ricomposizione, non dei frammenti, per raggiungere la completezza, ma riabilitare il soggetto intrinsecamente storico, perché si ritrovi in un tempo originario, in svolte e ritmi più significativi a livello esistenziale nella ricerca di unità e appartenenza. La narrazione tramite l’attuazione della reversibilità semantica della personale storia di vita nella pratica di riappropriazione di un disegno autobiografico di nessi, legami e intuizioni oltre il flusso temporale lineare, si presenta in connessione causale.

    LAURA TUSSI

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