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Gli anni Novanta di De Cataldo

venerdì 30 novembre, 2007.

stefanoaccorsi_3432.jpegL’ultimo romanzo che mi è capitato fra le mani è stato Nelle mani giuste, del magistrato Giancarlo De Cataldo. Purtroppo non ho ancora letto il romanzo che ne ha imposto l’attenzione al grande pubblico: Romanzo criminale. Libro dal quale è stato tratto uno dei film più belli degli ultimi anni. Film che rivedo sempre con piacere, grazie allo straordinario cast e alla trama avvincente. In questo libro la trama si fa particolarmente esile, quasi scompare fra le piaghe di quella che è ormai storia. Storia che, data la prossimità degli avvenimenti, è ancora molto complicata da valutare. Ciò non toglie che è giusto che si comincino a fare dei bilanci e a gettare nuove prospettive sul nostro recente passato. Il tema che tutti cerchiamo tra queste pagine è quello della successione dalla prima alla seconda repubblica nel nostro paese. Cosa è realmente successo, chi ha abdicato (a suo modo) e chi ne ha preso il posto con un tempismo raramente rintracciabile nella storia politica italiana? I complottisti rimarranno senz’altro delusi, fra le righe di questo romanzo sembrerebbe che il più grande partito di centrodestra sia nato solo per gli interessi particolari del suo fondatore. Tutti i fantomatici burattinai (servizi segreti, logge deviate e Cosa Nostra) si affannano a cercare una successione del potere indolore per i propri tornaconti. Insomma la domanda sorge spontanea, loro si ammazzano prendono contatti all’estero, hanno carte compromettenti, si alleano e si tradiscono, e nel frattempo l’Italia se la prende un imprenditore messo alle strette dai magistrati che minacciano i suoi affari? Un ideale su tutti e tutto, l’etica della convenienza. Chi si muove nel nostro paese lo fa solo per convenienza, sarà questa la chiave? I sentimenti non possono nulla contro la sete di potere che muove gli umani. Le stragi e gli attentati si innestano bene nella trama, ridandoci la eco di quel periodo di grande instabilità dove qualcosa poteva cambiare. Probabilmente ha vinto chi le ha piazzate quelle bombe…Potrebbe tranquillamente essere l’Italia quella che viene esaltata e temuta come “vergine riottosa”, salvo poi darsi in quanto “scaltra prostituta”.

Giancarlo De Cataldo, Nelle mani giuste, Torino, Einaudi, 2007, p.340.

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