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L’altro da noi: noi stessi

venerdì 11 gennaio, 2008.

dsc01105.jpgMichel Faber si è imposto alla mia attenzione grazie allo straordinario successo di Il petalo cremisi e il bianco. Non ho letto per primo questo romanzo perchè cronologicamente è posteriore a Sotto la pelle, anche se in Italia è stato pubblicato solo dopo il successo de Il petalo. Protagonista della vicenda è una donna, o per meglio dire una femmina di nome Isserly, che, lungo le fredde strade della Scozia, carica a bordo della sua auto giovani autostoppisti. Non indistintamente però. Lei sceglie con cura quelli dall’aspetto sano e dalle spalle larghe. Non mi sembra il caso di svelare più di quanto non sia scritto in quarta di copertina. Si scoprirà presto che l’essere, in realtà, non è umano e lavora per una multinazionale del commercio di carne umana capeggiata da un giovane alieno. Ma non lo definirei un romanzo di fantascienza, anche se vi sono degli alieni, non a caso la protagonista è molto simile ad un umano. Il suo camuffarsi non è stato indolore, Isserly ha subito delle operazioni al fine di sembrare umana. Ricorda molto un racconto (presente su un’antologia scolastica) di Fredric Brown del 1954 dal titolo Sentinella (Sentry), considerato un classico della narrativa di fantascienza. Un soldato si trova al fronte, in una sorta di guerra di trincea. Ad un tratto si avvicina un alieno, un nemico orrendo e ributtante. Prende la mira e spara: lo uccide. In poche battute si scopre che il protagonista è un alieno e il nemico è un terrestre. Il lettore immagina per tre quarti della vicenda che a parlare sia un umano, per poi scoprire che il protagonista è alieno e che il nemico orribile è proprio un essere umano. Un racconto che spinge il lettore a riflettere sul pregiudizio suo e della società. Gli altri possiamo anche essere noi.

In realtà in Sotto la pelle non vediamo la razza umana con gli occhi di un’aliena, ma vediamo attraverso di lei il suo mondo, straordinariamente simile al nostro. Isserly è dotata di una sensibiltà, una tenacia e un’applicazione più che umana. Questo personaggio femminile è davvero unico, tanto da farci rammaricare del fatto che non sia una terrestre (forse è qui la genialità di questo romanzo). Lei è spinta dai suoi doveri lavorativi, sociali e infine affettivi (cosa ci spinge?). Altro personaggio forte è Amliss Vess, giovane e idealista rampollo della citata multinazionale. Isserly lo tratta senza rispetto e lui riesce a sorvolare grazia alla sua calma olimpica. Sembra essere un filantropo, ma il dubbio che in reltà sia solo un classico figlio di papà annoiato rimane.

Il Mondo che mettono in scena è il nostro, la nostra società e le nostre convenzioni. Quale migliore punto di vista se non quello di astrarcelo rendendolo alieno.

Michel Faber, Sotto la pelle, Torino, Einaudi, 2004, pp. 268.

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3 commenti leave one →
  1. venerdì 11 gennaio, 2008. 10:50

    Avevo sentito parlare del libro, in realtà del secondo “Il petalo cremisi e il bianco” , Sotto la pelle non lo conosco ma la tua recensione èmolto interessante, anche se non è del tutto il mio genere direi, mi ha incuriosito molto!

  2. daino permalink
    venerdì 11 gennaio, 2008. 12:53

    In effetti anch’io dopo questa recensione pensavo di dargli un’occhiata

  3. domenica 13 gennaio, 2008. 11:29

    Mi sa che questo libro lo leggerò, mi hai incuriosito!
    Se ti posso consigliare un gran bel libro (a mio modesto avviso), leggi “La strada” di Cormack Mccarthy.

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