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La più grande fortuna al mondo? Quando si ha quello che serve invece di quello che si vuole, grossomodo.

lunedì 16 giugno, 2008.

Ho appena terminato Sunset Limited il “romanzo in forma drammatica” di Cormac McCarthy uscito il 3 giugno. Leggendolo, sin dalle prime pagine, non potevo fare a meno di ricordare il racconto presente ne La Gaia scienza di Friedrich Nietzsche, noto come L’uomo pazzo.

Era il 1882 quando il filosofo tedesco faceva pronunciare al suo folle uomo parole dal profondo significato religioso e morale, prendendo Dio come metafora del mondo in generale, senza riferimenti teologici diretti, per significare e sintetizzare la decadenza di un’intera società. 

Non si tratta di un’invettiva ateistica contro le tradizioni religiose, ma di una constatazione: il mondo borghese-capitalistico moderno è un mondo senza Dio. Non resta che prenderne atto e agire di conseguenza. Da allora un nuovo secolo si è affacciato, ma il pensiero dell’uomo con la lanterna di Nietzsche non è tramontato, né è stato smentito, anzi, è tornato prepotentemente ad affacciarsi, nella sua natura di monito e di disperata speranza.

Non avete mai sentito parlare di quell’uomo pazzo che, in pieno mattino, accesa una lanterna, si recò al mercato e incominciò a gridare senza posa: “Cerco Dio! Cerco Dio!”. Trovandosi sulla piazza molti uomini non credenti in Dio, egli suscitò in loro grande ilarità. Uno disse: “L’hai forse perduto?”, e altri: “S’è smarrito come un fanciullo? Si è nascosto in qualche luogo? Ha forse paura di noi? Si è imbarcato? Ha emigrato?”. Così gridavano, ridendo fra di loro… L’uomo pazzo corse in mezzo a loro e fulminandoli con lo sguardo gridò: “Che ne è di Dio? Io ve lo dirò. Noi l’abbiamo ucciso… io e voi! Noi siamo i suoi assassini! Ma come potemmo farlo? […] Dio è morto! Dio resta morto! E noi l’abbiamo ucciso! Come troveremo pace, noi più assassini di ogni assassino? Ciò che vi era di più sacro e di più potente, il padrone del mondo, ha perso tutto il suo sangue sotto i nostri coltelli. Chi ci monderà di questo sangue? Con quale acqua potremo rendercene puri? Quale festa sacrificale, quale rito purificatore dovremo istituire? La grandezza di questa cosa non è forse troppo grande per noi? Non dovremmo divenire Dei noi stessi per esserne all’altezza? Mai ci fu fatto più grande, e chiunque nascerà dopo di noi apparterrà per ciò stesso a una storia più alta di ogni altra trascorsa”. A questo punto l’uomo pazzo tacque e fissò nuovamente i suoi ascoltatori; anch’essi tacevano e lo guardavano stupiti. Quindi gettò a terra la sua lanterna che andò in pezzi spegnendosi. “Vengo troppo presto”, disse, “non è ancora il mio tempo. Questo evento mostruoso è tuttora in corso e non è ancor giunto alle orecchie degli uomini. Per esser visti e riconosciuti lampo e tuono hanno bisogno di tempo, la luce delle stelle ha bisogno di tempo, i fatti hanno bisogno di tempo anche dopo esser stati compiuti. Questo fatto è per loro ancor più lontano della più lontana delle stelle e tuttavia sono loro stessi ad averlo compiuto!”. Si racconta anche che l’uomo pazzo, in quel medesimo giorno, entrò in molte chiese per recitarvi il suo Requiem aeternam Deo. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: “Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?”.
(Aforisma 125)

Nel recensire Sunset Limited Franco Cordelli, sul Corriere della Sera di lunedì 2 Giugno, fa riferimento a una possibile allusione, da parte dello scrittore di El Paso, alla guerra in Iraq. Così come gli americani sono andati in Iraq per salvare il paese e i suoi abitanti, allo stesso modo il Nero ha salvato il Bianco dal suicidio, quindi da se stesso. Il giornalista del Corriere sostiene che McCarthy abbia, da grande scrittore qual è, rovesciato la domanda che senso ha andare in Iraq per salvare i suoi abitanti? Senza stare a qui a divagare sul casus belli o, al limite, sulle reali motivazioni che hanno portato alla guerra, la domanda di McCarthy potrebbe essere una delle tante (in realtà constatazioni) che pone l’uomo con la lanterna. Uomo che in questo romanzo viene scisso in due individui agli antipodi.

L’allegoria è dunque nietzschiana, poiché se l’uomo con la lanterna parlava di un tempo che doveva venire, McCarthy parla di un tempo che è già passato, portandosi dietro ben atre guerre. Dopo più di un secolo l’umanità può essere divisa senza sfumature in Bianco e Nero? L’uomo con il giornale e l’uomo con la Bibbia. L’uomo che ha tutto e l’uomo che ha solo la sua fede. Il suicida e l’altruista. Questi due universi possono trovare un punto di contatto? La solida applicazione di uno all’altro può ristabilire una sorta di equilibrio-armonia?

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2 commenti leave one →
  1. aoirghe permalink
    lunedì 16 giugno, 2008. 17:17

    Non l’ho ancora letto, ma amo ogni cellula di Cormac Mc Carthy.
    Ottima recensione, mi hai aumentato la voglia di leggerlo!

  2. martedì 17 giugno, 2008. 0:44

    Grazie. Io approfitterò del fatto che finalmente Cavalli selvaggi, Oltre il confine e Città della pianura vengono riuniti per la prima volta in un unico volume Trilogia della frontiera per conoscere meglio questo scrittore prima della sua (presunta) “svolta allegorica”.
    A fine lettura aspetto tue impressioni su Sunset Limited

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