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Il ritorno di Scott Smith, garantisce il “Re del brivido”

mercoledì 18 giugno, 2008.

presto onlineI critici sono autoreferenziali e incapaci di capire la letteratura popolare
Lettera aperta di Stephen King

Quando ho saputo che sarebbe uscito un nuovo romanzo di Scott Smith, ho provato quel che sentivo quando la sera i miei figli rientravano più tardi del previsto: un misto di piacevole sollievo (grazie a Dio siete tornati) e di esasperazione e rabbia (dove diavolo siete stati?).
In fondo è solo un libro, direte voi, e forse è vero, ma Scott Smith è uno scrittore di straordinario talento e i tredici anni di silenzio tra il suo debutto — il romanzo di culto Un piano semplice, dallo strepitoso successo — e il ritorno con Rovine, mi sembra giustifichino l’esasperazione, se non una vera e propria rabbia. Di sicuro Smith, che è rimasto invisibile — se si eccettua la candidatura all’Oscar per la sceneggiatura della versione cinematografica di Un piano semplice (Soldi sporchi) — dovrà dare qualche spiegazione su come ha passato dodici anni di vacanze estive. E che siano le ultime del genere!

Ma lasciamo stare.
Il nuovo libro è arrivato, e quel che i patiti di Un piano semplice vorranno sapere è se sia ugualmente ricco di suspense. La risposta è sì. Quest’estate Rovine scioccherà il mondo, avrà sulle vacanze in Messico lo stesso effetto che Lo Squalo ha avuto sui weekend al mare a Long Island. È altrettanto riuscito e soddisfacente come romanzo? La risposta è: non del tutto, ma si può accettarlo, perché qui l’operazione è più rischiosa.
I critici che capiscono poco di narrativa popolare, o non la amano, lo stroncheranno definendolo un mero racconto gonfiato per portarlo alla dimensione di un romanzo (penso a Michiko Kakutani, per esempio, che ha ridotto in cenere il primo libro di Smith). Questi critici, che non attribuiscono alla letteratura popolare altre qualità all’infuori della trama, non coglieranno l’impressionante tecnica di Smith.
Rovine è l’equivalente di un triplo axel che solo un lieve difetto nell’ultima giravolta impedisce di definire perfetto.

È difficile parlare del libro senza svelarne la trama, perché è un congegno semplice e micidiale come una tagliola nascosta sotto un mucchio di foglie… o, in questo caso, sotto un groviglio di liane. Ci sono quattro turisti americani — Eric, Jeff, Amy e Stacy — in vacanza a Cancun, che fanno amicizia con un tedesco, Mathias, il cui fratello è sparito nella giungla con un gruppo di archeologi. Questi cinque, più un gioviale greco che non sa l’inglese (ma ha una bella scorta di tequila), si inoltrano nella giungla in cerca del fratello di Mathias… degli archeologi… e delle rovine.
«Due su tre non è male» si dice, ci si può accontentare, e questo potrebbe valere anche per Rovine; ma altro che male, quel che li aspetta nella giungla è orribile. Le quattrocento e più pagine di Rovine sono per la maggior parte un unico, lungo grido d’orrore. Non c’è sosta, non c’è neanche la pausa della divisione in capitoli per poter riprendere fiato. L’ho trovato forse un po’ lungo, ma il rifiuto di Scott Smith di distogliere lo sguardo mi è sembrato eroico, proprio come in Un piano semplice.
Sono gli ingredienti dell’orrore e della suspense che faranno del libro un bestseller, ma l’aspirazione a una qualità letteraria è sostenuta dal suo solido naturalismo. Non è Cuore di tenebra, ma nei suoi soffocanti, terrificanti, claustrofobici momenti migliori mi ha fatto pensare a Frank Norris. Che non è certo un paragone da poco. Bisogna solo sperare che Smith non stia di nuovo via così a lungo.

(Traduzione di Maria Sepa Corriere della Sera 28 gennaio 2007)

Alcuni anni fa ho letto Un piano semplice, convinto che Scott Smith fosse l’ennesimo pseudonimo dello scrittore del Maine. Non era così. La trama semplice e incalzante sfocia in una sorta di parossismo criminale. Niente male, ma in questo caso non biasimo i critici della letteratura popolare. Smith poteva essere per il thriller quello che King è per l’horror. Non è stato così perché Smith al contrario di King si è preso, diciamo… una lunga vacanza. 

Il 27 giugno esce nelle sale italiane il film Rovine tratto dall’omonimo romanzo. Colgo l’occasione per leggere il romanzo (forse un po’ lungo dice King, avete capito benissimo 1250pagineITStephenKing!) e inaugurare la categoria/rubrica Cinema&Letteratura.

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One Comment leave one →
  1. laramanni permalink
    lunedì 30 giugno, 2008. 10:41

    Sacrosanto, quanto scrive il Maestro. Grazie di aver postato.

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