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Yes we can (read)

venerdì 31 ottobre, 2008.

Dalla periferia dell’Impero – Non possiamo votare, ma almeno ci possiamo informare.

Martedì 4 novembre l’America cambia. Cambia se vince le elezioni presidenziali il candidato repubblicano, il senatore John McCain, perché per la prima volta arriverà alla Casa Bianca un presidente repubblicano non legato all’ala conservatrice e perché ci sarà una vice presidente donna: Sarah Palin. Cambierà invece se vincerà il senatore democratico Barack Obama, non solo e non tanto perché andrà alla Casa Bianca il primo presidente afro-americano, ma soprattutto perché Barack Obama esprime una cultura del dopo guerra fredda e del superamento della guerra in Vietnam. E’ dunque un uomo che esprime i valori del terzo millennio. Abbondano i libri dedicati ai candidati: Barack Obama i sogni di mio padre e Barack Obama l’audacia della speranza, rispettivamente la biografia e la filosofia di Barack Obama. Letture cardine per chiunque voglia avvicinarsi al mondo del leader democratico. Abbiamo meno volumi, invece, dedicati a McCain: John McCain. Tutte le guerre di Maverick (Maverick era un uomo del far west che non voleva andare d’accordo con nessuno, assolutamente indipendente, ed è ovviamente il soprannome di John McCain) insomma il manifesto della filosofia del leader repubblicano, poi ancora La fede dei miei padri e Un’odissea americana.

Fra gli altri volumi segnaliamo: Obama. Storia dell’uomo che fa sognare l’America di David Mandell, il bipartisan Mccain Obama. Manifesti per la nuova America con prefazione di Massimo Gaggi, La corsa più lunga, Perché Obama. La sfida dell’altra America, Sulla razza, Yes we can e La promessa Americana i discorsi di Barack Obama durante la corsa alla presidenza. Il mondo dell’editoria non si è lasciato sfuggire un avvenimento come le prossime elezioni decisive per gli States e probabilmente per tutti noi.

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5 commenti leave one →
  1. lunedì 3 novembre, 2008. 15:53

    Sicuramente le elezioni in America saranno decisive per tutti noi… speriamo ci portino nuove speranze e che non ci affondino definitivamente! Comunque sono tornata! 😀 Contento?

  2. drew permalink
    lunedì 3 novembre, 2008. 23:46

    come vedi seguo attentamente il tuo blog, e non solo quando si parla di orwell. purtroppo però non condivido del tutto l’aspettativa di un cambiamento significativo in caso vinca obama. di certo è un simbolo, per razza, età, storia personale. ma quanto a idee di policy mi sembra molto più populista di quanto i filodemocratici italiani (mi ci metto pure io) siano disposti ad ammettere.

  3. martedì 4 novembre, 2008. 18:17

    La Marcegaglia oggi parlava addirittura di un possibile effetto Obama. Una vittoria del candidato democratico alle presidenziali “potrebbe essere positiva, ridare fiducia e portare un cambiamento di cui c’è bisogno. Credo che per rilanciare l’economia, gli Stati Uniti faranno una grande politica di investimento pubblico. Un esempio che andrebbe seguito anche a livello europeo”… eppure gli investimenti pubblici italiani servono a risanare aziende che hanno la spina staccata da un pezzo… ma questa è un’altra storia.
    @Godot, lieto tu sia tornata, incontrato il Cavaliere ( e non intendo Silvio!)? Lo scrittore M. propone qualcosa di interessante?
    @drew, fin quando non inizierò a scrivere in ungherese (quando ti deciderai a studiarlo!) sapere che segui il blog è per me motivo di orgoglio se non vanto!
    Per populista cosa intendi? Io temo che al di qua dell’Atlantico non si ha la reale percezione delle due figure di politico che rappresentano McCain e Obama. In realtà, come avevo già esposto a un nostro comune amico, come in Italia la differenza fra Berlusconi e Veltroni sia evaporata agli occhi dell’opinione pubblica (tanto da coniare il termine Veltrusconi), così negli States le differenze fra i due candidati appaino meno marcate di come le vediamo noi dal vecchio continente…

  4. martedì 4 novembre, 2008. 18:23

    Fortunatamente non ho incontrato nessun cavaliere (soprattutto NON Silvio) M. effettivamente mi ha chiesto:
    “Vuoi essere il mio Max Brod?” Che proposta OSCENA!
    Sulla questione differenze… credo che in Italia siano più a mezzatemperatura le divergenze politiche del tipo: “Tanto dopo andiamo in yatch insieme”, mentre tra McCain e Obama (nonostante il fairplay successivo) al momento le differenze sono marcatissime: fondamentalmente Uno è ciò che L’altro combatte… almeno a quanto mi dicono dei miei amici di là!

  5. drew permalink
    martedì 4 novembre, 2008. 18:46

    carissimo, lascia stare la marcegaglia che ha appena patteggiato per corruzione col suo gruppo industriale salvo poi stigmatizzare gli imprenditori che al sud pagano il pizzo.

    su obama, mi piace il piano sulla sanità, ma quanto all’economia ho una certa paura che chiuderà l’america su se stessa, essendo piuttosto avverso al free trade, e aldilà del richiamo ideale alla nazione unita etc etc il suo piano contro la crisi è incompatibile con i deficit (pubblico e estero). è un mito, per tutte le ragioni che abbiamo detto, ma tante volte sono proprio i miti come lui a deludere quando si scontrano con la realtà. spero di sbagliare, naturalmente.

    infine, se le differenze non sono abbastanza marcate nell’immaginario dell’elettorato, secondo me è colpa dei democratici che non hanno mai avuto gli attributi necessari per mettersi contro bush sulle questioni importanti (patriot act, guerra, etc etc).

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