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Obama: il discorso della vittoria

mercoledì 5 novembre, 2008.

Il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America: “Il cambiamento è arrivato”

Se c’è qualcuno là fuori che ancora dubita che gli Stati Uniti siano un posto in cui tutto sia possibile, che dubita che il sogno dei nostri fondatori sia ancora vivo, che si interroga sul potere della nostra democrazia: questa notte ha avuto una risposta.
E’ la risposta di giovani e anziani, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, bianchi e neri, ispanici, asiatici e indiani d’America, gay e etero, disabili e non disabili. Gli americani hanno lanciato un messaggio al mondo: non siamo mai stati un insieme qualunque di individui o un insieme di stati blu o rossi. Siamo e saremo per sempre gli Stati Uniti d’America.
Yes We Can. America siamo arrivati fin qui. Abbiamo visto così tanto, ma c’è ancora molto da fare. Questa notte dobbiamo chiederci se i nostri bambini vivranno abbastanza per vedere il prossimo secolo, se le mie figlie saranno così fortunate da vivere più di cento anni. Quali cambiamenti vedranno? Quali progressi avremo fatto? Adesso possiamo rispondere a questa domanda.
E’ il nostro momento.
E’ il nostro tempo.
E’ ora di ridare un lavoro alla gente, dare opportunità ai nostri ragazzi, ristabilire prosperità, promuovere la pace, riaffermare il sogno americano. Ribadire una grande verità: che tra tanti siamo uno solo, che mentre respiriamo speriamo e quando ci scontriamo con scetticismo, dubbio o incontriamo chi dice che non possiamo, noi risponderemo loro con un credo senza tempo che rappresenta  lo spirito di un popolo: Yes We Can.

Chicago, Grant Park, 4 Novembre 2008

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5 commenti leave one →
  1. mercoledì 5 novembre, 2008. 19:51

    è un bel discorso… speriamo che ciò che avverrà nell’immediato futuro sia buono come si spera…

  2. mercoledì 5 novembre, 2008. 20:53

    L’elezione di Obama a Presidente degli Stati Uniti è, aldila’ della retorica, davvero un momento epocale nella storia del XXI secolo.
    Le prime parole da Presidente di Obama mi sembrano davvero poco banali; non vorrei esagerare ma queste elezioni 2008 rappresentano per l’America, e quindi per tutto il mondo, una data che puo’ entrare nell’immaginario come e piu’ dell’11 Settembre.
    Si gira davvero pagina, io ne sono convinto.

  3. elena permalink
    giovedì 6 novembre, 2008. 22:45

    sono cose che ti fanno venire la pelle d’oca….
    adesso vi inviterei a leggere il discorso di silvio berlusconi alla vittoria di obama…siamo su un altro pianeta purtroppo…e noi siamo in queste mani…

  4. giovedì 6 novembre, 2008. 23:52

    Sulla scia dell’entusiasmo non ho potuto fare a meno di regalarmi Barack Obama. I sogni di mio padre. Un racconto sulla razza e l’identità. Chiamatemi anche banderuola, ma sono pieno di fiducia e pronto a far diventare questo memoir il mio libro sul comodino, un testo capitale per me! Quando e se lo finirò ve ne renderò conto.
    Strano che Silvio non abbia detto che Obama lo ha chiamato… Lui dice sempre che qualche personaggio illustre lo chiama.. Mi ha chiamato il mio amico VladimirMi ha chiamato il mio amico George
    Come mai Obama non ha avuto tempo, prima di salire sul palco di Chicago, di fare uno squillo a Silvio… Imperdonabile!
    Chiedo venia per l’umorismo di bassa lega.

  5. venerdì 7 novembre, 2008. 15:39

    Non chiedere venia… ci ha pensato Silvio a fare umorismo di bassa lega!
    Ho già detto di essere contentissima per l’elezione di Obama? No? Sì sprizzo felicità da tutti i pori!!! 😀

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