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“Jasad” la rivista che piace in occidente

giovedì 18 dicembre, 2008.

Era una giornata di primavera che improvvisamente divenne molto più calda. Lei indossava dei collant di nylon con scarpe basse leggere e, all’aumentare della temperatura, mi annunciò che non li sopportava più. Ci allontanammo dagli sguardi curiosi, rapidamente si tolse i collant e ricordo ancora i momento esatto in cui i suoi piedi furono denudati, liberi dal loro involucro nero trasparente…

Jasad - 1° numero

La "J" disegnata come una manetta aperta non rappresenta un invito al sado-maso, ma si riferisce alla necessità di spezzare i tabù.

I maggiori quotidiani occidentali in questi giorni stanno dando grande risalto a Jasad (Corpo) il nuovo trimestrale edito in Libano pronto a spezzare i tabù arabi sul corpo. A metà strada fra un esercizio da salotto e una vera e propria voce fuori dal coro pronta a rompere il silenzio che circonda il sesso nel mondo musulmano. Jasad, il cui primo numero uscirà questa settimana, sarà la prima rivista in lingua araba dedicata all’arte e alla cultura del corpo, in cui saranno approfondite tutte quelle tematiche erotiche, sessuali, legate alla fisicità e al suo stretto rapporto con le sensazioni, le emozioni: tematiche quindi assolutamente censurate e inaccettabili nel loro proporsi in modo esplicito e da sempre narrate con un’infinità di metafore. A tal proposito come dimenticare Il giardino profumato di Muhammad An-Nafzawi, manuale arabo dell’eros dove tutte le parti del corpo vengono nominate sempre indirettamente.

Ideatrice e direttrice è Joumana Haddad, trentottenne poetessa giornalista libanese cattolica, che apre il primo numero con 50 articoli dai temi forti firmati da scrittori arabi in maggioranza musulmani. Aspettando le reazioni del mondo integralista arabo c’è da notare il forte interesse che questa pubblicazione ha destato in occidente, ma soprattutto l’accento che viene posto sul diritto, il dovere e la volontà di poter usare le parole per descrivere le tante facce della realtà. Insomma uno spazio libero per gli scrittori liberi in lingua araba.

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One Comment leave one →
  1. giovedì 18 dicembre, 2008. 22:22

    Mmm… sai che ne ho sentito parlare ma non ne sapevo molto!!! Interessante! 😀

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