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Bestseller è ancora marchio d’infamia?

sabato 24 gennaio, 2009.

Non è un mistero, e più volte l’ho ribadito nel presente blog trattando dei vari fenomeni editoriali, che spesso di fronte al successo e  ai numeri si storca il naso e si cerchi di vedere quello che si vuole. Non c’è mezzo d’informazione che nell’ultimo mese non ha parlato dello scrittore svedese Karl Stieg-Erland Larsson, del suo progetto di opera quasi titanica, di quello che è riuscito a realizzare e anche della sua tragica fine in corso d’opera. In Italia sono usciti i primi tre capitoli della saga “Millennium”: Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta riscuotendo un successo davvero strepitoso e forse difficile da spiegare. Critici e scrittori nel frattempo si interrogano sul fenomeno e più d’uno ha stroncato i lavori di Larsson. Ad ogni modo i suoi libri confermano che nessuno conosce la chiave per arrivare al successo. Il Corriere della Sera ha recentemente pubblicato la corrispondenza elettronica tra lo scrittore e l’editore svedese, ve ne riporto un estratto che fa luce sui canoni e, se vogliamo, sulla poetica di Larsson.

Forse ti può interessare qualche parola su cosa ho voluto dire con questi libri.

Per molti aspetti ho voluto andare controcorrente rispetto alla consueta impostazione dei romanzi polizieschi. E per farlo ho usato degli espedienti di solito proibiti. La presentazione di Mikael Blomkvist, per esempio, avviene esclusivamente attraverso l’indagine personale fatta da Lisbeth Salander.

Ho cercato di creare dei protagonisti che si distinguessero radicalmente dai soliti personaggi dei polizieschi. Perciò Mikael Blomkvist non ha né l’ulcera, né problemi di alcolismo o di angoscia esistenziale. Non ascolta l’opera né si dedica a qualche strano hobby come i modellini di aeroplani o cose simili. In generale non ha problemi e la sua caratteristica principale è che si comporta come lo stereotipo di una “puttana”, cosa che lui stesso riconosce. Ho anche consapevolmente invertito i ruoli sessuali; sotto molti aspetti Blomkvist fa la parte della “bambolona”, mentre Lisbeth Salander ha modi di fare e qualità che sono stereotipi “maschili”.

Una regola fondamentale è stata di non idealizzare mai il crimine e i criminali, né di fare delle vittime degli stereotipi. Nel primo libro ho costruito il serial killer mescolando tre casi autentici. Tutto ciò che viene descritto si può dunque ritrovare in reali inchieste di polizia. La descrizione dello stupro di Lisbeth Salander si basa su un caso avvenuto a Östermalm tre anni fa. E così via. Ho voluto evitare che le vittime fossero persone anonime, per questo dedico molto tempo a presentare Dag Svensson & Mia Bergman prima dell’omicidio.

Detesto i polizieschi dove il protagonista può comportarsi in qualsiasi modo o fare cose che le persone normali non fanno senza conseguenze. Se Mikael Blomkvist spara a qualcuno, anche se lo fa per autodifesa, finisce in tribunale. Lisbeth rappresenta l’eccezzione molto semplicemente perché è una sociopatica con tratti psicotici e non funziona come le persone normali. Non ha dunque la stessa percezione di ciò che è “giusto” o “sbagliato” della gente normale, ma ne subisce anche le conseguenze.

Come forse avrai già capito ho dedicato molto spazio alle figure secondarie nell’azione, il cui ruolo sotto certi aspetti è importante tanto quello dei protagonisti. Lo scopo è quello di creare un universo realistico intorno a Blomkvist/Salander. […] i personaggi secondari spesso possono essere molto più interessanti del protagonista.

stieg.larsson@… venerdì 30 aprile 2004

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2 commenti leave one →
  1. martedì 27 gennaio, 2009. 17:02

    Beh… che dire… di solito è vero, i lettori, quelli veri abituali storcono il naso davanti alla parola best-sellers che in realtà non è un “genere” come spesso viene detto. Sinceramente io leggo bestsellers e leggo libri meno noti… non mi faccio influenzare… forse però nel caso del best-sellers tendo a non leggerlo quando è all’apice… quando tutti ne parlano, non per una questione di snobbismo… ahimè… ma a volte leggere tutte quelle recensioni, commenti e giù di lì… smorzano la mia curiosità!

    • martedì 27 gennaio, 2009. 23:23

      Ogni tanto mi butto sul libro del momento, ma come dire, da qui a leggerlo ce ne corre! Era interessante però la critica feroce degli addetti ai lavori nei confronti di un successo quasi inspiegabile. Mi aveva colpito come Larsson trattasse dei personaggi dei suoi romanzi, idee molto chiare non trovi? Ahimè non ci saranno recensioni per un bel pezzo… sono alle prese con un romanzo molto lungo…

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