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“Abbiamo cataloghi di musei, non abbiamo atlanti artistici.”

lunedì 13 aprile, 2009.

 

Anselm Kiefer, Naglfar, 1998

Anselm Kiefer, Naglfar, 1998

 

le teorie sono reti: solo chi le butta pesca

Franco Moretti, grande studioso del Romanzo, in Atlante del romanzo europeo 1800-1900 si potrebbe dire che non fa altro che pescare. Teorie, linee evolutive della geografia europea, mentalità e molto altro ancora possono essere rintracciati nei romanzi europei Ottocenteschi. Dai romanzi sentimentali a quelli storici e dal romanzo di idee al picaresco, Moretti ci conduce nelle più straordinarie creazioni dei grandi della letteratura. Da come l’Inghilterra è divenuta un’isola grazie ai romanzi di Jane Austen, alla polarizzazione fra bene e male nella Londra di Conan Doyle e Dickens e soprattutto l’egemonia culturale della Parigi di Balzac, vera e propria Hollywood del romanzo nell’Ottocento. Il romanzo europeo ha contribuito alla costruzione dello Stato-Nazione, ha fuso campagna e città e messo a nudo le contraddizioni coloniali. Insomma un attore della geografia e della storia.

É possibile disegnare delle mappe e tracciare delle linee sulla base di questi romanzi? Ovviamente si, ed è su queste carte che bisogna lavorare (o se si vuole interpretare) e i risultati sono sorprendenti e illuminanti. Si possono addirittura azzardare nuove teorie sugli stili. Dalla Morfologia della fiaba di Propp alla Orografia del romanzo europeo il passo è davvero breve. Non manca una geografia della letteratura, i gusti dominanti dell’Ottocento o i generi che hanno trionfato nella maggior parte dei Paesi, esercitando in seguito un’egemonia culturale i cui effetti sono ancor oggi ben visibili, poiché

gli esseri umani esigono soluzioni soddisfacenti, non ottimali […] Una volta trovata una soluzione che funzioni, la cosa di solito basta

Ogni cartografo rischia nel costruire le proprie mappe, e certamente è obbligato a “radicalizzarne” le impostazioni e dunque anche l’Atlante che Moretti ci offre sarà certamente discutibile. Ma è come se si aprissero porte e finestre: si ha la sensazione che lo spazio, il suo sentimento, la sua forza generatrice, non nuocciano in alcun modo alla Storia e alle storie, né siano in antagonismo con la lettura “interna” delle forme, e che piuttosto ne dilatino l’orizzonte, spesso un po’ compresso.

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