Skip to content

Delitto e casting

giovedì 21 ottobre, 2010.

Nel 1991, influenzato dalle letture di Sherlock Holmes, cercai di risolvere il caso dell’omicidio della contessa Alberico Filo della Torre solo leggendo il Corriere della Sera che comprava mio padre, potere della letteratura. All’epoca, nel giro di un mese la notizia passò ad occupare dalle prime pagine solo alcuni articoli del quotidiano, fino ad arrivare a qualche breve trafiletto per poi essere relegata alle notizie alla voce In breve. In quelle condizioni anche un tenace detective di 9 anni, con il suo solido bagaglio di gialli ottocenteschi, fu costretto ad archiviare il caso come irrisolto. Pensare che il primo indiziato era il maggiordomo tolse ogni fantasia al mio interesse. La scatola dei ritagli di giornale finì in soffitta. Dove si trova tuttora.

Nel 2007 le cugine Cappa giunsero a una certa notorietà grazie a un (qualitativamente) discutibile fotomontaggio assieme a Chiara Poggi uccisa da un omicida ancora ignoto. Dopo un discreto battage mediatico, condito da occhialoni scuri che perennemente coprivano occhi gonfi di lacrime, le due tornarono nell’ombra. Avevano però dimostrato ampiamente come la forza delle telecamere e dei rifletti potesse creare e disfare in un battito di ciglia, e di come anche potevano distruggere una tutto sommato tranquilla esistenza in nome di cinque minuti di notorietà. Nello stesso anno Amanda Knox finiva su tutti i giornali come indiziata principale nel caso di omicidio di una giovane studentessa inglese. La giustizia, ahimè, privò quasi subito i media della giovane incarcerandola. Ad ogni modo libri, film e un serial televisivo della Fox perpetueranno il fascino di “Angel Face” continuando ad alimentare la storica polemica sugli eroi negativi o meglio criminali.

Fatti di sangue, delitti irrisolti a sfondo sessuale o familiare creano nelle nostre coscienze una curiosità insaziabile. Edizioni straordinarie di telegiornali, pagine e pagine di periodici, speciali, dossier, verità su verità o varietà su presunte verità. Nelle ultime settimane la televisione si è seduta al banchetto degli ascolti e da una storia tanto complicata quanto tragica è riuscita a trarre più di quanto sperasse.

Un paese poco conosciuto è diventato il centro dei notiziari italiani. Le strade si sono riempite di cronisti d’assalto. Per circa quaranta giorni i presunti colpevoli sono stati sotto l’occhio senza giudizio delle telecamere. Il materiale filmato a posteriori è diventato più gustoso di serial come Lie to me o CSI. Si era sulla scena del crimine se non vicino al cadavere proprio come in Nodo alla gola di Alfred Hitchcock dove gli assassini imbandiscono la tavola per il party sul baule contenente la loro vittima. Per l’intero film cercano di vincere il senso di colpa e i primi sospetti che affiorano tra gli invitati. Abbiamo quindi scoperto come Michele Misseri voleva raccontarci tutto fin dall’inizio come un moderno Raskol’nikov. Finalmente pronto ad espiare la sua pena (e forse anche quella di altri) con il bagno penale. Anche se il vero personaggio dostojevskiano era ed è in realtà la figlia Sabrina, che si rodeva nella ricerca di giustificazioni plausibili da dare ai giornalisti. Presente in ogni notiziario e in ogni intervista, addirittura inviava messaggi di testo o lettere a giornalisti, cronisti, direttori di telegiornali. Insomma un’informazione a uso e consumo del cittadino. Non ci si è fermati e non ci si fermerà di certo di fronte a tutto questo. D’altronde ci sono ancora mille interrogativi e gli editorialisti avranno ancora tanto da esecrare un certo uso dell’informazione.

In tutto questo è scomparsa la vittima. Una quindicenne che aveva un rapporto difficile con la madre, che aveva facebook (accusato di averla portata alla morte, quando a uccidere normalmente sono le persone), che chattava e non lasciava mai il suo cellulare, che vedeva nella cugina maggiore la migliore amica, ma anche una rivale in amore, che teneva un diario con tutti i suoi sogni e le sue paure. Si è detto che non era possibile accertare la violenza sessuale, forse l’ennesimo bluff dei nostri investigatori, anche se io preferisco pensare che sia stato un gesto di clemenza nei confronti degli informati, e finalmente di pietà nei confronti di Sara. Un’adolescente come tante.

Annunci
3 commenti leave one →
  1. Anna permalink
    giovedì 21 ottobre, 2010. 8:53

    Ma la storia continua.. e si aggiungono dettagli.
    Probabilmente Misseri ha colpa tanto qualcun altro. Ma ce lo spiegherà Vespa, con qualche plastico dei suoi!

    • giovedì 21 ottobre, 2010. 11:42

      Oltre al plastico, se proprio non riusciamo a immaginare quello che è successo, ci sono anche i fumetti del Corriere della Sera!
      http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2010/10/20/pop_michele.shtml
      http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2010/10/20/pop_sabrina.shtml

  2. venerdì 1 aprile, 2011. 22:12

    Giallo risolto! (Senza fantasia… proprio come nella realtà)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: