Skip to content

La sotterranea memoria di Berlino

giovedì 9 dicembre, 2010.

È ancora possibile nel rock inventarsi qualcosa di diverso, quando tutto è già stato detto? Quando basta saper suonare un do, un sol e un re e tenere il ritmo per tre minuti?
No.
E ancora una volta no. Potete scrivere una canzone lenta e una veloce, potete scrivere ancora una che nella strofa si trascina lenta come il fumo e nel ritornello scoppia come l’Etna, ma questo è tutto ciò che potete comporre nel rock. I musicisti rock non sono tanto meglio dei venditori di hamburger e kebab. Prendono e macinano da quello che viene prima.

Ecco il tipo di constatazione che muove l’animo di Pancho Dirk, uno dei personaggi che popolano Il cielo sotto Berlino del trentottenne scrittore ceco Jaroslav Rudiš. La voce narrante è quella di Petr Bém un insegnante di Praga che abbandona famiglia e lavoro, orizzonti che vede farsi improvvisamente troppo stretti. Questa fuga lo porta a Berlino, la vera protagonista del romanzo. Una città dalle mille possibilità dove Petr può essere finalmente quello che vuole o per lo meno ritrovarsi. La capitale cosmopolita dei giovani, sospesa fra l’Occidente e l’Oriente dell’ex blocco sovietico, una città unica e irripetibile. Storica testimone del secolo passato che l’ha vista teatro violato di ideologie perniciose e oggi simbolo del villaggio globale. Nel mondo-Berlino si incontrano e sovrappongono mille etnie, nazionalità e storie. Il simbolo di questi scambi è la sua rete metropolitana, dove le persone volenti o no sono costrette a sfiorarsi e scontrarsi. Le linee dei treni sotterranei U-Bahn e quelle di superficie S-Bahn sono le arterie e le vene di un grande cuore che nonostante tutto non ha mai smesso di battere.

Berlin U-Bahn Map

Pensare che ben due linee di metropolitana continuarono il loro silenzioso viaggio per ben 28 anni unendo inutilmente ovest ed est (in quest’ultimo settore non era consentito l’accesso ai treni), non può non evocare sinistre suggestioni. Questa quinta teatrale, che dicevamo è anche personaggio, si fa testimone e pretesto nell’incontro tra Petr e Pancho. Fra i due nascerà l’amicizia e presto il gruppo punk rock che chiameranno appunto U-Bahn, un nome che sintetizza l’oscurità, il rumore e la velocità, efficace dichiarazione della poetica della band. Petr suona con la sua chitarra Dylan e i Beatles nei cunicoli della metropolitana e incontra Katrin, studentessa di psicologia, meteoropatica e fanatica dell’Islanda. Intorno ai due inizia a ruotare il mondo della U-Bahn: il signor e la signora Blume, genitori di lei, e Günther il macchinista che ha avuto la sfortuna di condurre il treno durante cinque tentativi di suicidio.

Fra gli incontri, la ricerca di un batterista e la prima del gruppo irrompe il capitolo che spezza tutta la narrazione. Un capitolo simile al nono de Il sentiero dei nidi di ragno. Una voce diversa e una nuova narrazione che danno vita a un secondo coinvolgente e riflessivo racconto, a una inaspettata visione dell’intera trama.

U-bahn surfing

U-bahn surfing

Il racconto devia su una realtà piena di umanità e però parallela, proprio come i binari sui quali scartano sferragliando i treni. La visione da acquario del mondo sotterraneo della U-Bahn viene così amplificata fino ai suoi estremi con il racconto di Bertram, e in questo acquario ci siamo tutti, compreso Pancho, Katrin e Petr. L’ovvio riferimento del titolo al celebre lavoro di Wenders trova infine la sua nemesi sotterranea con la scomparsa di Bertram, inghiottito dall’ignoto dal quale era emerso.

Una narrazione che non indugia sui personaggi più di un treno nella sua fermata, una scrittura che fa ampio ricorso al parlato, alla memoria e alla storia. La copertina non deve scoraggiare, ai già citati dubbi di Pancho Dirk è lo stesso autore Jaroslav Rudiš che risponde con il suo Il cielo sotto Berlino. Nel rock come nelle narrazioni metropolitane e underground (in questo caso da non confondersi con cultura underground) è ancora possibile inventare qualcosa di diverso.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...