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Ora attendo serenamente la catastrofe di quel che sono, per sembrare nuovamente bello, interessante e moderno

mercoledì 22 dicembre, 2010.

«Guardare Don Draper emergere dalle clorurate acque battesimali, cercando di riprendere fiato in una cavernosa piscina pubblica, mi riporta alla mente un racconto di John Cheever Il nuotatore, del 1964»
Natasha Vargas-Cooper, Footnotes of Mad Men: The Swimmer, “The Awl”

Burt Lancaster, "The Swimmer"

Spesso un racconto per essere bello deve contenere più di un romanzo. Il numero dei personaggi diminuisce e gli accadimenti sono pochi e decisivi. In Una giornata qualsiasi è facile non aspettarsi nulla. I racconti di Cheever contengono un mondo narrativo concentrato e assoluto. Dietro ogni racconto c’è un simbolismo che si manifesta nell’essenza dei suoi personaggi. I protagonisti prendono forma con semplici pennellate eppure sono complessi, non attanti unidimensionali.

Prova ne sia il fatto che uno dei personaggi più complessi del piccolo schermo  venga paragonato a Neddy Merrill, ricco, bello e apparentemente felice ma nel pieno disastro del suo fallimento economico, che decide di attraversare la sua cittadina nuotando nelle varie piscine delle ville che la costituiscono. Insieme alle piscine che Ned attraversa vengono descritte anche le vite e le abitudini dei loro proprietari, simili proprio come le piscine fra loro. La spedizione di Ned viene poi interrotta da un temporale e da una piscina prosciugata: un incidente questo che lo induce bagnato e seminudo sulla strada per raggiungere una piscina pubblica. In alcuni party o giardini e piscine, scopre però di non essere così benvoluto come credeva. La società che lo ha accettato è adesso contro di lui, non più riconosciuto come pari dai suoi vicini benestanti. Il nuotatore all’improvviso si sente crollare , si mette a piangere, “infelice, infreddolito, stanco, sgomento” e riesce a stento ad arrivare a casa, trovandola immersa nel buoi e chiusa a chiave, finché si accorge che è disabitata. Proprio come la casa con la piscina prosciugata che aveva incontrato nel suo cammino.

In Una giornata qualsiasi è descritta una serie di avvenimenti apparentemente banali in una famiglia privilegiata e inconsistente.

Ma perché amava tanto i temporali, perché lo eccitava il rumore delle porte spalancate dal vento e delle folate di pioggia che spazzavano violentemente le scale di casa, perché il semplice compito di chiudere le imposte di una vecchia casa gli sembrava così necessario e urgente, perché le prime note cristalline di un vento di tempesta avevano per lui il suono inconfondibile delle buone notizie, dell’allegria, della lieta novella?

Nell’ultimo racconto Una radio straordinaria, una coppia di New York passa diverso tempo ascoltando alla radio musica classica. Un giorno la vecchia radio viene sostituita con un nuovo modello che da diverse noie di interferenze. Un giorno prende a trasmettere le conversazioni dei vicini. Le più vuote e crudeli sulle esistenze più mediocri. Irene passa diverso tempo origliando e assuefandosi alle conversazioni del suo palazzo finché un giorno ascolta il litigio di un vicino che dopo due ore inizia a picchiare la moglie. Irene piange e chiede a Jim di intervenire . Lui al contrario inizia a rimproverarla meschinamente del suo comportamento gretto, rivelando una realtà per nulla diversa da quella dei loro vicini.

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