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Nelle sere di luna piena, la Madonnina del Duomo c’era così vicina che bastava aprire le finestre…

giovedì 27 gennaio, 2011.

Con questo interrogativo, strategicamente posto in quarta di copertina, Leonardo Sinisgalli ci invita a leggere i suoi articoli pubblicati sulla rivista «Italia Letteraria» e riproposti in Pagine milanesi. Scritti fra il 1933  e il 1936, questi contributi rappresentano la società milanese del periodo, aperta all’arte e alla cultura. Una Milano che è ritrovo di intellettuali e artisti provenienti da tutto il Paese, dove sulla stessa linea di tram si potevano incontrare Quasimodo, Persico, Carrieri. Nelle pagine di Sinisgalli c’è una Milano in continua costruzione, un cantiere costante volto a costruire il capoluogo lombardo come oggi lo conosciamo. La periferia e il freddo non fanno demordere il giovane poeta-ingegnere lucano:

Sono giunto in questa città una sera d’inverno: faticosamente il sangue ha fatto abitudine agli agguati della nebbia. Nasceva dalla terra, penetrava i muri, veniva fuori in certe ore dalle concimaie della periferia e la bocca faceva acre, le reni acide.

Ma di giorno in giorno cresce la confidenza nei confronti della città e della sua gente e anche il freddo sembra meno intenso. Fra una prima teatrale, una mostra e un evento mondano Sinisgalli ci racconta con il suo tocco personale, lucido ed essenziale il cenacolo di artisti che diveniva una sorta di seconda famiglia per lui. Sullo sfondo di una città che si acconcia e ispira momenti nostalgici:

È una notte buona, bisogna pure segnarselo nella memoria l’itinerario della luna nel riquadro del cielo. È su che è poco, in quel varco d’aria aperto dalle ultime demolizioni. Fino all’altr’anno c’era l’insegna luminosa della Voce del Padrone: dicono la prima figura apparsa sul cielo della città. Più tardi passerà sulla testa del cavallo di bronzo e terminerà il suo arco nelle prime ore dell’alba: finirà, ne sono sicuro, dentro la rete metallica che fa da sostegno ai tubi luminosi del Vermut Bianco Isolabella. È già tardi; sulla parete che sta di faccia al Duomo sono rimaste poche insegne.

Madonnina con la luna, Milano

Madonnina con la luna, 2 gennaio 2010, Milano

Piccole schegge della Milano di Sinisgalli e, non ce ne voglia il lucano, dal sapore quasi diaristico, proprio come dei post di un blog personale, in bilico fra la cronaca mondana e il racconto privato e intimista. Da notare la fantastica veste grafica della copertina, un atto dovuto al pubblicitario Sinisgalli, che spesso ha offuscato il poeta, il prosatore, il designer, il direttore di riviste, l’ingegnere…

Il salto che io ho fatto dal borgo alla città è stato temerario, non c’è stata la mezza misura. La città mi ha affascinato e mi ha distratto per molti anni. Ce l’ho davanti agli occhi, non la guardo. C’è oggi un dissenso tra me e la città. Ma non mi passa mai per la mente di fuggire o di nascondermi.
Intervista a Leonardo Sinisgalli in Ferdinando Camon, Il mestiere di poeta, Lerici, Milano, 1965, p. 103.

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