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La sublime melodia di un silenzio

martedì 27 settembre, 2011.

Ascolta come spira l’ininterrotto messaggio

che dal silenzio si forma

Rainer Maria Rilke

di Monica Martins

Cesario Milo, In cosa mai siamo mortali? (Zona contemporanea)

L’esistenza è tutto quello che cammina verso l’indissolubile, transitando in un percorso senza serie, senza spazio, senza la preoccupazione del “sapere”…  Sarebbe un “Esistere” per qualcosa, in qualcosa, o per sé stesso.

In cosa mai siamo mortali? un libro che appassiona e fa pensare a tutta una esistenza umana e trascendentale. Una via dove il tutto e il niente si intercalano, si questionano insieme in armoniosa sintonia, amalgamando così: il chiaro e il buio, il certo e l’incerto, il vero e il falso. L’“Essere o non Essere”: però qui non sarebbe solo questa “la Questione”.

Perché nell’approssimarsi alle poesie di Cesario Milo, l’interrogarsi interiore diventa una costante, involto in un’atmosfera fruttifera che ci riporta al centro di un’analisi intima, regalando al lettore la pienezza di permettersi di trovare la capacità di vedersi interiormente.

Vivere, essere mortale, immortali, poco importa, nel momento in cui l’anima poetica attraverso le sue indagini. le sue interrogative fiorisce nel poeta che, senza paura, si sommerge acclamando tante voci: ardenti, irriverenti, ironiche. In altri versi la poesia riceve senza clamore una voce di purezza accattivante e sublime. E tutto questo possiamo pensare e sentire come “l’infanzia” degli iniziali pensieri dell’esistenza.

Il Poeta declama l’onirico di un modo tanto colossale com’è per un bambino la scoperta dei primi passi, dei primi gesti verso la libertà. Cosa sarebbe per un Essere vivente non avere la possibilità d’essere libero almeno mentalmente? E Cesario trascina il lettore nei mondi più profondi del silenzio, della solitudine, della fragilità e dell’ innocenza.

“ Giocando con le armi degli angeli” si riconosce e si appoggia alla “promessa di un colore”. Promessa questa in cui la poesia si lascia andare ad un  immaginario  melodico dove il lettore  percorre campi di favola, di reale ed irreale bucolico: di tutto ciò di cui abbiamo bisogno per conoscere cosa potrebbe dare e regalare la “costellazione” e così poter sentire la libertà spaziale viva nell’ambito poetico/lirico di un poeta che si denuda davanti al mondo.

Il testimone poetico e continuo ci porta ai ricordi degli “antichi” e rimanenti sentimenti di lucidità e pazzia, proponendo all’IO interiore, nella sua fase costruttiva e fantasiosa, la voglia di sdraiarsi nella nostalgia e nella blandizia del tempo che, scolpito in ognuno di noi, rimarrà nell’intramontabile coscienza,  unica, di ogni Essere.

Al penetrarsi nell’aura dimensionale dal “Gioire dell’aria”, in respiro dopo  respiro, con esaltazione frazionata e amabile, accogliamo il pensiero suggerito : “ Nell’alba col cuore che manifesta la sua povera sostanza di carne, il respiro perde le coordinate (…) Folli di voglie in questa vita che non fiorisce, che le mette al rogo, benedicici cielo!” In questo attraente universo si può respirare un’aria luminosa e immergersi in una straordinaria e accogliente allegrezza.

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