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Quando non regalare un libro

venerdì 23 dicembre, 2011.

Natale si avvicina e, anche se il fenomeno è meno evidente rispetto agli scorsi anni, aumenta la necessità di acquistare e consumare. Il regalo, questo atroce nemico, sorge dalle nebbie del nostro riposo per spingerci verso i territori già conosciuti – e temuti –  dell’etichetta, della scelta e del disagio. Naturalmente in quanto lettori la prima cosa che ci viene in mente è comprare libri per i nostri cari.
Regalare un libro parte dalla sempre pericolosa premessa del “siccome piace a me, a te piacerà anche di più”. Peccato che non sia sempre così, giacché la nostra passione per i libri non deve essere imposta alle persone, che forse non hanno lo stesso interesse. Anche se lo avessero, chi garantisce che i nostri gusti coincidano? Inoltre, oggi sorge un ulteriore difficoltà: devo regalare un libro in formato elettronico o cartaceo? Dare uno tomo di un migliaio di pagine a qualcuno che si addormenta con il suo e-reader fra le mani può essere una scelta poco sensata. Lo stesso dicasi per alcuni generi (giardinaggio, esoterismo, allevamento di cani) che potrebbero essere inadeguati per i nostri amici, conoscenti e parenti, per quanto a noi piacciano da impazzire.
Forse dovremmo prendere in considerazione alcune semplici regole base.

In primo luogo vanno categoricamente evitati i libri di auto-aiuto. È possibile che The secret – il segreto ci abbia cambiato la tua vita, però regalare a una persona malata un’opera che assicura che siamo la manifestazione dei nostri desideri (incluse disgrazie personali e malattie) probabilmente non è una decisione saggia. Il momento personale che attraversiamo è unico e non trasferibile, quel libro magico che ha segnato la tua esistenza non è necessariamente vitale per un’altra persona (con questo vanno evitati anche i libri con sfumature politiche e/o religiose e/o grigie). Né è consigliabile regalare libri a studenti universitari: c’è sempre la possibilità che il vostro regalo gli faccia ricordare il tempo limitato che ha a disposizione per leggere ciò che vuole veramente, al di là della bibliografia obbligatoria per la sua carriera. Il libro può anche causare autentici disastri all’interno della vita di coppia, ciò che per uno dei due può essere romantico, trascendente e indimenticabile, per l’altro può essere stucchevole, banale e noioso, portando a scontri affatto desiderabili. D’altra parte nel complicato mondo del libro-regalo esistono solo due destinatari da incubo: quello che ha letto tutto (e lo ha in differenti edizioni, arrivando a sentirsi insultato dal fatto che la tua è un’edizione economica con traduzione pessima); e quello che non legge mai. In entrambi i casi il regalo deve implicare che uno ha dedicato un certo tempo alla riflessione sull’interesse che avrebbe potuto generare nella persona che lo riceve, perché il libro riflette, quasi tanto come gli altri regali complessi come la musica o il profumo, una decisione elaborata misurata sul gusto dell’altra persona. In sintesi, regalare un libro è regalare cultura, regalare una avventura, regalare un sogno. È anche, però,  esporsi al disastro, all’offesa, all’umiliazione. Regaleremo libri per Natale: si, però non un libro qualsiasi. Regaliamo l’opera perfetta per quella persona. E se no, ci rimarranno sempre i cioccolatini.

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