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Al crepuscolo

lunedì 27 aprile, 2020.

Tutto d’un tratto tutto si è fermato, ci siamo fermati.

Solo qualche giorno prima programmavamo un viaggio, andavamo un paio di volte a settimana in piscina o palestra. La nostra routine scandiva le nostre giornate, ero un po’ la mia routine. La nostra prospettiva sul mondo ha subito un brusco ridimensionamento e abbiamo dovuto fare i conti, responsabilmente o meno, con la perdita di alcune libertà, la nascita di impensabili restrizioni e la scoperta del distanziamento sociale.

Per apparire ostinatamente ottimista, per “fare morale”, ho ripetuto più volte a parenti o amici, che sentivo particolarmente scoraggiati, che la nostra nuova condizione era ed è un’opportunità. Quanti di noi si sono scoperti capocuochi? Quanti hanno pensato bene di farsi una palestra a casa o hanno deciso di imparare a suonare uno strumento? Qualcuno ha persino terminato il libro che cercava di leggere da anni.

Ci siamo scrollati di dosso vecchie abitudini e abbiamo ridefinito le nostre giornate, smesso di correre tutto il giorno da un posto all’ altro, affannarci furiosamente e inutilmente come una falena contro una lampadina… e abbiamo anche creato una nuova quotidianità e iniziato a vivere con lentezza. Abbiamo fatto di necessità virtù e intrapreso la strada del cambiamento e penso che il cambiamento sia sempre positivo. Quando tutto riprenderà “normalmente” porteremo con noi quello che abbiamo appreso. Non si potrà semplicemente tornare a come era prima, come se nulla fosse successo. Bisognerà tornare a “come era prima” con l’aggiunta della consapevolezza di aver passato tempi incerti, di averli fronteggiati e da questo averne tratto qualcosa di positivo, qualcosa da portare nel nostro nuovo futuro.

Pur rimanendo nei pressi della mia abitazione ho continuato a scattare immagini, cercando di uscire in un orario in cui non avrei incontrato nessuno. Così è stato. Al crepuscolo normalmente molti sarebbero di ritorno a casa da una giornata lavorativa, qualcuno avrebbe approfittato per una corsa e invece adesso nessuno è in giro con il cane e dalle finestre le luci sono già accese. E io ho trovato di nuovo il tempo di scrivere un post e pubblicare le mie foto, cercando di farlo nell’unico modo possibile: il mio.

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