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Consider the Blogger

Un neofita alle prese con l’universo blog.

Risalendo i flussi di link, URL, forum, web-log e siti statistici. Insomma, come un Salmone Rosso, nuotando contro corrente, ho scoperto due/tre cosette interessanti. Per prima cosa mi sono accorto che l’attenzione per un post si dovrebbe fermare all’incirca qui.

Si, perché se hai una media di permanenza sul blog di 47 secondi, vuol dire che qualcuno ha digitato sul suo motore di ricerca una cosa che qui, ahimè, non ha trovato e forse ci ha messo pure troppo a rendersene conto.

I bloggers, me compreso, sono fondamentalmente degli iper-narrattivi che si prodigano per essere ascoltati (stiamo parlando della forma più pura di egocentrismo). Per lasciarsi dietro qualche traccia di sé, sperando sempre che questa traccia sia sufficiente per radicarsi e diventare qualcosa di più grande. Un libro. Un erede un film un capolavoro. Ma l’ascoltatore-lettore della rete le ha già sentite tutte. È cortese, ma annoiato. È dura fare colpo. Sono questi i tuoi 47 secondi “in sella” e poi… Spiacente, i tuoi 47 secondi sono scaduti.

Per la prima volta nella storia 5 fattori si sono allineati per dar vita a questa esplosione “iper-comunicativa”. In ordine sparso, i fattori sono i seguenti.

Tempo libero.

Tecnologia.

Materiale.

Istruzione.

E disgusto.

Chuck Palahniuk, La scimmia pensa, la scimmia fa. (”iper-comunicativa” mio)

Un ultimo piccolo salto da risalire per il nostro Salmone Rosso.

Andy Warhol disse che tutti sarebbero stati famosi per 15 minuti.

Andy Warhol conosceva bene il mondo mediatico degli anni ‘60, ma non avrebbe mai potuto immaginare che, 40 anni dopo, semplici sconosciuti sarebbero diventati famosi per aver partecipato a un reality o per aver scritto in un blog i pettegolezzi sulle celebrità o peggio ancora… In realtà la raison d’être e l’utilità di molti blog è stata testata (con successo) in tornei di fantacalcio e download di musica. Questioni di prospettiva. Con la rete il tempo si è parcellizzato, come i piccoli blocchi di informazione che ci insegnano nei corsi di informatica.

Tornando a noi, ho scoperto i trend e le statistiche dei blog, una vera manna dal cielo per noi bloggers. Un’indicibile messe di accessori e informazioni con i quali chiunque può visualizzare chi è sul sito, per quanto tempo, da dove, che browser utilizza, che sistema operativo… Vado avanti? Ok: che risoluzione grafica, cosa ha digitato sulle pagine, come ha mosso il puntatore, il pagerank/link popularity(?) e in sostanza se si è infilato le dita nel naso mentre leggeva.

Bene. Quella persona, a suo modo, è stata famosa, per me per un tempo medio di 47 secondi (i 15 minuti di Andy sono lontani, eh?) e per dirla tutta non stava neanche facendo nulla di…

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2 commenti leave one →
  1. venerdì 3 febbraio, 2012. 16:06

    anche per noia

    • sabato 4 febbraio, 2012. 10:37

      Assolutamente! Anzi la noia è il mio primo incentivo!

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